drex: quando la passione ti porta nello spazio

16/10/2017 09:53:27

Stupisce sempre come la maggior parte dei progetti complessi abbia in realtà origine da gesti, da momenti, straordinariamente ordinari. Ed è così che oggi vogliamo raccontarvi una bellissima storia nata proprio dalla banalità di un incontro tra studenti semplicemente accomunati da un sogno: realizzare una tecnologia rivoluzionaria in campo aerospaziale. Da questo sogno è nato DREX, un dimostratore tecnologico di un’antenna prime focus deployable per le comunicazioni subspaziali.

La dedizione e l’innovatività del lavoro svolto sono stati il fulcro del successo del progetto: le avversità e gli ostacoli insiti in un campo di ricerca talmente complesso come quello aerospaziale sono state superate giorno dopo giorno, fino al raggiungimento dell’obiettivo. Il progetto è stato selezionato da DLR, SNSB ed ESA (European Space Agency) che, a fine ottobre, metteranno a disposizione la loro base di lancio di ESRANGE in Svezia per testare DREX nella stratosfera terrestre, a 25km di altezza.

Ma facciamo un passo indietro.

L’avventura di DREX nasce a dicembre 2015, dall’incontro tra Cristian Ambrosini, Team Leader e Project Manager del progetto, e Stefano Di Marco, entrambi studenti di ingegneria aerospaziale, presso il 1st Symposium on Space Educational Activities.
Ed è proprio in quella occasione che entrambi sono venuti a conoscenza del programma REXUS/BEUS, che mette a disposizione di gruppi di studenti la struttura logistica delle agenzie spaziali europee per il test di tecnologie innovative per l’aerospazio.

In un attimo l’idea rivoluzionaria di Cristian aveva la possibilità di diventare realtà, ma erano necessarie altre competenze per concretizzarsi. Ed è così che il team si è allargato dando il benvenuto a Giorgio Tesser e Filippo Marconi, che hanno fatto sì che dalla base si potesse passare ad uno stadio di progettazione avanzato. Poi è stato il turno di Loris Bogo e Alessandra Bellina, entrambi studenti di ingegneria elettronica, che hanno portato la loro expertise nel campo della progettazione e integrazione dei sistemi elettronici.

Uno degli scopi della Ricerca è la divulgazione, ed è per questo che il team necessitava di una figura che fosse in grado di comunicare gli scopi del progetto e connetterlo con le realtà imprenditoriali necessarie alla sua realizzazione: Vittorio Netti è stato il profilo giusto per questo ruolo. Infine Denis Soso, anche lui studente di ingegneria aerospaziale presso l’Università di Padova, è stato l’ultimo ad unirsi al gruppo in virtù delle sue skill e della sua dedizione.

Così, ad ottobre 2016 si è giunti al primo grande risultato: il progetto, presentato ad ESA, viene approvato ed entra ufficialmente nella compagine del programma REXUS/BEXUS, pronto per prendere il volo dal circolo polare artico l’anno successivo.

L’obiettivo è stato raggiunto solo grazie all’unione di menti e competenze eterogenee, provenienti da background diversi ma complementari, nonostante la passione e le idee innovative spesso non siano sufficienti a trasformare un sogno in realtà.

Oggi, guardando DREX completamente assemblato e pronto al volo, l’intero team non può fare a meno di realizzare che tutto questo è stato reso possibile solamente grazie alla collaborazione di aziende altamente innovative e in possesso di una visione fuori dal comune, proiettata al futuro attraverso la ricerca. Sono 25 in tutto le aziende italiane ed estere, tra cui Randstad, che hanno creduto nel progetto sin dal principio e hanno affiancato il team nello sviluppo con professionalità e preparazione.

Come ci hanno detto gli stessi ragazzi: “Il cammino che ha condotto il progetto DREX al suo compimento è stato aspro e ripido, ma è questa la sostanza della quale sono fatte le grandi idee”.

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