10 domande da fare durante il colloquio ad un datore di lavoro

25/03/2016 11:28:03

Quando si tratta di un colloquio di lavoro, ogni occasione che capita deve essere giocata al meglio delle proprie possibilità. Il che non significa soltanto essere preparati a fornire le risposte “perfette” ai potenziali datori di lavoro: spesso, per fare la differenza, serve qualcosa in più. Ad esempio, se volete fare un'ottima impressione, è importante che non rimaniate spettatori passivi del vostro colloquio, ma lo prendiate in mano, cerchiate di incanalarlo su dei binari a voi favorevoli! Impossibile, dite? E invece no!

Uno dei segreti è quello di porre domande. Il colloquio, infatti, deve essere considerato un vero e proprio momento di scambio e dialogo. I selezionatori apprezzano molto i candidati che pongono domande precise e pertinenti, poiché dimostrano interesse per la posizione. E se proprio non sapete da dove cominciare, eccovi un elenco di 10 domande da fare ad un colloquio di lavoro:

1. "Per quale motivo avete chiamato proprio me?”

Tra le domande da fare ad un colloquio, questa è sicuramente la prima. Scoprire perché siete stati scelti, magari tra centinaia di altri candidati, vi consentirà di far leva sulle qualità che vi hanno fatto guadagnare quell'intervista.

2. "Che vantaggi può avere l'azienda dalla mia collaborazione?" Questa domanda costringerà il vostro esaminatore a dirvi quello che davvero si aspetta da voi. Avrete così un’informazione da sfruttare a vostro vantaggio nel resto del colloquio.

3. "Avrò possibilità di carriera?"

Questa domanda dimostrerà da parte vostra la volontà di un impegno a lungo termine presso l'azienda che vi sta valutando.

4. "Perché lei ha scelto di lavorare in questa azienda?"

Ebbene sì: ora che avete rotto il ghiaccio, potete andare un filo più sul personale con il vostro interlocutore. Conoscere i motivi per i quali un dipendente ha scelto di lavorare in quella determinata società è un'informazione preziosissima, e che vi rivelerà molto sulla realtà interna dell'azienda.

5. "Cosa le piace di più di questo lavoro?"

La risposta a questa domanda può rivelare altre caratteristiche dell'azienda che non scoprireste mai tramite un colloquio standard. Che sia il contenuto del lavoro, o il buon equilibrio fra vita professionale e vita privata, o la presenza di musica di sottofondo, la risposta vi farà capire un po' meglio il tipo di realtà in cui andrete ad inserirvi.

6. "Cosa invece non le piace?”

Il lavoro perfetto, sappiatelo, non esiste. Con questa domanda avrete modo di farvi un'idea precisa degli aspetti negativi dell'azienda che vi attende: chi può conoscerli meglio di qualcuno che vi lavora già?

7. "Quali saranno con esattezza le mie mansioni?"

Ora che avete dimostrato interesse per la controparte, potete tornare a parlare di voi. Gli annunci di ricerca del personale elencano le mansioni da svolgere in maniera molto generica. È bene che ora chiediate dettagli più precisi

8. “Quale sarebbe il primo progetto di cui dovrei occuparmi?"

Questa domanda vi farà sembrare già pronti a mettervi a lavoro, e le informazioni che ricaverete vi faranno sentire molto meno in ansia il vostro primo giorno.

9. "Quando saprò se sono stato scelto?"

Spesso capita che i candidati, come dopo una tortura, scappino via dal colloquio senza avere la minima idea di quello che succederà dopo. Ricordatevi invece potete chiedere un riscontro, in modo da guardare subito altrove se le cose non dovessero andare per il verso sperato!

10 "Posso contattarvi in caso di altre domande?"

Questa è l'ultima delle domande da fare ad un colloquio conoscitivo. È sempre opportuno terminare con questa richiesta: vi consentirà di mantenere un contatto con l'azienda se doveste avere ulteriori dubbi o richieste di informazioni!

In quale fase del colloquio porre le domande

E' bene ricordare che le domande da fare al recruiter durante un colloquio di lavoro possono variare a seconda del numero della selezione a cui siamo arrivati: ovvero, primo colloqui, secondo colloquio, terzo colloquio. Vediamo di seguito come divedere le domande per fasi. 

Primo colloquio

In questa fase si possono raccogliere informazioni che non si riescono ad estrapolare dall’annuncio di lavoro. Alla frase di rito: “Hai qualche domanda da porci?”, quindi, alcuni quesiti possono essere questi:

  1. In che modo il ruolo per cui mi sono candidato contribuisce al successo dell’organizzazione? In questo modo si scoprirà di più sullo scopo e l’importanza effettiva della figura lavorativa all’interno dell’azienda.
  2. Quali sono le più grandi sfide per chi occupa questa posizione? Ciò consente di avere più dettagli sui compiti da svolgere e sul carico di lavoro.
  3. In che modo descrivereste la cultura aziendale? La risposta vi fornirà una panoramica dei valori dell’organizzazione e del clima presente al suo interno. 
  4. Qual è stato l’aspetto principale che l’ha spinta a lavorare in questa azienda? Anche se potrebbe sembrare un po’ invadente, porre questa domanda al selezionatore è importante per avere un punto di vista più personale sui valori dell’organizzazione e sugli eventuali benefit che vengono forniti ai dipendenti.

Secondo colloquio

Nel caso superaste la prima fase di selezione e veniste chiamati per un secondo incontro faccia a faccia – che di solito si svolge alla presenza di un vostro potenziale responsabile – avrete l’occasione di porre delle domande più specifiche. Eccone alcune:

  1. In che modo e con quale frequenza viene valutata la prestazione dei dipendenti?Domandando ciò potrete capire quali sono i parametri di valutazione e gli aspetti sui quali dovrete focalizzarvi per avere successo nell’azienda. 
  2. Quali sono le opportunità di crescita per questo ruolo? Questo permette di intuire come potrebbe svilupparsi la propria carriera nel lungo periodo. 
  3. Quali sono i progetti su cui vorreste farmi lavorare nei primi tre mesi? Anche in questo caso la domanda ha l’obiettivo di scoprire quali sono le aspettative dei manager e i compiti effettivi che si dovrebbero svolgere subito dopo l’inizio del rapporto di lavoro. 
  4. Quanto sono coinvolti i dipendenti nella creazione di responsabilità e obiettivi propri?Ciò vi darà l’opportunità di capire che margine di autonomia potreste avere nella gestione del lavoro.

Terzo colloquio

Solitamente in questa fase i selezionatori e i manager non dovrebbero più avere molti dubbi sul fatto che siete adatti a ricoprire la posizione aperta. Tuttavia si può sfruttare anche questa parte del processo per ottenere ulteriori informazioni utili per capire se accettare un’eventuale proposta di lavoro o no. Vediamo alcuni quesiti da porre:

  1. Che cosa potete dirmi riguardo al team in cui verrei inserito e all’atmosfera al suo interno? Questa domanda vi permetterà di intuire qualche aspetto in più sulle dinamiche che ci sono tra i colleghi con cui lavorerete.
  2. Quali tipologie di dipendenti hanno più successo in questa azienda? Ciò vi consentirà di capire se il vostro modo di lavorare può adattarsi all’organizzazione.

Fare delle domande durante un colloquio di lavoro a volte può intimidire, eppure è un’opportunità da cogliere non solo perché permette di scoprire di più sul ruolo e l’azienda, ma anche perché vi farà apparire realmente interessati all’organizzazione e alla cultura aziendale.

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