cosa non dire mai al capo: le frasi da evitare.

19/01/2021 18:00:00

In qualsiasi posto di lavoro ci si trovi è bene tenere sempre a mente che esistono delle norme e delle cose da non dire al capo che regolano i rapporti interpersonali e che ci sono scale gerarchiche da rispettare. Possono fare eccezione situazioni lavorative molto informali per cui la collaborazione non implica schemi eccessivamente rigidi. Nella maggior parte dei casi, però, si deve rendere conto del proprio operato e delle proprie azioni a qualcuno cui si è subordinati. 

In tal caso è necessario ricordarsi che quello che si dice al proprio capo potrebbe essere molto insidioso se non pesato nel modo opportuno. Al di là delle regole basilari del comportamento civile e dei principi di educazione, esistono, nello specifico, delle frasi trabocchetto che è meglio evitare se non si vuole incorrere in fraintendimenti pericolosi.

10 cose da non dire al datore di lavoro

cosa non dire al capo: questione di forma.

Molto spesso è estremamente importante non solo badare al contenuto di ciò che si dice, ma anche e soprattutto alla forma in cui si formulano richieste o esigenze. Confrontarsi con il proprio capo in maniera trasparente è fondamentale per un sano rapporto di lavoro, ma va fatto nei modi e nei tempi giusti per scongiurare il rischio di andare incontro a pericolosi fraintendimenti (leggi anche: come migliorare i rapporti con il proprio capo). Ecco allora alcune formule da evitare in tal senso:

  • le frasi che esprimono bisogni, quando espresse in modo perentorio
    “Ho bisogno di un aumento” /“Devo parlare con lei”
    la prima è una richiesta di per sé assolutamente legittima, ma da inoltrare e giustificare solo in caso di merito, alla luce di risultati concreti, dopo un congruo periodo di lavoro e non perché se ne ha semplicemente bisogno (leggi: come chiedere un aumento di stipendio in 4 semplici mosse). È preferibile, inoltre, esplicitare da subito per quale motivo si desidera l'incontro in modo da evitare malintesi o falsi allarmi ingiustificati
  • le frasi che iniziano con una negazione e pongono problematicità cui non viene data alcuna soluzione
    “Non si può fare / Non è un mio problema / No, posso fare solo una cosa per volta”
    È sempre consigliabile trovare la strada per risolvere una questione, o almeno provarci, invece di liquidarla semplicemente
  • le frasi che possono essere interpretate come una ricerca di alibi o come un tentativo di evitare le responsabilità
    “Non è colpa mia / Non serve che mi si insegni / Non capisco / No, altrimenti me ne vado”
    in generale ai capi poco importa sapere la causa di un problema, ciò che cercano è qualcuno che ne trovi la soluzione. Allo stesso modo escludersi da una responsabilità potrebbe essere interpretato come espressione di totale disinteresse verso il compito richiesto e verso il proprio lavoro 
  • le frasi che potrebbero essere interpretate come irrispettose e minare il rapporto con il datore di lavoro
    Non volevo disturbarla per un problema che si è già risolto / Sicuro di volerlo fare? / Sa, la mia generazione…
    la chiave di un buon rapporto con il proprio capo si basa su fiducia e stima reciproche. Meglio, quindi, non incrinare tale equilibrio con frasi che possano minare la stabilità del ruolo o delle capacità di un superiore 
  • le frasi che creano attriti e alimentano problemi sul luogo di lavoro influendo negativamente sul clima lavorativo
    Ha visto cosa ha fatto...? / È impossibile lavorare con … / Ho una famiglia anche io.
    è sempre meglio tenere per sé i problemi personali e mostrare invece la volontà di integrarsi all'interno dell'azienda. Mettere in cattiva luce un collega, ad esempio, è sempre un atto spiacevole e non necessariamente ben visto dai superiori

gli argomenti che sarebbe meglio evitare con il proprio capo.

Naturalmente, oltre alla forma dell’interazione, conta anche il suo contenuto. La regola aurea è che le informazioni personali devono rimanere tali. Ciascun lavoratore deve essere in grado di mantenere ben separate la sfera privata da quella professionale. Muoversi per compartimenti stagni è essenziale sia in termini di produttività ed efficienza nella propria attività che per ciò che concerne una corretta gestione dello stress (leggi anche: come sopravvivere allo stress da lavoro e dormire sonni tranquilli). Allo stesso modo, portare i problemi personali a lavoro è probabilmente uno degli errori più gravi che si possano commettere. 

Evitare di parlare con il capo di questioni politiche e religiose.

Premesso che nessuno può essere discriminato per le proprie convinzioni religiose né sul posto di lavoro né altrove, è importante essere consapevoli che le inclinazioni spirituali di ciascuno di noi appartengono alla sfera privata (leggi anche: qual è la differenza tra straining e mobbing: come riconoscerli). E, di nuovo, confondere la sfera privata con quella professionale non è appropriato. Lo stesso discorso vale anche per le questioni che riguardano la politica. Non tutti, compreso il proprio datore di lavoro, potrebbero pensarla allo stesso modo ed esplicitare senza un vero motivo o senza che sia realmente necessario le proprie convinzioni potrebbe creare un clima scomodo in ufficio.

sfera personale e riferimenti alla vita privata.

I riferimenti alla vita privata, soprattutto se utilizzati per giustificare una qualche mancanza sul lavoro, vanno assolutamente evitati. È meglio dire chiaramente che non si è in grado di svolgere un determinato compito, piuttosto che utilizzare la propria vita personale come alibi. A meno che non ci siano gravi problemi di salute che mettono a rischio la propria incolumità, la sfera privata deve rimanere tale. Allo stesso modo andrebbero trattate le informazioni eventuali che si possiedono sulla sfera personale del proprio datore di lavoro. Non è quasi mai una buona idea rivelare al proprio capo di esserne a conoscenza. Il rischio è di creare disagio o, peggio, pericolosi fraintendimenti che potrebbero minare il rapporto professionale.

frasi da non dire al capo: esempi

Ricapitolando, ecco una lista di 10 cose da non dire mai al datore di  lavoro

  1. “Ho bisogno di un aumento”
  2. “Non posso farlo/Non è il mio compito/Non è il mio lavoro”
  3. “È colpa di [xxx]”
  4. “Dove lavoravo prima non si faceva così”
  5. “In quest’azienda abbiamo sempre fatto così”
  6. “Per me va bene tutto/Per me è uguale”
  7. “Non capisco”
  8. “Sicuro di volerlo fare?”
  9. “Posso fare solo una cosa per volta”
  10. “In questa azienda non funziona nulla/Non si può lavorare così”

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