“mi elenchi pregi e difetti”: come rispondere alla domanda più temuta di tutte.

19/01/2021 17:00:00

Dalla capacità di cogliere le qualità migliori per la posizione di lavoro offerta al modo di presentarsi, ecco come rispondere alla domanda su pregi e difetti al colloquio

Dopo aver mandato il curriculum vitae e la lettera di presentazione siete finalmente stati chiamati dall’azienda dei vostri sogni. Affrontare un colloquio di lavoro, si sa, è sempre una piccola sfida. Un esame al quale è meglio arrivare preparati. Avere il controllo su tutto è ovviamente impossibile. Ogni intervista e processo di selezione fa storia a sé, tuttavia esistono comunque delle domande comuni  (leggi anche: mi parli di lei: come rispondere al colloquio), su cui lavorare prima dell’incontro con il recruiter.
“Mi elenchi pregi e difetti” è una di queste. Forse la più temuta di tutte. 

Ma come possiamo rispondere? Qual è la formula migliore per fare colpo e distinguersi?

Ecco i consigli da seguire e alcuni esempi pratici di pregi e difetti che possono essere elencati.

pregi e difetti da dire ad un colloquio di lavoro

pregi e difetti: perché vengono chiesti al colloquio.

Molto spesso, una simile domanda genera del disagio nel candidato che vede messa in discussione non la sola professionalità, ma la sua stessa persona. Occorre però ricordare che non è così. 

In realtà, la richiesta di elencare i principali pregi e difetti ha uno scopo ben preciso. Attraverso questa domanda, infatti, il selezionatore cerca di capire se il modo di essere e, soprattutto, l’idea che il candidato ha di sé sono idonei alla posizione di lavoro offerta. Ciò che interessa è solo la funzionalità ad un determinato profilo.

Un candidato che conosce i propri punti di forza è probabile che sia più in grado di padroneggiarli e trasformarli in un valore per l’azienda. Allo stesso tempo, riconoscere le proprie debolezze è sempre un segno di maturità. Da un lato, dimostra umiltà e sgombera il campo dall’arroganza, dall’altro può essere indice della capacità e voglia di migliorarsi, una dote sempre apprezzata dai datori di lavoro.

pregi e difetti: come adattarli alla posizione offerta.

Per capire quale sia il modo migliore per rispondere alla domanda “mi elenchi pregi e difetti”, è necessario:

  • analizzare bene la posizione offerta
  • individuare quali soft skills potrebbero essere richieste 
  • tradurle in risposte pertinenti ed efficaci durante la selezione
    L’ideale sarebbe pensare ad almeno 3 pregi e 3 difetti per il colloquio, così da offrire un quadro esaustivo, ma non esagerato del proprio profilo.

Più in generale occorre mettere a punto una vera e propria strategia di comunicazione nel presentare i propri difetti. La trasparenza è certamente una via consigliabile e da seguire, ma va abbinata anche a un po’ di malizia: bisogna essere capaci di utilizzare le proprie debolezze come pregi per non trasformare le nostre stesse parole in un boomerang. 

Questo non vuol che sia lecito mentire: le bugie al colloquio non sono ammesse. 

È necessario piuttosto capire come alcune caratteristiche della nostra personalità possano adattarsi al tipo di competenza richiesta. Infine, sarebbe consigliabile non essere troppo banali nella scelta degli aggettivi nel momento in cui si espongono esperienze passate (lavorative e non).

i difetti che sarebbe meglio non elencare.

Stabilire con il recruiter un buon livello di empatia può essere una strategia per rispondere in maniera efficace alla domanda sui pregi e difetti in un colloquio. In linea di massima esistono, però, dei difetti o delle caratteristiche negative, che sarebbe meglio evitare di elencare, indipendentemente dalla posizione da ricoprire e dall’empatia che si riesce a stabilire. Ecco un elenco:

  • aggressività
  • impazienza
  • irascibilità

Allo stesso modo, se si sta affrontando una selezione per una posizione junior in un’azienda molto strutturata, sarebbe meglio non indicare come difetto l’essere restii a ricevere ordini. Soprattutto all’inizio e, in particolare, in un ambiente estremamente gerarchizzato.

Anche le scelte lessicali e la forma dell’esposizione giocano un ruolo chiave durante un colloquio di lavoro. 

  • Aggiungere l’avverbio “troppo” a ogni difetto o pregio potrebbe essere controproducente
  • Discorso che vale anche per l’avverbio “abbastanza”

pregi e difetti: come dirli

Quando il selezionatore ci chiede i nostri pregi e difetti non conta solo ciò che diciamo, ma anche il modo in cui esponiamo la nostra risposta. L’abbiamo già detto, la sincerità deve guidare le vostre risposte, ma deve andare di pari passo con un po’ di sana strategia.

Una tecnica molto utile è quella di chiudere sempre le risposte con qualcosa di positivo. O, ancora, parlare dei propri punti di debolezza sottolineando tutto quello che si è fatto in passato o si sta facendo per superarli e migliorarsi ogni giorno.

È sempre consigliabile, invece, nella forma di esposizione di pregi e difetti, trasmettere equilibrio, disponibilità e cortesia. E, ancora una volta, diventa fondamentale conoscere le peculiarità del candidato ideale che l’azienda sta cercando per rispondere al meglio alla domanda. 

pregi e difetti colloquio: esempi e risposte.

Ecco allora una lista di esempi pratici di pregi e difetti da dire ad un colloquio. Il consiglio? Parti prima dalle debolezze, così da toglierti subito la parte più ostica e poter concludere con una raffica di aspetti positivi. Cercando però di essere sempre sincero e rispettare la propria indole.

Se sono caotico e disorganizzato, meglio non sostenere di essere ordinato nello svolgimento delle mansioni. Piuttosto conviene trovare il modo migliore per trasformare quella stessa debolezza in qualcosa di positivo.

quali sono i tuoi punti deboli? 

  • sono troppo critico con me stesso

L’autocritica, quando non distruttiva, è sempre un buon biglietto da visita per il candidato. Esigere tanto da sé stessi, in fondo, è la chiave per migliorare e puntare sempre più in alto.

  • sono molto competitivo

Anche in questo caso, l’esser competitivo può rientrare tra le debolezze, ma è indice allo stesso tempo di ambizione e buona volontà.

  • sono una persona abitudinaria/non amo la routine                         

Sono due facce della stessa medaglia, da utilizzare a seconda della posizione per cui ci si candida. Se abbiamo a che fare con un lavoro dai compiti precisi e ripetitivi, l’essere abitudinari diventa un’arma a vostro favore. Così come lo è, in professioni in cui l’imprevisto è all’ordine del giorno, la capacità di adattarsi ai cambiamenti.

quali sono i tuoi punti di forza?

Per quanto riguarda i pregi, il margine di risposta è sicuramente più vasto. Potete fare un’analisi di quelle che sono le vostre caratteristiche e scegliere le più adatte al contesto

  • sono affidabile
  • creativo
  • amo il lavoro di squadra e lo scambio con altre persone
  • sono onesto
  • ho grande entusiasmo

La lista può essere infinita. L’importante è non esagerare, col rischio di apparire troppo presuntuoso.
In definitiva, benché le domande sui pregi e i difetti in un colloquio possano sembrare banali e scontate, in realtà, nella maggior parte dei casi, rischiano di decidere l’esito di un percorso di selezione e fare la differenza tra un’assunzione e la temuta lettera di rifiuto.

È importante ricordare che non esistono risposte giuste o sbagliate in assoluto. Ciò che conta è la capacità di calarsi in ogni contesto, essere onesti prima di tutto con se stessi e mostrare sempre il lato migliore del proprio carattere.

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