come i lavoratori trovano nuove opportunità di lavoro.

06/05/2021  12:00:00

Qual è il modo migliore per trovare lavoro? Quali sono i canali più efficaci per trovare nuove opportunità e cambiare azienda? In un contesto caratterizzato da grande incertezza, conoscere i migliori luoghi dove ricercare una nuova occupazione è diventato un requisito fondamentale nella vita di ogni professionista. 

L’Employer Brand Research 2021 di Randstad, tra le altre cose, ha analizzato questo particolare aspetto del percorso professionale di ciascun lavoratore. In questo articolo scopriremo:

  • i profili dei professionisti che hanno cambiato o desiderano cambiare lavoro
  • come i lavoratori trovano nuove opportunità di occupazione
  • quali sono i canali più utilizzati per raggiungere questo scopo

switchers, stayers, intenders: chi ha cambiato lavoro e chi ha scelto di non farlo.

Prima di capire come e dove  i lavoratori trovino nuove opportunità di occupazione, è utile andare a tracciare i profili coinvolti nel campione di ricerca. Nello specifico, sono stati presi  in considerazione:

  • i giovani che si affacciano per la prima volta nel mercato del lavoro
  • gli stayers, ovvero i lavoratori regolarmente assunti e soddisfatti dalla loro posizione
  • gli switchers, ovvero i dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro nell’ultimo anno
  • gli intenders, coloro che intendono cambiare lavoro nei prossimi sei mesi

La pandemia ha giocato un ruolo fondamentale in quest’ultimo anno, impattando sulle scelte dei lavoratori. 

Nel 2021 la percentuale degli intenders è del 21% del campione. La percentuale sale al 30% se si considerano solo i lavoratori colpiti dal Covid-19.

Gli switchers, invece, costituiscono l’8% del campione (10% considerando solo la popolazione di lavoratori che ha contratto il Covid). 

L’altra faccia della medaglia di questi dati è la maggiore fedeltà dei lavoratori per la propria azienda. Nel 2021, il 92% del campione è infatti rimasta con lo stesso datore di lavoro. Difficile, però, stabilire in quale misura questi risultati siano stati (direttamente o indirettamente) causati dalla pandemia.

i canali più efficaci nella ricerca di un nuovo lavoro.

Secondo quanto emerso dall’indagine 2021, nella ricerca di un nuovo lavoro, il canale privilegiato resta quello dei contatti personali: il passaparola è stato indicato dal 32% del campione come il metodo migliore per trovare un nuovo lavoro. Essere in grado di rafforzare e consolidare la propria rete di conoscenze si conferma dunque un valore aggiunto per quasi un terzo della popolazione coinvolta nell’analisi.

I datori di lavoro che cercano personale, infatti, attingono molto spesso a risorse con referenze fidate, che hanno già dimostrato in esperienze passate la propria affidabilità. Ovviamente, una buona lettera di presentazione e un colloquio di lavoro all’altezza dovranno certificare la bontà della scelta fatta. Ma il proprio network, inteso come rete di contatti, rimane il miglior punto di partenza nelle strategie di ricerca di lavoro del campione analizzato, consolidando ulteriormente il primato registrato nel 2020 (29%). 

Al secondo posto ci sono, invece, le agenzie per il lavoro che, pur confermando la posizione dello scorso anno, hanno interrotto il trend positivo registrato dalle precedenti due indagini. I lavoratori, infatti, hanno indicato di aver trovato nuovo impiego tramite agenzia nel 23% dei casi, contro il 26% del 2020.

Chiude il podio, con il 20% delle preferenze, LinkedIn (leggi anche: come essere visibili su LinkedIn), che conferma il terzo posto, ma perde punti rispetto al 23% dello scorso anno. La piattaforma specializzata nello sviluppo di contatti professionali, nel 2020, aveva fatto registrare un’impennata di preferenze pari a dieci punti percentuali  rispetto al 2019.

Tra gli altri canali di ricerca di offerte di lavoro, sono pochi quelli che hanno fatto registrare percentuali di preferenza più alte rispetto al 2020. 

I social media sono passati dall’11 al 13%, il portale helplavoro dall’8 al 9%. Google, infine, è l’unico canale che ha confermato il 17% dello scorso anno.

i canali più utilizzati: differenze generazionali e di istruzione.

Nell’ultimo semestre del 2020 quasi un italiano su dieci ha cambiato lavoro (8%). Lo hanno fatto in misura maggiore i dipendenti di età compresa tra i 25 e 34 anni (12%) e quelli con un'istruzione media (10%).

Differenze generazionali sono emerse anche in relazione ai  canali utilizzati per cercare lavoro. LinkedIn, ad esempio, è stato utilizzato nel 26% dei casi nella popolazione compresa tra 25 e 34 anni. La percentuale scende al 15%, invece, per la fascia 35-54. 

Il metodo di ricerca del lavoro cambia non solo in base al profilo anagrafico, ma anche per grado di istruzione: il 22% dei dipendenti con un livello di istruzione basso (licenza media o inferiore) ritiene che il canale più efficace per la ricerca di un lavoro sia la piattaforma subito.it. Percentuale che si dimezza - scendendo all’11% - se si considera la fascia di lavoratori con istruzione media.

A seguire ci sono subito.it (21%) e infojobs.it (20%). I job portals sono stati indicati dal 19% del campione. In particolare, tra queste piattaforme dedicate, a primeggiare è indeed.com, utilizzato dal 60% del campione. Il 17% si affida, invece, a Google; il 16% ai siti aziendali e l’11% ai social media, Facebook su tutti con il 79% delle preferenze.

siti aziendali come fonte di informazione principale.

Anche se non sono stati indicati come i canali preferenziali per trovare un nuovo lavoro, i siti aziendali giocano ancora un ruolo cruciale nell’iter di ricerca. Come emerge dalla ricerca, nel 52% dei casi, i candidati cercherebbero prima di tutto il sito web dell’azienda e i relativi social media per raccogliere informazioni sul potenziale datore di lavoro. Queste piattaforme restano, quindi, la fonte di informazione principale per approfondire la conoscenza di una determinata organizzazione e, di conseguenza, arrivare preparati ad un eventuale colloquio di lavoro (leggi anche: domande al colloquio di lavoro, come rispondere alla più frequenti). 

La consultazione delle piattaforme multimediali di un’azienda diventa ancora più importante, infine, alla luce di un altro dato. L’ostacolo numero uno che si frappone ai candidati nel processo di selezione sarebbe, infatti, la scarsa conoscenza di cosa significhi lavorare in un’organizzazione. In tal senso, informarsi attraverso canali ufficiali può aiutare a superare questa criticità e rivelare se i valori aziendali sono in linea con quelli del candidato.

il report completo Randstad Employer Brand Research 2021.

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