come i lavoratori trovano nuove opportunità di lavoro.

08/07/2020  08:00:00

La capacità di trovare nuove opportunità di occupazione è un requisito fondamentale per ogni professionista. In un mercato sempre più flessibile, infatti, la competitività dei lavoratori passa senza dubbio anche da questa attitudine alla ricerca, dal rafforzamento dei propri contatti e dall’utilizzo corretto di piattaforme multimediali dedicate (leggi anche: curriculum vitae: come compilarlo). L’Employer Brand Research 2020 di Randstad, tra le altre cose, ha analizzato anche questo particolare aspetto del percorso professionale di ciascun lavoratore. Dai canali più utilizzati alle principali tappe nell’iter del processo di ricerca, andiamo a scoprire quindi come i lavoratori trovano nuove opportunità di occupazione, secondo quanto è emerso dall’indagine.

switchers, stayers e intenders: differenze tra l’Italia e l’Europa.

Prima di capire come i lavoratori trovino nuove opportunità di occupazione, è utile andare a tracciare i profili dei professionisti che sono alla ricerca di un lavoro. A tal proposito, oltre ai giovani che si affacciano per la prima volta nel mercato del lavoro e ai cosiddetti stayers, ovvero i lavoratori regolarmente assunti e soddisfatti dalla loro posizione, sono due le categorie coinvolte dall’analisi. La prima è quella degli switchers, ovvero i dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro nell’ultimo anno. La seconda è composta dai cosiddetti intenders, coloro che intendono cambiare lavoro nel prossimo anno. In  Italia il 17% del campione analizzato dall’indagine 2020 ha cambiato lavoro, una percentuale identica a quella europea.

cambiare datore di lavoro: l'Italia rispetto all'Europa

Più alta rispetto alla media degli altri Paesi del continente, invece, la percentuale degli intenders (28% contro il 25% dell’Europa). Al di là dei numeri e delle percentuali, sempre utili a definire il contesto nel quale ci si muove, conoscere la differenza tra queste categorie di lavoratori può essere di grande aiuto. In primo luogo a comprendere meglio le loro scelte. E, in seconda battuta, ad estrapolare quelli che sono i comportamenti più comuni nel processo di ricerca di un nuovo lavoro. 

i canali più efficaci nella ricerca di un nuovo lavoro.

Nella ricerca di un nuovo lavoro, il canale più utilizzato secondo quanto emerso dall’indagine 2020 resta quello dei contatti personali, indicato dal 29% del campione. Questa modalità di ricerca si conferma al primo posto anche se fa registrare un deciso calo rispetto ai risultati dell’Employer Brand Research 2019, quando era stata indicata dal 38% dei lavoratori intervistati. Al secondo posto ci sono, invece, le agenzie per il lavoro che, al contrario, mostrano un trend in crescita (26% del 2020 contro il 21% del 2019). Chiude il podio, con il 23% delle preferenze, LinkedIn (leggi anche: come essere visibili su LinkedIn). La piattaforma specializzata nello sviluppo di contatti professionali ha fatto registrare un’impennata di preferenze pari a dieci punti percentuali rispetto allo scorso anno.

A seguire ci sono subito.it (21%) e infojobs.it (20%). I job portals sono stati indicati dal 19% del campione. In particolare, tra queste piattaforme dedicate, a primeggiare è indeed.com, utilizzato dal 60% del campione. Il 17% si affida, invece, a Google; il 16% ai siti aziendali e l’11% ai social media, Facebook su tutti con il 79% delle preferenze.

siti aziendali come fonte di informazione principale.

Anche se non sono stati indicati come i canali preferenziali per trovare un nuovo lavoro, i siti aziendali giocano ancora un ruolo cruciale nell’iter di ricerca. Come emerge dalla ricerca, nel 52% dei casi, i candidati cercherebbero prima di tutto il sito web dell’azienda e i relativi social media per raccogliere informazioni sul potenziale datore di lavoro. Queste piattaforme restano, quindi, la fonte di informazione principale per approfondire la conoscenza di una determinata organizzazione e, di conseguenza, arrivare preparati ad un eventuale colloquio di lavoro (leggi anche: domande al colloquio di lavoro, come rispondere alla più frequenti). 

La consultazione delle piattaforme multimediali di un’azienda diventa ancora più importante, infine, alla luce di un altro dato. L’ostacolo numero uno che si frappone ai candidati nel processo di selezione sarebbe, infatti, la scarsa conoscenza di cosa significhi lavorare in un’organizzazione. In tal senso, informarsi attraverso canali ufficiali può aiutare a superare questa criticità e rivelare se i valori aziendali sono in linea con quelli del candidato.

scarica l'employer brand research 2020

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