perché assumere un boomerang worker?

24/11/2017 17:22:18

Cercare i migliori talenti e il personale più qualificato è uno dei maggiori problemi riscontrati dalle aziende. Tuttavia, c’è una categoria di lavoratori da non dimenticare per riuscire ad attirare i dipendenti migliori, ed è proprio quella degli ex-dipendenti dell’azienda. 
Quello dei boomerang worker è, in effetti, un fenomeno che si sta diffondendo e che interessa, secondo le ultime rilevazioni, circa 1 lavoratore su 3. Più del 40%, inoltre, prenderebbe in seria considerazione l’idea di tornare a lavorare per un’azienda presso cui si è stati impiegati in passato. 
E se le cifre non mentono, vi sono senza dubbio vantaggi sia da parte dei datori, sia da quella dei lavoratori che spiegano la rilevanza che sta assumendo il fenomeno. Vediamo di che cosa si tratta.

I vantaggi della ri-assunzione

Cosa spinge un’azienda ad assumere un lavoratore per la seconda volta? A prima vista quello del boomerang worker sembrerebbe quasi un azzardo più che un’occasione. Eppure, assumere ex-dipendenti ha un costo d’entrata minore per un’azienda – e questo è il primo fondamentale punto da prendere in considerazione. Da un lato, infatti, chi ha già frequentato l’ambiente di lavoro possiede abilità e competenze che sono immediatamente utilizzabili, senza bisogno di training o tutoraggio. Dall’altro, lo stesso processo di recruitment avviene molto più velocemente. 

Inoltre, nella maggioranza dei casi è già presente un buon allineamento alla cultura aziendale, senza contare il fatto che, durante le loro ulteriori esperienze, gli ex-dipendenti avranno certamente accumulato nuove conoscenze che possono essere molto utili all’azienda. 

Molti di questi vantaggi, infine, valgono anche dal punto di vista dei lavoratori: non solo la compagnia presso cui si è già stati impiegati conosce già i punti di forza e le skill principali, ma probabilmente questa volta saprà valorizzare al meglio il dipendente, impegnandosi al massimo per non farselo (più) scappare.