employee engagement: i 3 errori più comuni e 3 modi per evitarli

12/07/2017 13:05:21

Torniamo a porre l’attenzione su un aspetto fondamentale della buona gestione dei dipendenti all’interno di un’azienda: l’employee engagement. Come ormai è risaputo, gli impiegati che si sentono coinvolti, anche a livello emotivo, nella vita e nel destino dell’organizzazione per cui lavorano sono più portati ad impegnarsi e a dare il meglio di sé. Tuttavia, non è scontato per un’azienda riuscire ad ottenere facilmente questo risultato. 

Talvolta, infatti, il management può adottare tecniche di employee engagement inadatte e superficiali, incapaci di creare un vero “attaccamento” dei lavoratori verso l’azienda. Per dare buoni risultati, infatti, le pratiche di employee engagement devono “toccare il cuore” dei dipendenti motivandoli e facendoli sentire parte di qualcosa di grande, e non devono limitarsi ad agire solo su un livello fisico e tangibile. 

Vediamo allora quali sono i 3 errori più comuni in cui si può incappare e come evitarli: 

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Errore numero 1: creare una separazione netta tra il management e il resto dell’azienda

Talvolta i responsabili tendono a mantenere un certo distacco dai propri collaboratori e a tenerli all’oscuro sugli obiettivi dell’azienda, la direzione da intraprendere e sui suoi successi o insuccessi. Questo comportamento tende a far sentire le persone come semplici parti di un ingranaggio e non come elementi importanti che contribuiscono al successo dell’organizzazione.

Per evitare di incorrere in questo errore, quindi, è importante che ci sia una comunicazione diretta con il management. Instaurare un buon rapporto con i dipendenti e condividere con loro le decisioni prese ai livelli manageriali contribuisce a far sentire gli impiegati considerati, valorizzati e membri di una grande squadra.

Errore numero 2: ricorrere ad espedienti che hanno un effetto superficiale

In alcuni casi le aziende tentano di conquistare l’engagement dei dipendenti offrendo loro maggiori quantità di denaro o fornendo benefit come sconti, massaggi o aree relax in sede. Se queste iniziative - comunque sempre molto apprezzate - tendono ad avere un effetto positivo sull’employer branding e sull’immagine aziendale, da sole non hanno tuttavia ripercussioni profonde a livello di employee engagement.

Quest’ultimo, infatti, si basa su aspetti più emotivi. La soluzione è abbastanza semplice: a volte, infatti, basta ringraziare apertamente i dipendenti per il lavoro svolto per farli sentire apprezzati e valorizzati e, quindi, più coinvolti nel destino dell’azienda.

Errore numero 3: non concedere fiducia ai dipendenti

Non ci si può aspettare di ricevere piena fiducia dai propri dipendenti se non si concede loro fiducia a propria volta. Pensare che non abbiano a cuore il futuro dell’azienda, non tenere in considerazione i loro feedback e non ritenerli abbastanza affidabili da condividere con loro notizie importanti che riguardano l’organizzazione, sono tutti segnali di mancanza di fiducia nei loro impiegati - segnali che vengono percepiti chiaramente dai propri impiegati. Questo crea un circolo vizioso in cui viene a mancare la stima reciproca. 

Per evitare che ciò accada, è importante affidare responsabilità ai propri collaboratori e avere fede in loro, in modo da farli sentire valorizzati. Questo aumenterà il loro coinvolgimento verso l’azienda.

Ecco quindi i tre errori più diffusi che minano l’employee engagement. Conoscerli è importante per evitare di incorrervi e per adottare invece delle strategie che abbiano un effetto profondo.

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