work-life balance: le strategie delle imprese.

23/06/2018 18:23:09

Work-life balance È tra i principali fattori che determinano l'employer branding di un'azienda. Ma perché la conciliazione vita-lavoro è così importante per i dipendenti? E quali sono gli strumenti più utilizzati?

Nella società di oggi, la vera ricchezza è il tempo. Tanto che quest'ultimo è diventato un elemento di negoziazione nei contratti aziendali alla voce work-life balance, ovvero tutte quelle azioni messe in campo dalle organizzazioni per bilanciare tempi di cura e tempi di lavoro dei dipendenti, sempre più divisi tra casa e ufficio. Di che cosa si tratta? Solitamente di benefit inseriti nel sistema di welfare aziendale.

Work-life balance ed employer branding

Nelle aziende più virtuose questa conciliazione finisce per diventare un elemento distintivo nel sistema di employer branding, ossia quei meccanismi di attrazione e retention dei talenti, oltre che come fattore di benessere organizzativo in grado di migliorare la produttività aziendale.
Chi lo sostiene? Ad esempio una ricerca dell'Università Liuc di Castellanza sul livello di engagement dei dipendenti italiani, che mette il bilanciamento tra vita privata e lavoro al secondo posto come fonte di motivazione dei lavoratori, dopo la sicurezza dell’impiego. Valore confermato anche dalla ricerca sull'attrattività delle imprese in Italia effettuata dall'istituto di ricerche Icma per conto di Randstad e propedeutica all'assegnazione del Randstad Award: lo stipendio è la motivazione principale alla base della scelta o del cambiamento di un posto di lavoro, ma il work-life balance è la prima ragione per restare nell’azienda dove si lavora secondo il 44% degli italiani, seguita dall’apprezzamento del lavoro attuale (36%) e dalle buone condizioni economiche (26%).

Orario flessibile e asili nido aziendali

In particolare, sono le donne e i dipendenti over 45 anni a puntare maggiormente sul bilanciamento dei tempi vita-lavoro. Gli strumenti a disposizione sono molteplici. Tra quelli più diffusi (ma non sono i soli) figurano:

  • orario flessibile;
  • banca ore;
  • asilo nido;
  • campus nei giorni di chiusura delle scuole;
  • sensibilità nel fissare riunioni entro una certa ora;
  • uso funzionale delle nuove tecnologie;
  • maggiordomo aziendale di supporto per le commissioni personali e familiari.

Ma perché tutto ciò funzioni, sono necessarie una cultura basata sulla fiducia e sull’orientamento al risultato e una strategia complessiva che valorizzi le persone e le diverse necessità nel ciclo di vita lavorativo.

ATM, Manageritalia e la diversity

Qualcuno ci sta provando: ad esempio ATM, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico a Milano, si è dotata di un comitato etico e di una diversity manager; più nel dettaglio, ha introdotto laboratori manageriali sulla diversity, ha aperto le porte dei tre nidi aziendali anche ai nipoti e non solo ai figli dei dipendenti e offre un'integrazione del 30% oltre la quota Inps alle maternità e paternità facoltative.
ManagerItalia – associazione che rappresenta manager, dirigenti e alte professionalità del settore terziario – ha avviato invece un progetto, denominato “Un fiocco in azienda”, per aiutare le imprese e le dipendenti ad affrontare in modo sereno la maternità, facilitarne il rientro e tutelarne la salute.

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