maternità delle lavoratrici iscritte alla gestione separata

20/06/2016 11:17:33

Con il Decreto Interministeriale del 24 febbraio 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 Aprile 2016 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con il Ministero dell’Economia, ha introdotto importanti novità per quanto riguarda il congedo di maternità previsto per le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS. 

Per prima cosa è importante sottolineare che tali provvedimenti valgono anche per i casi di adozione o di affidamento preadottivo di un minore, e, dunque, non soltanto nell’eventualità della nascita di un figlio naturale. Il Governo sta infatti lavorando per ridurre il più possibile le differenze tra madri lavoratrici titolari di diversi tipi di contratto, al fine di tutelare il diritto di ognuna ad astenersi dal lavoro nel periodo della maternità percependo, al tempo stesso, una indennità al posto della normale retribuzione. In altre parole, la maternità deve essere tutelata allo stesso modo sia nel caso in cui si tratti della nascita di un figlio naturale o dell’adozione di un bambino, sia che la madre abbia un contratto di lavoro come dipendente, parasubordinata, a progetto etc. o che sia una libera professionista. 

Analizziamo nel dettaglio le principali novità previste.

Estensione del congedo ed equiparazione tra madri lavoratrici

Il congedo di maternità indica il periodo di astensione dal lavoro che spetta alle lavoratrici nei mesi immediatamente precedenti e successivi al parto o all’adozione di un bambino. Fino a ora, tuttavia, solo per le lavoratrici dipendenti era previsto un periodo di astensione obbligatoria di durata pari 5 mesi (2 mesi precedenti al parto e 3 mesi successivi, salvo casi particolari come la gravidanza a rischio). La novità principale della nuova normativa riguarda, a partire dal 2016, le lavoratrici iscritte alla gestione separata, per le quali si passa da un periodo di congedo di 3 mesi a 5 mesi – equiparando di fatto la loro situazione a quella delle lavoratrici dipendenti. 

Nuova tutela delle madri iscritte alla gestione separata 

Un’ulteriore importante novità introdotta riguarda la possibilità di usufruire dell’indennità anche per quelle madri lavoratrici iscritte alla gestione separata il cui committente non abbia versato i contributi regolarmente (ma abbia, tuttavia, erogato il compenso dovuto alla lavoratrice). Questa categoria risultava precedentemente esclusa nonostante il versamento dei contributi non fosse affatto responsabilità della donna lavoratrice. 

Riguardo a questo punto è utile precisare che la nuova normativa fa riferimento esclusivamente alla situazione di lavoratrici parasubordinate, poiché, nel caso di libere professioniste, spetta alla lavoratrice stessa il versamento dei contributi. 

categorie Norme e Diritti