manovra correttiva 2017: modifiche al codice degli appalti sui poteri dell’anac

24/07/2017 16:04:01

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 96 del 21 giugno 2017 di conversione del DL 50/2017 recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo

L’art. 52 ter introduce una attesa modifica al codice degli appalti, attraverso l’aggiunta di nuovi commi all’art. 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, allo scopo di ripristinare alcuni poteri dell’ANAC:  

  • Il comma 1-bis prevede, infatti, che “l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio per l’impugnazione dei bandi, degli altri atti generali e dei provvedimenti relativi a contratti di rilevante impatto, emessi da qualsiasi stazione appaltante, qualora ritenga che essi violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”;

  • Il comma 1-ter prevede che “l’ANAC, se ritiene che una stazione appaltante abbia adottato un provvedimento viziato da gravi violazioni del presente codice, emette, entro sessanta giorni dalla notizia della violazione, un parere motivato nel quale indica specificamente i vizi di legittimità riscontrati. Il parere è trasmesso alla stazione appaltante; se la stazione appaltante non vi si conforma entro il termine assegnato dall’ANAC, comunque non superiore a sessanta giorni dalla trasmissione, l’ANAC può presentare ricorso, entro i successivi trenta giorni, innanzi al giudice amministrativo. Si applica l’articolo 120 del codice del processo amministrativo di cui all’allegato 1 annesso al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104”;

  • Il comma 1-quater prevede che “l’ANAC, con proprio regolamento, può individuare i casi o le tipologie di provvedimenti in relazione ai quali esercita i poteri di cui ai commi 1-bis e 1-ter”. 

La legge n. 96/2017, inoltre, all’articolo 52-quater (Organizzazione dell'ANAC), stabilisce che l'Autorità Nazionale Anticorruzione debba definire, con propri regolamenti, la propria organizzazione, il proprio funzionamento e l'ordinamento giuridico del proprio personale. 

In sintesi, la manovra ha previsto (come auspicato dal Consiglio di Stato) che l’ANAC possa agire in giudizio nel caso in cui una qualsiasi stazione appaltante emetta bandi, atti generali e provvedimenti, in violazione delle norme in materia di contratti pubblici. È stato, inoltre, stabilito che l’ANAC, qualora ritenga che la stazione appaltante abbia adottato un provvedimento affetto da violazioni gravi, possa emettere entro 60 giorni un parere motivato, nel quale siano indicati specificamente i vizi di legittimità riscontrati. La stazione appaltante avrà, in tal caso, 60 giorni per adeguarsi al parere e, nel caso in cui ciò non avvenga, l’ANAC potrà presentare ricorso al giudice amministrativo entro i 30 giorni successivi.


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