l'assegno di ricollocazione entra a regime da aprile: ecco cosa prevede la misura del jobs act

26/02/2018 09:28:53

Tra le varie misure introdotte dal Jobs Act c’è anche quella dell’assegno di ricollocazione, un’iniziativa importante che ha lo scopo di formare, riqualificare e reinserire nel mondo del lavoro i disoccupati. Questa misura di politica attiva entrerà a regime a partire da aprile 2018, dopo una sperimentazione che ha coinvolto negli ultimi mesi un campione di 27.000 disoccupati percettori di NASpI da almeno 4 mesi. 

Chi potrà beneficiare dell’assegno di ricollocazione

Potranno ottenere l’assegno di ricollocazione queste categorie di lavoratori:

- disoccupati da oltre 4 mesi che già beneficiano del sussidio NASpI;
- lavoratori in cassa integrazione straordinaria, nel caso in cui l'accordo sindacale si sia concluso con un piano di ricollocazione;
- beneficiari del Rei, ossia del Reddito di inclusione.

Queste persone potranno richiedere il contributo attraverso il portale internet Anpal.gov.it o presso un centro per l’impiego, per poi scegliere l’ente di formazione che lo assisterà nella ricerca attiva di un nuovo lavoro. 

Come funziona l’assegno di ricollocazione

Dopo averne fatto richiesta tramite il sito, per ottenere l’assegno di ricollocazione, i disoccupati in possesso dei requisiti necessari dovranno sostenere un colloquio presso un centro per l’impiego, dove verranno profilati, tenendo conto di età, sesso, livello di istruzione, collocazione geografica e precedenti esperienze lavorative. In questo modo verrà calcolato il grado di occupabilità dell’interessato e, in base a tutti questi dati, verrà stabilita l’entità dell’assegno in questione. 

Sempre al centro dell’impiego, i candidati dovranno stipulare un Patto di servizio che li inserirà di fatto nel progetto e li impegnerà a partecipare a iniziative di formazione e ad accettare le offerte di lavoro idonee per il loro profilo. Se il lavoratore non rispetterà i termini previsti dal patto, potrebbe essere escluso dall’iniziativa o la somma prevista per il suo assegno potrebbe essere decurtata.

I centri per l’impiego e le agenzie private per il lavoro seguiranno, dunque, i candidati durante la fase di ricerca e selezione ma riceveranno la somma prevista solo a risultato raggiunto, ossia solo al momento della firma di un contratto subordinato.
Sarà il disoccupato, però, a dover richiedere la somma al patronato, insieme alla dichiarazione di immediata disponibilità a lavorare.

Tempi e cifre dell’assegno di ricollocazione

Per realizzare la misura dell’assegno di ricollocazione verranno stanziati inizialmente 200 milioni di euro: ogni assegno avrà un valore di circa 3.000 euro e, per questo motivo, si pensa di riuscire a reinserire nel mondo del lavoro almeno 60/70.000 disoccupati. 

È stata, inoltre, stabilita una tabella di marcia ben precisa, insieme alle Regioni che saranno direttamente coinvolte nella realizzazione di questa iniziativa: secondo quanto reso noto dall’Anpal, entro marzo la nuova infrastruttura tecnologica sarà pronta e allo stesso modo saranno pronti e formati tutti gli operatori del settore lavoro che dovranno gestire le pratiche per l’assegno. Una volta terminata la fase di preparazione, il progetto dovrà partire subito dopo Pasqua, il 3 aprile.

In linea di massima, la somma varierà dai 1.000 ai 5.000 euro se il disoccupato troverà un impiego a tempo indeterminato, mentre sarà dai 500 ai 2.500 euro la somma stanziata in caso di contratti a termine di almeno 6 mesi.

Delle misure speciali sono previste per le regioni definite “meno sviluppate”, ossia Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, dove si può scendere a una somma compresa tra i 250 e i 1.250 euro per un contratto da 3 a 6 mesi.

Approfondimenti: scopri come richiedere l'assegno di ricollocazione