il report annuale di randstad sul lavoro flessibile

18/11/2014 17:47:44

Il report Randstad flexibility@work 2014 porta avanti l’idea che la flessibilità – se di qualità e ben regolata – sia un antidoto efficace al lavoro nero, supportato anche dalle conclusioni di un recente studio condotto insieme all’Università di Sheffield (Regno Unito) e Regioplan Policy Research (Paesi Bassi). Inizialmente visto come un problema di recessione socioeconomica, il lavoro nero sta conoscendo una nuova fase di crescita, tanto da diventare – secondo il report flexibility@work – addirittura una caratteristica di spicco dell’economia globale.

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)  stima che il lavoro sommerso coinvolga 1.8 miliardi di persone – ovvero quasi due terzi della forza lavoro mondiale – rendendo tale fenomeno un enorme problema globale, che interessa non solo le economie, ma anche i lavoratori stessi. E’ universalmente riconosciuto, infatti, che l’economia sommersa abbassi la qualità e le condizioni di lavoro, oltre a costituire una competizione sleale che danneggia l’economia legale. In ultima analisi, il lavoro sommerso mette a rischio anche la sostenibilità del sistema di protezione sociale.

I Governi hanno iniziato a prestare maggiore attenzione alla diffusione ed alle cause dell’economia sommersa. In particolare, il Parlamento Europeo all’inizio dell’anno ha adottato una legislazione tesa a migliorare le condizioni di lavoro dell’Unione. Oltre a scoraggiare il lavoro sommerso, la Commissione Europea sta sollecitando i legislatori degli stati membri al fine di trasformarlo in lavoro regolare. La questione, ora, è capire come.

Lo studio condotto dall’Università di Sheffield e da Regioplan Policy Research rivela che i paesi in cui è più facile per le aziende offrire opportunità di lavoro flessibili, e dove più ampia è la legislazione sul lavoro, hanno meno sommerso. Creando le condizioni corrette, la domanda e offerta di lavoro sommerso si riducono, offrendo ad aziende e lavoratori soluzioni migliori. Ma ancora una volta, quali sono e come si ottengono queste soluzioni?

La ricerca di Randstad flexibility@work 2014 affronta le ragioni fondamentali per attaccare l’economia sommersa e le ragioni della sua forza esaminando due prospettive opposte, il mercato libero e quello più regolamentato. La tesi liberista sostiene che il sommerso sia la diretta conseguenza di tasse alte, corruzione statale e una regolamentazione troppo gravosa; dall’altro lato, la tesi opposta dipinge l’economia sommersa come il risultato di una legislazione del lavoro inefficiente e di mancanza di intervento statale e di protezione sociale. Il report indaga l’impatto di tutti questi fattori, così come della flessibilità di qualità, sulle economie sommerse e i risultati a cui giunge sono molto interessanti anche per governi e legislatori.

“Il report mostra chiaramente il bisogno di politiche del lavoro più proattive per eliminare le ingiustificate restrizioni attualmente presenti sull’operato delle Agenzie per il lavoro”, dichiara Jacques van de Broek, CEO di Randstad. “Perché le aziende e le economie restino innovative e competitive nello scenario odierno, la flessibilità è fondamentale. Il dibattito non deve essere sulla concessione o meno della flessibilità, bensì dovrebbe gravitare attorno a come la flessibilità può essere ben regolamentata per creare una situazione favorevole sia per le aziende, sia per i lavoratori”.

La ricerca completa può essere scaricata cliccando qui.

categorie Norme e Diritti