i contratti di solidarietà espansiva dopo il jobs act

03/11/2015 10:45:59

A differenza della disciplina degli ammortizzatori sociali (CIGO e CIGS, che ora comprende anche la solidarietà cd. difensiva) la disciplina dei contratti di solidarietà espansivi non è stata modificata in maniera profonda dal Jobs Act, tanto che, infatti, la legge delega n. 183/2014 non se ne occupa.

Il D.lgs. 148/2015 (in un unico articolo, il 41) ha sostanzialmente ripreso la disciplina previgente, con qualche piccola innovazione, e l’ha inserita nel riordino degli ammortizzatori sociali. Lo strumento della solidarietà espansiva non ha avuto un gran successo negli anni passati, ma il Legislatore ha comunque deciso di mantenerlo in vita, spostandolo dal decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726 (i cui articoli 1 e 2 relativi ai contratti di solidarietà vengono abrogati) e ricomprendendolo all’interno della disciplina degli ammortizzatori sociali, in una sorta di armonizzazione della disciplina.

Le finalità di questa particolare tipologia di accordi aziendali, che acquistano piena efficacia solo se depositati presso la Direzione territoriale del lavoro, sono rimaste invariate nonostante l’intervento della Riforma. Infatti, i contratti di solidarietà espansiva, contenuti in contratti collettivi aziendali (stipulati ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 81 del 2015), possono prevedere una riduzione stabile dell'orario di lavoro, con riduzione della retribuzione, al fine di permettere la contestuale assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale, con lo scopo di incrementare gli organici. 

Ai datori di lavoro che decidano di assumere nuovo personale, riducendo in maniera stabile l’orario di lavoro dei lavoratori già dipendenti, sono concesse delle agevolazioni. In particolare è concesso, per ogni lavoratore assunto sulla base dei predetti contratti collettivi e per ogni mensilità di retribuzione, un contributo a carico della Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali istituita presso l'INPS, pari, per i primi 12 mesi, al 15 % della retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo applicabile e, per ciascuno dei 2 anni successivi, pari, rispettivamente, al 10 e al 5%. 

In sostituzione del contributo di cui sopra, per i lavoratori di età compresa tra i 15 e i 29 anni assunti in forza di contratti di solidarietà espansiva, viene riconosciuta per i primi 3 anni e comunque non oltre il compimento del 29esimo anno di età del lavoratore assunto, la possibilità di versare la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro in misura corrispondente a quella prevista per gli apprendisti, ferma restando la contribuzione a carico del lavoratore nella misura prevista per la generalità dei lavoratori. 

Non possono beneficiare di queste agevolazioni i datori di lavoro che, nei 12 mesi antecedenti le assunzioni, abbiano proceduto a riduzioni di personale ovvero a sospensioni di lavoro in regime di cassa integrazione guadagni straordinaria, dal momento che ratio della norma è l’incremento degli organici.

I contratti di solidarietà espansiva possono rappresentare, per i lavoratori che presentino gli specifici requisiti, un incentivo al pensionamento. 
In particolare possono presentare domanda di pensione i lavoratori delle imprese che abbiano stipulato un contratto di solidarietà espansiva, e che abbiano:

  • un’età inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia di non più di 24 mesi
  • e abbiano maturato i requisiti minimi di contribuzione per la pensione di vecchiaia.

A coloro che presentano la domanda spetta, con decorrenza dal mese successivo a quello della presentazione, il trattamento di pensione a patto che essi abbiano accettato di svolgere una prestazione di lavoro di durata non superiore alla metà dell'orario di lavoro praticato prima della riduzione convenuta nel contratto collettivo. In pratica il lavoratore godrà della pensione per il periodo di tempo in cui nel suo caso specifico è attivata la riduzione dell’orario di lavoro.

Il trattamento spetta a condizione che la trasformazione del rapporto avvenga entro 1 anno dalla data di stipulazione del predetto contratto collettivo e in forza di clausole che prevedano, in corrispondenza alla maggiore riduzione di orario, un ulteriore incremento dell'occupazione. 

Viste le agevolazioni già riconosciute per gli incrementi occupazioni che siano veicolati dai contratti di solidarietà espansiva, i lavoratori assunti attraverso questi accordi aziendali sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi ai fini dell'applicazione di norme e istituti che prevedano l'accesso ad agevolazioni di carattere finanziario e creditizio. 

categorie Norme e Diritti