gli ultimi decreti del jobs act

01/07/2015 17:11:23

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i provvedimenti relativi a disciplina dei contratti e conciliazione vita-lavoro. E intanto il Consiglio dei Ministri ha già approvato quattro nuove bozze di Decreto


L’entrata in vigore: la piena operatività

Dopo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri lo scorso 11 giugno e la firma del Presidente della Repubblica, sono finalmente approdati in Gazzetta Ufficiale i Decreti legislativi di attuazione della deleghe relative al riordino delle tipologie contrattuali (D.lgs. 15 giugno 2015, n. 81) e alla revisione delle misure sulla tutela della maternità e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (D.lgs. 15 giugno 2015, n. 80). I decreti sono stati infatti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 24 giugno e, come previsto all’interno degli stessi, sono entrati in vigore direttamente il giorno successivo, 25 giugno 2015. Una data che – analogamente al 7 marzo 2015, entrata in vigore dei precedenti Decreti sulle tutele crescenti e la Naspi – è destinata a rimanere impressa nella mente degli operatori.

Gli ambiti di intervento dei due Decreti

Gran parte della regolamentazione precedente sulle forme contrattuali viene infatti abrogata e ridefinita all’interno del nuovo testo di riferimento. Il D.lgs. 81/2015 realizza un intervento di ampio respiro in materia di:

1) Contratto a termine

2) Somministrazione di lavoro

3) Collaborazioni coordinate e continuative e a progetto

4) Associazione in partecipazione con apporto di lavoro

5) Apprendistato 

6) Lavoro a chiamata

7) Lavoro accessorio

Il Decreto, inoltre, interviene anche sulla disciplina del part time e delle mansioni.

Se dunque questo primo Decreto, viste le materie di intervento, ha l’ambizione, unitamente ai provvedimenti sulle tutele crescenti e alle misure introdotte con la Legge di stabilità (a partire dall’esonero contributivo), di incidere sugli assetti del mercato del lavoro (per usare le parole della legge delega “di riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo”), l’altro interviene comunque su profili altrettanto importanti e delicati.

Con il D.lgs. 80/2015 il Governo ha infatti modificato parte della disciplina di cui al D.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, ossia il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela della maternità e della paternità, con importanti novità sulla normativa dei congedi (congedo di maternità, paternità e parentale) e con l’estensione di alcune delle tutele già previste per le lavoratrici iscritte alla gestione separata, agli autonomi e ai liberi professionisti, con l’ampliamento delle limitazioni per il lavoro notturno, con norme a favore del telelavoro e, infine, la previsione di un congedo speciale per le donne vittime di violenza di genere.

I nuovi Decreti: dalle politiche attive alle semplificazioni

Nel frattempo ricordiamo che il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare quattro nuove bozze di Decreto già trasmesse alle competenti Commissioni Lavoro perché queste ultime possano esprimersi, come già fatto per le precedenti, con un parere (obbligatorio ma non vincolante). I nuovi provvedimenti, con cui, una volta apportate eventuali modifiche e approvati nella loro veste definitiva, si concluderà l’iter di attuazione del cosiddetto Jobs Act, contengono:

1) Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione social;

2) disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro;

3) disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive;

4) disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità.

Sabrina Chiarelli, Legal Solutions Department Randstad Group Italia

categorie Norme e Diritti