decreto cura italia, un aiuto per le imprese.

24/03/2020 15:00:00

Dopo i primi interventi che si sono succeduti a partire dal primo decreto legge di febbraio, con il decreto Cura Italia pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 17 marzo (D.L. n. 18/2020), il Governo ha stanziato l’ulteriore somma di 25 miliardi di Euro per il finanziamento di una molteplicità di misure che permettano di far fronte alle conseguenze dell'emergenza coronavirus

In particolare è possibile individuare almeno quattro principali ambiti di intervento:

  • il primo legato alle misure per il potenziamento del sistema sanitario
  • il secondo a sostegno del lavoro
  • il terzo finalizzato al supporto del credito, sia per le famiglie che per le imprese
  • il quarto per la sospensione di alcuni adempimenti in materia tributaria, fiscale e previdenziale

In attesa delle disposizioni operative necessarie per alcune specifiche misure, di seguito una sintesi delle principali iniziative.

coronavirus lavoro decreto

cassa integrazione e licenziamenti.

L'emergenza Covid-19 consente alle imprese che sono state costrette a sospendere o ridurre l'attività di accedere a vari ammortizzatori sociali.

Di particolare impatto la possibilità, per i soggetti individuati dalla normativa per i quali non trovano applicazione le tutele ordinarie, e anche laddove occupino meno di 5 dipendenti, di presentare domanda di cassa integrazione in deroga per il periodo di sospensione del rapporto di lavoro, ferma restando in ogni caso la durata massima di 9 settimane.

Chi aveva già in corso la cassa straordinaria o la solidarietà, potrà presentare domanda di cassa ordinaria o di assegno ordinario.

Dall'entrata in vigore del "Cura Italia" è inoltre precluso per 60 giorni l'avvio delle procedure di licenziamento collettivo. Sono altresì sospese quelle già avviate a partire dal 23 febbraio. Analogamente non potranno essere intimati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo.  

misure fiscali.

Importante anche l'intervento del decreto sul fronte fiscale. Anzitutto è stata sospesa la scadenza del 16 marzo per il versamento dell'Iva annuale e mensile e dei contributi Inps e Inail. Gli adempimenti dovranno essere effettuati entro il 30 giugno senza che questo comporti delle sanzioni. In particolare il provvedimento governativo va in soccorso dei settori che sono stati duramente colpiti dal virus Covid-19 e che pertanto non sarebbero in grado di versare le imposte.

 Sono sospesi infatti sino a maggio i versamenti per le imprese legate ai comparti:

  • del turismo (come gli alberghi)
  • della ristorazione (bar, ristoranti, gelaterie, ecc)
  • del tempo libero (cinema, piscine, teatri ecc)
  • della cultura (fiere, gestori di musei o biblioteche, di monumenti storici)
  • e dei servizi di assistenza (autoscuole, servizi per i minori o disabili, asili nido).

Anche le società sportive (professionistiche e dilettantistiche) vedono spostate le loro scadenze fiscali al 30 giugno.

sostegno alla liquidità delle imprese.

Sono previsti inoltre alcuni interventi pensati per affrontare i problemi di liquidità finanziaria delle imprese. Il testo del Cura Italia introduce infatti una moratoria dei finanziamenti (mutui, leasing, finanziamenti a breve in scadenza) a favore delle micro, piccole e medie imprese colpite dall’emergenza. Inoltre, attraverso il finanziamento del fondo centrale di garanzia per le Pmi, sarà possibile rinegoziare i prestiti esistenti.

La rinegoziazione sarà possibile anche per quelle imprese che hanno problemi di liquidità.

Sempre sul fronte del credito, è stato istituito un meccanismo di controgaranzia per le banche mediante l’intervento di Cassa depositi e prestiti. Tale operazione consentirebbe di disporre di risorse pari a circa 10 miliardi di Euro da utilizzare per gli investimenti delle imprese.

Il decreto istituisce il Fondo per il reddito di ultima istanza (che come altre misure necessita di un ulteriore decreto per essere avviato) allo scopo di garantire il riconoscimento di un'indennità per i lavoratori dipendenti e autonomi che hanno visto cessare o ridursi il proprio lavoro.

congedo parentale, bonus di 100 euro e trattamento di malattia.

I dipendenti pubblici, privati e gli autonomi, possono richiedere di usufruire di 15 giorni di congedo parentale straordinario a partire dal 5 marzo.

Tale congedo potrà essere utilizzato da uno solo dei genitori e darà luogo ad un'indennità pari al 50% della retribuzione.

Ai lavoratori dipendenti con un reddito lordo, per il 2019, fino a 40mila Euro verrà riconosciuto un bonus di 100 euro per il mese di marzo da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro. Tale premio non concorre alla formazione del reddito.

Infine, con un’ulteriore misura a favore dei lavoratori, si prevede che il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria dai lavoratori del settore privato, deve essere equiparato a malattia e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

A tal fine sarà comunque indispensabile il rilascio del certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha reso necessaria la quarantena. 

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