collocamento obbligatorio: che cosa cambia con il jobs act

17/12/2015 14:48:23

Il Governo è intervenuto per regolamentare il collocamento obbligatorio, semplificando così la normativa per l’inserimento di soggetti appartenenti alle categorie protette

Il d. lgs. 81/15 (in materia di Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni) ed il d. lgs. 151/15 (in materia di “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”) sono intervenuti, non con una vera e propria riforma organica, quanto piuttosto con una risistemazione della materia del collocamento obbligatorio.

La nuova normativa è ispirata da un’ottica di maggior semplificazione per l’inserimento di soggetti appartenenti alle categorie protette nel mondo del lavoro.

Legge n.68 del 12 marzo 1999

La legge 68 del 12 marzo 1999, contenente le norme per il diritto del lavoro dei disabili, si basa sulla ratio della promozione dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone interessate da disabilità nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.
I soggetti beneficiari della normativa vigente sono le persone disoccupate e rientranti in una delle seguenti categorie: Soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche e portatori di handicap  intellettivo con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%; Invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%, Ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi con eventuale correzione; Sordi; Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e di servizio; Vedove/i di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, orfani, profughi e vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (categoria quest’ultima alla quale viene dedicata una disciplina ad hoc).

La legge citata prevede che i datori di lavoro pubblici e privati siano tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle sopra elencate categorie in misura proporzionale alla propria dimensione occupazionale e nello specifico:

 - 1 lavoratore se occupano da 15 a 35 dipendenti;
 - 2 lavoratori se occupano da 36 a 50 dipendenti;
 - 7% dei lavoratori in forza qualora occupino più di 50 dipendenti.

In quest’ultima ipotesi  è inoltre previsto l’obbligo di inserimento dei soggetti di cui all’art. 18, comma 2 L. 68/99 (Vedove/i di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, orfani, profughi e vittime del terrorismo e della criminalità organizzata) nella misura di 1 unità (nel caso di datori di lavoro che occupano da 50 a 150 dipendenti) ovvero dell’1% (nel caso di aziende che occupano oltre 150 dipendenti).

Le novita introdotte dal d. lgs. 81/2015

Il d. lgs. 81/2015, in vigore dal 25 giugno 2015, è intervenuto in materia, ampliando le tipologie contrattuali attraverso le quali è possibile procedere all’inserimento dei lavoratori disabili nell’organico aziendale.
Confermata la possibilità di assumere disabili con ogni tipo di contratto di lavoro subordinato, tra i quali ad esempio, contratto di lavoro a tempo determinato, contratto di apprendistato, contratto part time  l’art. 34, comma 3, d.lgs. 81/15, introduce la possibilità per le aziende utilizzatrici di computare nelle quote di riserva ex art.3 l. 68/99 anche i lavoratori disabili assunti con contratto di somministrazione per missioni di durata non inferiore a dodici mesi.  
Ciò implica quindi per le aziende utilizzatrici la possibilità di computare nelle quote di riserva anche soggetti non assunti direttamente bensì tramite contratto di somministrazione di lavoro.

Le novità introdotte dal d. lgs. 151/15

Rilevanti modifiche in materia di collocamento obbligatorio sono introdotte anche dal D. lgs. 151/15, in vigore dal 25 settembre 2015.
Tra le novità, ve ne sono alcune che incidono sulla modulazione variabile degli obblighi quantitativi di assunzione.
Innanzitutto occorre evidenziare che dal 1 gennaio 2017 verrà eliminato il regime di gradualità: ciò comporterà che, per i datori di lavoro che impiegano da 15 a 35 dipendenti, l’obbligo di inserimento della categoria protetta prescinderà dall’effettuazione di una nuova assunzione.
Viene inoltre introdotto l’obbligo di computare nella quota di riserva anche i lavoratori dipendenti che risultavano disabili prima dell’instaurazione del rapporto lavorativo, indipendentemente dal fatto che gli stessi siano stati inseriti tramite il collocamento obbligatorio, purchè interessati da una capacità lavorativa ridotta al 60% ovvero una disabilità psichica maggiore al 45%.
Altre significative novità sono apportate alle modalità di assunzione nonché agli incentivi ad esse connesse.
A far data dal 1 gennaio 2016, sia nel caso di assunzione nominativa che a seguito della sottoscrizione di convenzioni ed indipendentemente dall’ottemperanza all’obbligo di assunzione, viene previsto un incentivo sotto forma di conguaglio contributivo pari a:

- 70% della retribuzione mensile lorda imponibile nel caso in cui il lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%;

- 70% della retribuzione mensile lorda imponibile nel caso in cui il lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato abbia ovvero una disabilità psico-intellettiva superiore al 45%. In tal caso l’incentivo spetta per un periodo massimo di 60 mesi;

- 70% della retribuzione mensile lorda imponibile nel caso in cui il lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo non inferiore a 12 mesi abbia  una disabilità psico-intellettiva superiore al 45%. In tal caso l’incentivo spetta per tutta la durata del contratto;

- 35% della retribuzione mensile lorda imponibile nel caso in cui il lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo determinato abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 45% e il  79%.

Ai fini della concreta operatività è prevista l’emanazione di uno o più decreti ministeriali attuativi oltre ad auspicate circolari INPS.



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