smart manufacturing: le cifre della crescita italiana

13/09/2016 17:11:08

Smart manufacturing: gli investimenti italiani

Secondo l’Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano, l’Italia è a buon punto lungo il cammino verso la completa digitalizzazione dei processi operativi in ambito manifatturiero.
Da tempo ormai si parla anche nel nostro Paese di Industria 4.0 e Smart Manufacturing e la strada da percorrere è indubbiamente ancora lunga, ma considerando l’immaturità di alcune tecnologie e la mancanza di competenze specifiche, e tenendo conto della crisi economica degli ultimi anni, i risultati sin qui ottenuti sono da leggersi in chiave positiva ed ottimistica riguardo alle potenzialità di sviluppo futuro.

I risultati dell’ultima indagine eseguita dall’Osservatorio del Politecnico, presentati a Milano a fine giugno, parlano chiaro: nel 2015 l’industria italiana ha investito 1,2 miliardi di euro in soluzioni di Smart Manufacturing - poco meno del 10% del totale degli investimenti effettuati nell’anno.
Le aziende trainanti sono quelle produttrici di grandi macchinari e dell’automotive, seguite dalle imprese attive nei settori dell’aeronautica e della difesa.

Secondo gli analisti del Politecnico, la cifra raggiunta nel 2015 è destinata a crescere del 20% nel 2016, e ad essa si devono aggiungere circa 250-300 milioni di euro di indotto derivante da attività di consulenza, formazione e riorganizzazione delle infrastrutture.
La ricerca sullo stato di digitalizzazione dell’industria italiana ha coinvolto 307 imprese (210 grandi aziende e 97 PMI) appartenenti ai 9 settori principali del manifatturiero, e 6 sono le aree la cui evoluzione è stata oggetto d’indagine: Industrial Internet of Things, Industrial Analytics, Cloud Manufacturing, Advanced Automation, Advanced Human Machine Interface e Additive Manufacturing.

Le risposte dei Chief Operation Officer interpellati rivelano una forte tendenza all’innovazione: quasi un terzo delle aziende ha già in corso tre o più progetti nelle 6 aree di Smart Manufacturing e le applicazioni di queste tecnologie sono cresciute del 30% rispetto al 2015 (sono 600 in tutto nel 2016).
Le più diffuse sono le applicazioni di Industrial Analytics (20% degli intervistati), di Cloud Manufacturing (20%) e di Industrial Internet of Things (16%).

Cosa spinge le imprese ad adottare soluzioni di questo genere?
Riduzione dei costi e miglioramento dei servizi. Oltre alle realtà virtuose, la ricerca ha fatto luce anche sulle aziende in cui il tema Smart Manufacturing è ancora poco sentito: il 38% delle imprese manifatturiere italiane dichiara di non conoscere l’argomento, pur con forti differenze da settore a settore.
Automotive, alimentare e grandi macchinari sono i settori più avanzati, con il 30% delle imprese ancora “all’oscuro” dell’Industria 4.0; in altri settori la percentuale supera invece il 50%. 

Le barriere alla diffusione delle soluzioni digitali nel nostro comparto manifatturiero sono da identificarsi principalmente in limiti oggettivi, quali la mancanza d’infrastrutture e la presenza d’impianti e macchinari obsoleti, e in limiti superabili per via della loro natura soprattutto culturale ed organizzativa.
Molte aziende, consapevoli di simili barriere interne, chiedono non a caso al Governo incentivi statali per l’ammodernamento infrastrutturale (50% del campione), per l’acquisto di macchinari avanzati (46%) e per corsi di formazione (38%). A

fronte di simili richieste, il fatto che il Governo stia lavorando ad un Piano italiano per l’Industria 4.0, ispirato a programmi già avviati sempre a livello nazionale in alcuni paesi europei, come la Germania e il Regno Unito, è un buon segno.
Cosa più importante, oltre a stabilire importanti linee guida di sviluppo, il piano d’azione governativo prevede anche finanziamenti che dovrebbero essere inclusi già nella Legge di Stabilità di quest’anno.

Alessandro Perego, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Smart Manufacturing, ha definito lo Smart Manufacturing “un'opportunità clamorosa” non solo per le aziende realizzatrici di tecnologie produttive, ma anche per le filiere del Made in Italy.
Alimentare, moda, abbigliamento, lavorazione del legno e arredo: aziende di ogni dimensione, soprattutto quelle piccole-medie imprese di cui è ricco il tessuto economico italiano, potrebbero trovare nella digitalizzazione di reti e processi la soluzione per tornare ad essere competitive, in Italia e nel mondo.