Qui la crisi è stata meno percepita, le aziende si strutturano e i profili più richiesti sono quelli dei giovani periti e degli ingegneri. Purché seri, volenterosi e disposti a imparare ancora

A pochi chilometri da Milano, sulla direttrice che porta a nord, verso Varese, il settore metalmeccanico è ancora molto forte e la crisi ha solo sfiorato aziende e lavoratori. Anzi, secondo Daniela Alberti (nella foto, a destra), Unit Manager della filiale Randstad di Legnano (da cui proviene il vincitore del Campionato Tornitori 2015, Luca Sarcina), non si è quasi vista: «La richiesta di montatori, manutentori, disegnatori, saldatori, operatori di macchine utensili, addetti alla qualità, ma anche di ingegneri è sempre stata molto alta e non ha mai conosciuto flessioni. E mi riferisco sia a profili tecnici junior che senior, ovvero anche a persone di 50 anni con un'elevata esperienza lavorativa, figure che difficilmente restano a lungo senza lavoro».
Conferme in questo senso arrivano anche dalla Unit Technical di Saronno, come racconta lo Unit Manager Paolo Forti (nella foto, a sinistra): «Era da tanto tempo che il settore metalmeccanico non faceva segnare numeri così positivi da queste parti. Il mercato automotive italiano sta ripartendo e, di conseguenza, nel 2015 siamo andati bene anche noi. Solo a ottobre c’è stato un piccolo rallentamento, ma la rotta, in generale, è cambiata». E sembra quella giusta.

Piccole grandi imprese

Il tessuto industriale di quest’area della Lombardia è quello tipico di tutto il settentrione, con una forte presenza di aziende produttive. «Le aziende con cui lavoriamo sono medio-piccole, ma si tratta in larga parte di realtà solide che negli ultimi tempi avvertono l’esigenza di strutturarsi internamente come le imprese di maggiori dimensioni, dotandosi di ruoli sempre più definiti e specializzati» afferma Daniela Alberti.
E se le aziende si evolvono, lo stesso devono fare le agenzie per il lavoro. Anche se rimangono alcuni punti fermi: «L'addetto all'ufficio tecnico è tra i professionisti più richiesti, oggi come ieri, così come l’ingegnere progettista e il disegnatore, figure che le aziende non si sono mai fatte mancare e anche nei periodi più difficili», conferma Paolo Forti.

Giovani professionisti con voglia di imparare

Ma oltre a questi, quali sono i profili più richiesti? Saldatori, operatori di macchine a controllo numerico, tornitori, fresatori, addetti alla qualità, periti di ogni genere, ingegneri «…che da noi a Legnano trovano un posto in pochi minuti» conferma Daniela Alberti.
E se poi sono giovani, il mercato metalmeccanico li accoglie a braccia aperte, come racconta Paolo Forti. «Abbiamo registrato una notevole richiesta da parte delle aziende di neo-diplomati che abbiano voglia, una volta terminati gli studi superiori, di immergersi nel mondo del lavoro. Ci chiedono principalmente giovani autonomi e già formati che sappiano lavorare sulle macchine a controllo numerico, ma anche ingegneri da inserire in stage con la prospettiva poi di una assunzione a tempo indeterminato. Non è semplice trovare figure di questo tipo».
Anche a Legnano, che si trova a pochi chilometri di distanza, le esigenze sono più o meno le stesse: «Ultimamente i giovani con una buona base scolastica e un titolo di studio tecnico sono molto richiesti dal mercato. Cerchiamo ragazzi seri, svegli, volenterosi e disposti a imparare ancora frequentando i nostri corsi di formazione come, ad esempio, quelli da 160 ore per tornitori. Se poi conoscono l’inglese, la garanzia di trovare occupazione è pressoché del 100%...».