operaio 4.0 o digital blue collar?

21/11/2017 18:50:30

La digital transformation e le tecnologie dell'Industria 4.0 stanno modificando i profili dei lavoratori creando nuove figure professionali finora inesistenti ed evolvendone altre già attive. Se un tempo l’espressione “colletti blu” serviva a distinguere nettamente il lavoro degli operai da quello d'ufficio dei “colletti bianchi”, oggi il confine tra lavoro intellettuale e quello manuale sta diventando sempre più labile. La trasformazione digitale nell'ambito dell'occupazione moderna ha creato infatti due nuove tipologie di lavoratori: gli operai 4.0, quelli cioè che in fabbrica padroneggiano le nuove tecnologie, e i colletti blu digitali, che lavorano direttamente con piattaforme online, come Deliveroo o Uber, per intenderci. 

Rispetto al modello del passato, l'operaio 4.0 oggi è molto più coinvolto nei processi di produzione che, tra l'altro, sono oramai di alto contenuto tecnologico, sia nelle metodologie produttive che nel prodotto stesso. Le tecniche e gli impianti sono diventati più complessi e alcuni operatori diretti, le cui mansioni sono state delegate a macchinari robotizzati, si sono trasformati infatti in controllori del loro corretto funzionamento. Personale maggiormente specializzato, è diventato quindi sempre più indispensabile nel gestire asset, utilizzare nuove tecnologie, comunicare con i colleghi e supervisionare costantemente le attività, minimizzando la possibilità di eventuali errori. 

Nel corso degli ultimi decenni, è stato pertanto necessario che gli operai 4.0 si adeguassero alle nuove metodologie acquisendo tutte quelle competenze digitali indispensabili al proprio lavoro: l'insieme di questo bagaglio di competenze viene definito “Digital DNA”. Avere ben chiaro il patrimonio genetico digitale delle proprie risorse umane per un'impresa è dunque fondamentale per capire quali competenze è possibile sviluppare all'interno del proprio organico e quali invece vanno ricercate altrove. 

Le attitudini digitali, o skills, che un operaio al momento deve avere sono di tre tipi: quelle definite “soft”, cioè Knowledge Networking, Self Empowerment e Virtual Communication; quelle relative al lavoro vero e proprio, come Tools and Channels e Data Driven Decision Making; infine quelle di innovatività, ovvero Creative Agility e Creative Resolution. 

Le prime tre competenze, le cosiddette Digital Soft Skills, consistono nel conoscere bene il prodotto, il suo processo di produzione, inclusi il funzionamento dei macchinari e gli strumenti digitali, e la sua manutenzione; saper risolvere problemi in modo autonomo sfruttando le risorse digitali a propria disposizione; interfacciarsi con colleghi sul territorio condividendo informazioni a distanza attraverso strumenti di comunicazione digitale. 

Il secondo gruppo di competenze è quello delle Job Related Skills, che si riferiscono alla capacità di leggere ed elaborare in tempo reale i dati informatici connessi agli impianti di produzione, orientando le decisioni e individuarne limiti o punti di forza. Le Innovation Skills, infine, fanno riferimento alla capacità degli operatori stessi di potenziare la produttività attraverso l'eventuale proposta di interventi di miglioramento nei processi e gestire imprevisti per portare a termine il lavoro. 

La seconda macro categoria di nuovi lavoratori è quella dei cosiddetti “Digital Blue Collar”. Sono delle figure professionali, come premesso, che nascono grazie alle piattaforme digitali e mediante queste interagiscono con clienti e datori di lavoro. Partendo in primis dall'annuncio di lavoro che è prevalentemente online, i nuovi autisti, corrieri, host, personal shopper, postini, tuttofare e writer decidono e definiscono la propria attività in autonomia, semplicemente affidandosi a siti di ricerca specializzati. 

Quali sono le caratteristiche di un colletto blu digitale? Innanzitutto, nel campo delle Digital Soft Skills, la Virtual Communication, ossia il saper utilizzare con padronanza ogni strumento di comunicazione virtuale. Tra le Job Related Skills ci sono l'Agile Working, la capacità cioè di poter eseguire il lavoro richiesto con un ampio margine di flessibilità dei propri orari; la Customer Centricity, che riguarda l’abilità di immedesimarsi nel cliente ai fini della sua massima soddisfazione; infine, i Tools and Channels, ossia la conoscenza degli strumenti digitali necessari all'espletamento del lavoro richiesto.