maschere da snorkeling convertite in dispositivi per la terapia sub intensiva: il caso Irritec.

13/05/20 08:00:00

“Ci sono due modi per affrontare le difficoltà. Modificare le difficoltà o modificare te stesso in modo da affrontarle”, poche frasi meglio di quelle della scrittrice britannica Phyllis Bottome, incarnano lo spirito con cui Irritec ha affrontato questa fase di emergenza. In un momento di grande difficoltà come quello attuale, infatti, l’azienda di Capo d’Orlando, (provincia di Messina), ha deciso di rimboccarsi le maniche e mettere il suo know how a disposizione della comunità. In che modo? Attraverso la creazione di un componente, è stato possibile convertire la sua produzione di maschere da snorkeling in dispositivi di terapia intensiva. Un'attività intrapresa per rendere ulteriormente funzionale ciò che l'azienda produce, ma anche per scendere in campo nella lotta contro il Covid-19. Con la dottoressa Giulia Giuffré, Group Marketing Director di Irritec, proviamo allora a capire come questa realtà abbia saputo adattarsi all’emergenza sfruttando le proprie tecnologie e competenze per fornire un prezioso contributo nella lotta al Coronavirus.

giulia giuffrè irritec

In che modo è stato possibile convertire le maschere da snorkeling in dispositivi per la terapia sub-intensiva?Abbiamo realizzato delle valvole per convertire le maschere da sub e trasformarle in maschere di emergenza per ventilatori polmonari. Siamo riusciti a produrne velocemente una grande quantità e le abbiamo donate a diversi ospedali, per lo più siciliani.

Questi dispositivi potrebbero diventare una produzione fissa o la riconversione riguarda solo il periodo?

Non è da escludere che dopo l’emergenza le maschere da sub riadattate possano diventare uno strumento standard per gli ospedali.

la sua azienda ha dovuto adattarsi in pochissimo tempo a cambiamenti davvero importanti. In che modo ha saputo reagire all'emergenza?

La priorità è stata garantire a tutto il personale Irritec la possibilità di lavorare in sicurezza (i consigli per il ritorno sicuro in ufficio). Nel giro di pochi giorni abbiamo attivato il remote working per le centinaia di persone che svolgono lavoro d’ufficio e garantito agli operai la disponibilità di mascherine e caschetti protettivi. Abbiamo inoltre ridefinito le procedure d’ingresso per evitare gli assembramenti. Il tutto si è svolto in un clima di collaborazione e impegno. Abbiamo deciso di sostenere i nostri lavoratori raddoppiando il contributo previsto dal decreto Cura Italia per i giorni di lavoro svolto in sede. Per venire incontro alle famiglie dei nostri dipendenti sono stati garantiti, sin dall’inizio dell’emergenza, orari più flessibili, permessi straordinari retribuiti fino a 5 giorni per i genitori con i figli in età scolare e l’attivazione dello smart working. Abbiamo anche deciso di sottoscrivere una polizza assicurativa “Covid-19” a favore di tutto il personale.

Una delle sfide del momento consiste nel gestire e motivare al meglio le risorse umane interne. Com'è cambiato il rapporto tra l'azienda e i propri dipendenti? 

Abbiamo sentito subito l’esigenza di mantenere il dialogo con i dipendenti, oltre che con fornitori e clienti. La comunicazione interna, soprattutto in un periodo così delicato, è fondamentale. Abbiamo cercato di aggiornare tutti sull’evolversi della situazione e delle modalità lavorative, anche per mantenere vivo il forte legame tra proprietà, manager e colleghi dei diversi reparti. 

E con i potenziali candidati? 

I colloqui e le candidature sono andati avanti regolarmente. L’azienda è già proiettata a quando si potrà tornare alla normalità, con la consapevolezza che ora diventa ancora più importante le capacità di gestire il proprio tempo, anche da remoto, focalizzarsi sugli obiettivi.

Quanto è stato complicato rimodellare la propria attività produttiva per rispettare le norme di sicurezza?

Molto complicato, ma una delle nostre forze è la coesione a livello nazionale e internazionale. Proprio questa coesione ci ha permesso di prendere subito tutte le iniziative necessarie. È stata istituita una task force composta dai nostri manager per gestire l’emergenza, che ogni giorno si confronta per fare il punto della situazione sulle varie tematiche. Inoltre, tutto ciò che abbiamo imparato lo abbiamo condiviso con i nostri colleghi all’estero. Purtroppo noi italiani siamo stati tra i primi a dover affrontare la pandemia, ma la nostra esperienza è stata importante per aiutare i colleghi, clienti e partner negli altri paesi. Proprio per questo non possiamo che ringraziare tutti i nostri dipendenti e collaboratori per l’impegno e la professionalità che dimostrano nel gestire il momento. 

Un impegno che ci fa sentire ancora più uniti. In questa fase sono nate anche tante iniziative di raccolta fondi per aiutare le persone più colpite, progetti spesso frutto delle idee dei nostri stessi dipendenti. Così come importante è stata l’adesione a campagne come #iopagoifornitori, in piena sintonia con i nostri valori e con l’impegno di sostenere la filiera agroalimentare, oggi più che mai importante per il bene di tutti.

In questa fase straordinaria, quali sono le competenze che i vostri dipendenti stanno mettendo maggiormente in mostra?

La capacità di concentrarsi sulle priorità per portare a termine l’obiettivo in breve tempo e la capacità di lavorare in team. Quelle che in gergo tecnico vengono definite “soft skills” si confermano tanto importanti quanto quelle tecniche.

E restando sul tema delle competenze, anche durante l’emergenza Covid-19 continuiamo ad investire sulla formazione interna ed esterna attraverso webinar e corsi online, sperimentando nuove metodologie e tecniche di apprendimento. Per noi è importante continuare ad accrescere le competenze, per essere sempre più competitivi nel settore dell’irrigazione sostenibile.

Nonostante le grandi preoccupazioni economiche, quali sono gli aspetti positivi che riesce a scorgere e che occorrerà coltivare anche quando saremo tutti impegnati sul fronte della ripresa?

Sicuramente saremo più pronti ad accogliere il lavoro agile. Adesso stiamo lavorando da remoto, ma l’obiettivo è organizzarsi per un vero smart working, che è innanzitutto un tema organizzativo. In Irritec faremo in modo di non perdere l’occasione che il Covid-19 ci ha dato di rendere più flessibile ed efficiente ogni attività.

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