macchine utensili, continua il trend positivo sugli ordini

05/07/2016 17:31:40

In Italia l’industria delle macchine utensili e dell’automazione è in buona salute: dopo un florido 2015, terminato con un lieve rallentamento nella crescita, nel primo trimestre 2016 ordini, consegne e consumi riprendono a crescere. Trend positivo che conferma il posizionamento di questo settore manifatturiero italiano tra i primi al mondo: al quarto posto nella classifica dei produttori (sopravanzando di molto la Corea del Sud) e al terzo in quella degli esportatori.

È quanto rivelato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, che ha elaborato e diffuso una serie di dati significativi. 

Nel primo trimestre del 2016 l’indice degli ordini delle macchine utensili è cresciuto del 14,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un incremento consistente, determinato per la maggior parte dagli ottimi risultati raggiunti sul mercato italiano, dove è stato registrato un aumento degli ordini interni rispetto al primo trimestre 2015 pari al 31,8%. Il mercato italiano continua a dare buoni frutti ai nostri costruttori: il trend positivo di crescita continua ininterrotto da 11 trimestri consecutivi, segno che gli utilizzatori italiani sono ben disposti ad investire.

Anche sul fronte dei mercati esteri un incremento di ordinativi c’è, anche se meno importante: è pari all’1,7% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.

Quanto alle consegne di macchine, anche per queste è stato registrato un incremento del 4,3% (stesso periodo di riferimento): sul mercato interno la crescita è stata del 6,3%, mentre su quello estero del 3,7%. 

Sul mercato nazionale sono in salita anche i consumi, sulla stessa scia del 2015: la loro crescita ammonta al 22,3%, per un totale di 3,348 miliardi.

Per quanto concerne le aspettative di crescita per il resto del 2016, il Centro Studi prevede un aumento di produzione pari al 5,3%, con cui si dovrebbe arrivare a toccare la quota di 5,495 miliardi. 

I consumi cresceranno ancora, attestandosi sui 3,535 miliardi e raggiungendo una percentuale di aumento del 5,6% rispetto allo scorso anno. Questo darebbe impulso sia alle consegne dei costruttori, che toccherebbero quota 1,895 miliardi (+3,6%), sia alle importazioni (+8%). 

Le ottime previsioni di crescita riguardano anche le esportazioni (negli USA, principalmente, e poi in Germania, Cina, Francia, Russia, Polonia e Regno Unito): la crescita attesa è del 6,3%, incremento che porterebbe al livello record di 3,6 miliardi.

I risultati sinora raggiunti e quelli attesi sembrano indicare un ritorno del settore ai livelli pre-crisi. A questo hanno certamente contribuito le misure più recenti attuate dal Governo, volte a sostenere e dare nuovo impulso all’economia reale. Lo hanno affermato negli ultimi mesi Luigi Galdabini prima e Massimo Carboniero poi, rispettivamente ex e neopresidente dell’UCIMU: la Nuova Sabatini e il Superammortamento hanno dato una spinta agli investimenti e sostenuto la domanda interna. L’accesso a finanziamenti a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari sta riuscendo nell’intento di supportare la ricostruzione del tessuto economico nazionale.   

In realtà, un elemento critico del sistema ancora permane ed è da individuarsi nella debole crescita dello Smart Manufacturing, o Manifattura 4.0. Secondo una recente indagine condotta da UCIMU, l’età media delle macchine utensili in uso nel nostro Paese è di ben 13 anni. Un’obsolescenza che non favorisce certamente l’efficienza produttiva interna; situazione ancora più deprecabile se si pensa che i macchinari ad alta tecnologia prodotti internamente sono venduti sui mercati esteri. La soluzione, secondo Carboniero, è da individuarsi in un sistema di incentivi o di credito fiscale che facilitino la sostituzione di macchinari vetusti e obsoleti con attrezzature moderne, che rispettino almeno le norme sul risparmio energetico e la sicurezza sul lavoro previste dall’Unione Europea. 

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