l'insegnamento di satoshi kuroiwa, guru del toyota production system, all'industria 4.0 italiana

22/08/2017 16:45:49

Qual è la giusta via per la piena realizzazione dell’Industria 4.0 in Italia? Satoshi Kuroiwa, guru della trasformazione digitale della Toyota Production System e consulente del Governo giapponese, ha dato alcuni preziosi consigli sul tema durante l’ultima MECSPE, la Fiera delle tecnologie per l’innovazione e delle Industrie 4.0 svoltasi a Parma. 

In questo periodo di profonda trasformazione del settore manifatturiero, infatti, le aziende hanno la necessità di fare riferimento a modelli virtuosi e a best practice che indichino le soluzioni migliori per affrontare con successo il cambiamento del proprio paradigma produttivo.
Puntare esclusivamente sull’aggiornamento tecnologico rischia infatti di rivelarsi una strategia poco efficace. Durante il convegno “Il sistema Toyota: un modello di riferimento per la via italiana 4.0”, Kuroiwa ha posto l’attenzione sul fatto che il processo di automazione deve essere costantemente affiancato dalla centralità assegnata all’elemento umano. 

Secondo l’esperto di Toyota, infatti, c’è il rischio che la quarta rivoluzione industriale venga interpretata solo come un cambiamento tecnologico, quindi affrontata unicamente con l’inserimento di robot e sistemi di automazione all’interno degli impianti di produzione. Questo però, sarebbe un cambiamento solo superficiale, che sul lungo periodo potrebbe rivelarsi di scarso successo, così come accaduto con il modello Computer Integrated Manufacturing (CIM) alcuni anni fa. 

Per Satoshi Kuroiwa, invece, al modello CIM è opportuno preferire il modello attuato da Toyota, ossia quello dello Human Integrated Manufacturing, un sistema in cui le tecnologie digitali rimangono sempre al servizio delle persone perché servono a supportarle, non a sostituirle.

Il capitale umano, quindi, deve rimanere al centro della digitalizzazione del settore manifatturiero. 

Le aziende devono pertanto puntare sullo sviluppo di una nuova cultura interna – al fine di rendere semplici e stabili i processi di produzione di nuovi prodotti e servizi intelligenti – e, in parallelo, sulla formazione del personale. Questo, secondo Kuroiwa, è ciò che ha reso possibile il successo del modello Toyota, che ha rivisto il proprio paradigma produttivo sempre in ottica “People Centric”.

L’esperto giapponese ha suggerito, quindi, che le aziende devono prima ripensare il proprio modello di business e i processi interni, e solo in un secondo momento investire in nuovi strumenti tecnologici. Anche nelle digital factory, infatti, le persone devono restare al centro del sistema, in quanto sono in grado di apportare creatività oltre che di controllare gli strumenti tecnologici e di progettare modifiche e soluzioni per migliorare ulteriormente il flusso produttivo.

Secondo le previsioni di Kuroiwa, in questo modo all’interno degli impianti si verrà a creare un flusso di comunicazione continuo e immediato tra le postazioni di lavoro, e ciò consentirà di migliorare la capacità autodiagnostica, di controllare il processo di produzione a distanza e così, in ultima analisi, di ottimizzare la produzione.