Il comportamento dei consumatori è in continuo mutamento ed è per questo che molte aziende stanno adottando nuove“best practice” sulla modalità di ottimizzazione del prezzo dei prodotti. Sempre più spesso per definire il pricing, le imprese si appoggiano infatti a software e tool tecnologici che sfruttano algoritmi predittivi, studiano le scelte dei consumatori ed analizzano i dati che emergono da app, siti e dai social network più utilizzati. Da questi dati, e grazie agli strumenti di “predictive analysis”, vengono estratte informazioni preziose che aiutano a stabilire il prezzo adatto al segmento di mercato in cui si opera o che si vuole acquisire.

Le informazioni derivanti dalla vendita presso negozi fisici e le esperienze digitali hanno fatto aumentare negli ultimi anni i dati disponibili sul cliente/consumatore finale e questo impone chiaramente un’ottimizzazione di questo fattore per migliorare tutta l’esperienza di acquisto. Dal settore del finance retail, quello delle banche, fino alle telecomunicazioni, il fattore prezzo determina la riuscita di un’offerta ed ogni azienda può usare a proprio beneficio i dati relativi ai clienti per consegnare un’esperienza migliore rispetto alla concorrenza. La tecnologia offre la possibilità unica di raccogliere un volume di dati molto più esteso rispetto a quando non avveniva in passato.

I trend e tutte le informazioni sul mercato di riferimento possono essere raccolti attraverso l’utilizzo di Big Data e di sistemi InMemory di elaborazione dati parallela che aiutano a migliorare la customer experience ed offrire servizi digitali sempre aggiornati. Le aziende italiane sono quindi chiamate a rinnovare i propri modelli strategici legati al pricing, adottando nuove pratiche legate all’offerta digitale delle risorse di analytics. Sarà importante segmentare il target di clientela scegliendo il proprio campione di riferimento in base al prodotto che si vende ed alle singole caratteristiche.

Ogni segmento di mercato consumer preso in considerazione decide quale prezzo pagare un prodotto in base al modello di “product attributes based price segmentation” ed anche in questo caso la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. I servizi digitali rappresentano infatti un valore aggiunto rispetto al prodotto in sé perché danno infinite possibilità di personalizzazione rispetto ai servizi di base. Un esempio sono i pagamenti in forma elettronica dei bollettini attraverso l’uso di un QR personale ed il servizio Prime del colosso Amazon. Entrambi mirano all’acquisizione di una clientela premium per la quale l’azienda studia soluzioni dedicate e costruite su misura.

Adottare software ad hoc per stabilire il prezzo adatto ad un segmento di clientela cambia totalmente l’ottica organizzativa di un’azienda e consente di ottimizzare il prezzo, offrendo servizi digitali aggiuntivi che cambiano la customer experience e vanno ad arricchire anche i prodotti tradizionali.