il cloud sostituirà davvero il lavoro del sistemista?

22/04/2018 10:49:26

Cloud Con l’adozione sempre più frequente da parte delle aziende del cloud, alcuni dei compiti tradizionalmente affidati al sistemista informatico stanno venendo progressivamente trasferiti dall’interno dell'azienda al suo esterno. Di essi si farà infatti carico direttamente il fornitore di cloud. Tale processo, che appare inevitabile, sta ponendo alcuni interrogativi agli operatori del settore, preoccupati di perdere il lavoro. “Ma se tutto finisce nel cloud, noi cosa facciamo?” è la domanda più ricorrente. Eppure, al di là degli allarmismi, si tratta di un problema relativo. Vediamo di capire perché e di sfatare alcuni falsi miti.

L'inarrestabile ascesa del cloud

Basta una semplice ricerca online per farsi un’idea della vastità del fenomeno: che si traduca nel trasferimento delle attività in un data center esterno, o nell’utilizzo di spazi di archiviazione supplementari, il cloud computing offre alle grandi aziende moltissimi vantaggi in termini di riduzione dei costi, di sicurezza ed interoperabilità. Proprio per questo sono sempre di più le imprese che, in tutto il mondo, investono nell'integrazione di servizi ospitati nella “nuvola”. Anche in Italia il fenomeno va alla grande: si stima che nel nostro paese 7 aziende su 10 già utilizzino qualche forma di cloud computing.

La potenza di calcolo ed archiviazione on demand, la fatturazione basata sul consumo, un basso rischio d’investimento, l’accesso alle applicazioni senza necessità di effettuare installazioni sul terminale, un ridotto consumo energetico: sono tutti aspetti che fanno del cloud computing una soluzione vincente.

questo vuol dire che tutto sarà nel cloud?

No. Nessuna azienda strutturata si sognerebbe mai di mettere tutto sul cloud. Chi ha già un sistema informativo e soprattutto possiede dei dati on­-premise, di solito valuta solamente dei percorsi di integrazione e di migrazione di alcune funzionalità e servizi. In generale, i propri dati aziendali restano in casa, soprattutto la parte più sensibile: nessuno si sognerebbe mai di affidarla a terzi! Quindi, eccezion fatta per alcuni casi specifici quali possono essere le start up, è assai poco probabile che le aziende decidano di portare “tutto” in cloud. Per tale motivo, la figura del sistemista interno continuerà comunque ad avere una sua utilità.

Quindi i sistemisti non spariranno?

Assolutamente no. Gli aspetti tecnici non sono affatto destinati a “sparire nel cloud”: anzi, quello che a prima vista può sembrare un problema, in realtà, potrebbe rivelarsi una grande opportunità. Nel cloud infatti ci sarà sempre più bisogno di connettività, sarà necessario monitorare il traffico sempre maggiore, gestirlo e soprattutto garantirne la sicurezza. Infine va ricordato che la figura dell’amministratore di sistema è già oggi una figura fondamentale anche nei sistemi cloud.

il segreto è nell'adattamento!

Quindi, poniamo il peggiore dei casi: la vostra azienda non ha più bisogno di voi perché ha trasferito i propri sistemi su cloud? Bene: andate a lavorare direttamente dai fornitori di cloud! In realtà, chi si occupa di sviluppo non avrà molti problemi, anzi, per questi ultimi il cloud rappresenterà un’opportunità notevole. A patto di saper entrare nell'ottica che la classica applicazione desktop rappresenta un modello di sviluppo ormai superato. Chi scrive software si troverà a ragionare in ottica web: l’applicazione dovrà girare in un browser.

Diverso è il discorso per chi lavora sugli aspetti strettamente sistemistici: qui, soprattutto nella fase iniziale di diffusione del cloud, le figure dei System Integrator potrebbero effettivamente risentirne. Ma in realtà, persino in questo caso, la soluzione è già dietro l'angolo. I fornitori di cloud stanno aumentando a vista d’occhio, quindi l’utilità di queste figure si sposterà semplicemente dall’azienda al fornitore.

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