ict: ecco l'ultima indagine istat

10/01/2017 12:40:08

Tra il 2012 ed il 2015 il livello di ICT -Information and Communications Technology - all’interno delle Pubbliche Amministrazioni è aumentato dal 19,1% al 33,8%. A dirlo è un’indagine Istat che ha messo a confronto le Pubbliche Amministrazioni Locali di piccole dimensioni con realtà italiane più grandi e complesse. Le Province autonome e le Regioni hanno tutte ad esempio un ufficio dedicato alla tecnologia dell’informazione, come anche ne è fornito l’85,5% dei Comuni con più di 60mila abitanti.

Il discorso cambia invece per i Comuni fino a 5mila abitanti: quelli che hanno investito nello sviluppo di servizi integrati per la gestione dei dati digitali toccano solo il 5,5%. Nella maggior parte dei casi il risultato è sicuramente positivo grazie all’adozione da parte degli Enti Locali di tablet, smartphone, netbook, strumenti GIS, CAD, software specifici e personale interno addetto al settore ICT. Nel 94,1% dei casi però le PAL si appoggiano a fornitori privati e su 100 piccoli Comuni solo 16 utilizzano queste tecnologie avanzate.

L’innovazione ha finalmente fatto aumentare l’accesso alle connessioni in fibra ottica che è passato dall’11% del 2012 al 17,4% del 2015 e la gestione di alcune attività come la contabilità, i pagamenti, i tributi ed il protocollo sono stati digitalizzati. L’informatizzazione delle relazioni con il pubblico risultano invece ancora carenti in quasi tutti i Comuni italiani: concorsi, scelta del medico di base e pagamento dei parcheggi sono infatti ancora poco presenti online. Sempre più spesso le tecnologie predilette dalle Pubbliche Amministrazioni Locali sono le tecnologie mobili - cresciute dal 15,5% al 22,4% - l’istituzione di call center – dal 15,3% al 18,4% - e l’interazione con gli utenti tramite blog, forum e canali social, con Facebook in prima linea.

Il risultato negativo sui piccoli Comuni fa da leggero freno all’avanzata dell’innovazione all’interno degli enti locali a causa, denunciano i Sindaci, di scarse risorse finanziarie – nel 67,5% dei casi – e poca disponibilità di personale qualificato in materie ICT per un 60,7%. La differenza si vede eccome: 82 grandi Comuni su 100 ha adottato infatti tecnologie sofisticate mentre quelli piccoli sono solo 16 su 100.

I servizi digitali offerti ai cittadini iniziano con un iter ben strutturato dal punto di vista informatico ma ancora una volta il dato è scoraggiante sul finale. L’85% consente infatti di scaricare modulistica online ed il 93,5% offre importanti informazioni sui servizi. Il 58,3% permette di trasmettere i moduli telematicamente e solo il 33,8% di concludere tutto il processo online. Presenti sul web, secondo il report dell’Istat, i servizi legati al pagamento dell’imposta comunale sugli immobili per un 80,3% dei Comuni, i bandi di gara al 79,5%, lo Sportello Unico per le attività produttive con un 74,6% e la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per il 72,3%. In crescita, rispetto al 2012, anche le PAL che hanno scelto di investire sullo sviluppo dell’ICT per ridurre i costi della macchina statale.

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