emergenza coronavirus, la riconversione è diventata un'opportunità per le imprese

22/05/2020 16:00:00

Le imprese italiane ancora una volta sono state in grado di stupire. Attaccate dal Coronavirus e costrette a fermare o rallentare la loro corsa, hanno dato prova di grande resilienza. Non solo reggendo l’urto della crisi, ma cambiando anche pelle, riconvertendo la loro produzione per rispondere ai bisogni del Paese. Una trasformazione che in diversi casi si è tradotta anche in nuovi lavori e nella ricerca di particolari figure professionali. A rilevarlo è un’indagine condotta dalla nostra divisione Randstad Professionals.  

nuove opportunità, dal settore tessile al chimico.

Randstad Professionals, la nostra divisione specializzata in ricerca e selezione di middle, senior e top management ha interpellato 100 aziende italiane, appartenenti a diversi settori - dall'automotive, al tessile, dal fashion al chimico e manifatturiero -, che in questo periodo sono state capaci di riconvertire in parte o completamente la propria produzione. L'obiettivo dello studio era duplice: da un lato capire quali fossero i settori in cui questa strategia ha riscontrato maggior successo; dall’altro analizzare se questa mossa si fosse tradotta anche nella ricerca di nuovo personale. 

riconversione aziende coronavirus

Secondo l’analisi Randstad, tra le aziende italiane che hanno riconvertito la produzione per l’emergenza Covid-19, sei su dieci appartengono al comparto tessile e fashion, rispettivamente 33% e 26%. Settori che già disponevano di macchinari, forza lavoro e materie prime per produrre dispositivi di sicurezza individuale come mascherine e camici.
Le riconversioni hanno però interessato anche imprese legate al settore plastico (7%), chimico (7%), cosmetico (6%) e manifatturiero (6%). In percentuale solo leggermente minore, il cambio di paradigma ha riguardato anche realtà specializzate nella produzione di medical devices (5%) e dell’automotive (4%). 

trasformazione temporanea o nuovo mercato.

"L’emergenza Covid19 in ambito professionale non ha prodotto solo una forte accelerazione della digital transformation, dello smart working e forti richieste legate alla logistica, ma anche interessanti riconversioni produttive – spiega Maria Pia Sgualdino, Head of Randstad Professionals – La nostra indagine rivela che per la maggioranza dei settori la riconversione ha rappresentato solo una modalità temporanea per aiutare il sistema sanitario nel picco di emergenza e mantenere continuità operativa. Ma per alcuni settori, in particolare il tessile e il chimico, la nuova produzione sta aprendo opportunità di business stabili nel post Covid-19 attraverso nuovi canali, che aprono anche a occasioni di inserimento professionale".Per oltre due terzi, le aziende del settore chimico contano di rendere permanente questa conversione. Dopo aver prodotto gel disinfettanti a base alcolica per il comparto ospedaliero nella fase dell’emergenza, la nuova frontiera potrebbe essere il mercato dei consumatori diretti. 

Stesse prospettive e percentuali simili - all’incirca il 66% - per le imprese del settore plastico. La domanda di distanziatori in plexiglass si annuncia infatti importante nei prossimi mesi.
Anche nel settore tessile la riconversione si protrarrà sul lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda la produzione di mascherine, destinata a non arrestarsi per almeno la metà delle aziende prese in considerazione. 

Diverso è il discorso per le realtà del settore moda e fashion. Nonostante la risposta immediata all’emergenza, la riconversione è destinata a restare provvisoria. Stesse tendenze si riscontrano nei comparti dell'automotive, della cosmetica o del manifatturiero: una volta superato il periodo di crisi l’obiettivo comune è riprendere l’attività tradizionale. 

Dall’analisi emerge anche una netta distinzione tra multinazionali e PMI: mentre per le grandi realtà internazionali la riconversione è quasi sempre parziale e temporanea, per molte piccole e medie imprese l’introduzione di nuovi prodotti ha assicurato continuità ad una produzione che altrimenti si sarebbe bloccata.

nuove attività, nuove figure professionali.

La situazione particolare ha inoltre dato slancio anche alla ricerca di nuove figure professionali,, soprattutto in ambito operations, produzione e vendite. Tra i profili più ricercati ci sono i responsabili di produzione e di export.
I settori chimico e cosmetico sono tra i più attivi da questo punto di vista, dopo aver ampliare la produzione hanno infatti bisogno di manager da dedicare alle business unit e alla R&D. Infine, anche settori come la grafica e la stampa sono alla ricerca di manager (key account e business unit) per guidare l'approdo dei nuovi prodotti nella Gdo o nel settore sanitario. 

la riconversione della produzione ai tempi del COVID-19

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