come si sta evolvendo il mondo del lavoro con l'avvento delle nuove tecnologie?

25/10/2019 11:40:00

Come è ormai noto, il mondo del lavoro, in seguito all'avvento della digital transformation e quindi all'apporto delle nuove tecnologie, sta cambiando e si sta evolvendo giorno dopo giorno, provocando la nascita di nuove forme di lavoro a fianco a quelle più tradizionali, e la scomparsa invece di tante altre. 

Durante la nostra partecipazione a SingularityU Italy Summit 2019 abbiamo affrontato l'argomento, con Anka Gajentaan (Vice President Global Concept Professionals, Randstad Global) che ha risposto anche ad alcune nostre domande che vi riportiamo di seguito.  

Quali sono le principali tendenze che influenzeranno il mondo del  lavoro nel prossimo futuro?

Dalla ricerca Randstad Future of Work emergono le seguenti 4 principali tendenze che influenzeranno il mondo del lavoro:

1. progresso tecnologico e automazione
le aziende stanno impiegando e impiegheranno sempre di più la tecnologia: Intelligenza Artificiale, analisi dei dati e robotica. Questo lo vediamo trasversalmente in tutti i settori e nei diversi paesi.

Quello che mostra la nostra ricerca è che in tutti questi casi le tecnologie introdotte aumenteranno i lavori svolti dall’uomo e non li sostituiranno.

2. invecchiamento della forza lavoro
alcuni paesi hanno una popolazione più anziana rispetto ad altri, e la nostra ricerca mostra che questo potrebbe influenzare la direzione intrapresa dall’innovazione tecnologica. Questo perché c’è un incremento della domanda di tecnologie nell’ambito dei servizi del settore sanitario nei paesi con una popolazione più anziana.

Esempi di ambiti medicali in cui l’Intelligenza Artificiale si sta sviluppando, sono quelli che richiedono l’utilizzo di apparecchi per diagnosi a radiazioni e ad ultrasuoni.

3. globalizzazione e urbanizzazione
la globalizzazione ha portato alla ridistribuzione del lavoro nei diversi paesi e l’urbanizzazione definisce dove le attività vengono svolte all’interno di ciascun paese. La tecnologia facilita ancora di più questi spostamenti nei luoghi di lavoro.
In Italia nel 1950 il 40/60% del lavoro veniva svolto nelle aree urbane, oggi la percentuale è aumentata sino al 60/80%.

4. aumento della diversità delle forme di lavoro
la nostra ricerca mostra che in tutti i paesi, a fianco alle forme di lavoro più tradizionali - per esempio lavorare per più di 30 ore alla settimana esclusivamente per una determinata azienda - ci sono nuove forme di lavoro flessibile, come quello svolto dai freelance, e quindi una forte crescita della gig economy. Negli stati membri dell’Unione Europea il 40% del lavoro viene svolto secondo modalità tradizionali e l’importanza di tali forme di lavoro non sta diminuendo.
Le nuove forme di lavoro nascono dalla non-occupazione o lavoro informale, il che è un bene per ogni società.

emergenza talento

La trasformazione digitale ridurrà o aumenterà i posti di lavoro? come?

A livello macro, la digitalizzazione e l’automazione aumentano i posti di lavoro in tutti i mercati e i settori. La nostra ricerca mostra che un lavoro su 7 sparirà e che uno su 3 cambierà. In tutti i paesi OCSE, la percentuale di posti di lavoro mediamente qualificati sul totale dell'occupazione è in calo, con il risultato che il mercato del lavoro si sta polarizzando. In linea con questa tendenza ci aspettiamo un forte aumento nella richiesta di professionisti altamente qualificati e di ruoli manageriali; una diminuzione dei lavori mediamente qualificati, come i ruoli amministrativi e impiegatizi e un aumento dei lavori meno qualificati, nell’edilizia o nella manodopera in generale.

Inoltre, in futuro le nuove categorie di lavoro si distingueranno in base a quanto utilizzano la tecnologia e a quanto invece necessitano dell’intervento e dell’intelligenza umani (si parla, in questo senso, di  “frontier”, “wealth” e “last mile” workers)

I “frontier workers” svolgono nuovi lavori ben pagati che fanno uso di nuove tecnologie e situati nei centri urbani, mentre i “wealth workers” eseguono di persona servizi di nicchia come giardinieri urbani, toelettatori per cani, e diverse forme di formazione e consulenza.

I “last-mile workers” svolgono compiti quasi del tutto automatizzati che richiedono minimi interventi umani e competenze tecnologiche limitate: addetti al data entry, content taggers (coloro che categorizzano i contenuti digitali)  e verificatori del riconoscimento facciale.

lavoro

In che modo gli imprenditori permetteranno alle loro aziende e alla forza lavoro di affrontare la sfida della digital transformation?

L’impatto della tecnologia sia sui mercati del lavoro sia sui tipi di lavoro innesca il dibattito globale su come creare una forza lavoro sostenibile, come evitare la scarsità di competenze e come superare una crescente ineguaglianza.

Come Randstad, suggeriamo sempre - agli imprenditori che vogliano creare una forza lavoro adatta al futuro - di guardare a tutte le forme di lavoro e di adattare le strutture esistenti alla realtà di oggi. Riteniamo che l’automazione debba rafforzare la disponibilità di un lavoro dignitoso, formalizzando il lavoro, aumentando i salari medi e riducendo l’esposizione a compiti pericolosi e fisicamente onerosi.

Gli imprenditori possono adottare un approccio proattivo nel migliorare le competenze dei loro dipendenti. Non solo di quelli altamente qualificati con competenze difficilmente reperibili sul mercato, ma anche e soprattutto di quei dipendenti mediamente qualificati, i quali probabilmente saranno toccati per primi dai cambiamenti. Le aziende possono ad esempio formare gli impiegati amministrativi affinché sviluppino un approccio più orientato al cliente. In Randstad crediamo che le persone abbiano la responsabilità di formarsi, acquisendo competenze in linea con la domanda presente nel mercato del lavoro in cui si trovano; noi possiamo supportare le persone affinché realizzino il loro potenziale in ogni mercato in cui siamo presenti.

Le imprese e i legislatori devono ripensare a come è organizzato il lavoro e sostenere i lavoratori nel trovare impieghi dignitosi e raggiungere un equilibrio sostenibile tra vita professionale e vita privata. A tal fine è necessaria una cooperazione fra pubblico e privati, così da poter includere tutti nel viaggio verso il futuro del lavoro, che è anche la missione di Randstad.

Anka Gajentaan

Vice President Global Concept Professionals, Randstad Global

Anka è responsabile per lo sviluppo del Global Business Concept Professionals di Randstad, nei 38 paesi in cui la società è presente. Lavora in Randstad da circa 20 anni durante i quali ha ricoperto diversi ruoli internazionali, facendo consulenza a diverse multinazionali su soluzioni HR tra le quali Recruitment Outsourcing e Managed Services Programs. Anka ha concluso un master in Computer Science, specializzandosi in algoritmi per Robotica e Intelligenza Artificiale. Prima di lavorare in Randstad, ha iniziato la sua carriera come Managed Consultant, svolgendo consulenza per 7 anni a favore di aziende che volessero implementare sistemi IT come SAP.

Adesso è consulente all’interno di Randstad in un mondo del lavoro guidato dalla tecnologia, con l'obiettivo di supportare persone e organizzazioni nella realizzazione del loro vero potenziale.

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