A giugno 2016 Cisco ha pubblicato i risultati definitivi del Visual Networking Index Complete Forecast, ricerca il cui obiettivo è fornire previsioni di crescita quinquennali delle reti IP a livello globale. Secondo il VNI Global IP Traffic Forecast, 2015-2020 - questo il nome completo dell’ultima indagine predittiva eseguita da Cisco - di qui alla fine del decennio si assisterà ad una crescita notevole del traffico IP su scala mondiale: esso triplicherà, raggiungendo punte di incremento annuale del 22% ed una media di 194,4 exabyte di dati al mese. Le ragioni di una simile impennata? Il moltiplicarsi degli internauti e, con essi, dei dispositivi per connettersi alla Rete, dei contenuti video, dei wearable device e degli oggetti dell’Internet of Things. 

Esaminiamo a fondo i dati dell’indagine per avere un quadro completo del contesto tecnologico e comunicativo in cui ci muoveremo nel prossimo futuro.   

Individui connessi, dispositivi e contenuti video in crescita 

Nel giro di un quinquennio, la platea di coloro che avranno accesso a Internet passerà dal contare 3 miliardi di persone nel 2015 a 4,1 miliardi nel 2020: ciò significa 1 miliardo di neo-internauti. Come già accennato, questa è solo una delle cause dell’incremento del traffico IP previsto nello stesso arco temporale. 

Nel dettaglio, nel lasso di tempo considerato Cisco rileva anche fino a 10 miliardi di nuovi dispositivi e connessioni: dai 16,3 miliardi del 2015 essi raggiungeranno nel 2020 quota 26,3 miliardi; quanto alla loro media pro-capite, essa salirà da 2,2 a 3,4. Strettamente legata alla tipologia dei dispositivi, in particolare alla diffusione della definizione HD e Ultra HD, è quella dei contenuti che circoleranno di più in Rete: l’indagine Cisco parla di un netto incremento dei contenuti video, che passeranno dal costituire il 63% del traffico Internet complessivo del 2015 al 79% previsto per la fine del decennio. E saranno responsabili della circolazione nelle reti IP globali di una quantità assai più considerevole di bit.

Grazie alla crescita inarrestabile di piattaforme come YouTube e Facebook, la propagazione del formato video sarà veicolata soprattutto da contenuti editoriali, di advertising e user-generated, ma una certa influenza la eserciterà anche la crescita in ambito aziendale dei servizi Web-based di videoconferenza: i 95 milioni di utenti registrati nel 2015 con molta probabilità saliranno a 248 milioni entro la fine del decennio.  

Boom del WiFi

Per quanto riguarda le modalità di connessione, nel giro di 5 anni si assisterà ad una crescita vertiginosa degli hotspot WiFi pubblici, inclusi gli home spot: essi passeranno da 64 a 432 milioni, registrando una crescita di ben 7 volte a livello globale. Alla luce di queste previsioni, è facile immaginare che le nostre città si arricchiranno di nuovi servizi di smart city e Internet of Things dedicati principalmente a mobilità e trasporti. Le opportunità per gli operatori di Rete, dunque, si moltiplicano: se nel 2015 i dispositivi connessi in modalità WiFi e mobile hanno prodotto il 62% del traffico mondiale, nel 2020 si passerà presumibilmente al 78%.

Smartphone Vs PC

Il decennio oggetto delle previsioni Cisco vedrà ancora la diffusione di dispositivi diversi dal personal computer per connettersi a Internet: smartphone, tablet e smart TV. Entro il 2020 si prevede che il 71% del traffico IP complessivo sarà generato dalla categoria “altri device”, con una netta prevalenza degli smartphone, cui è imputato il 30% del traffico. Il volume di traffico relativo al PC scenderà invece al di sotto del 29%. 

Impennata di wearable, domotica e Internet of Things

Oltre a smartphone e tablet, di dispositivi connessi a Internet ormai ce n’è di ogni tipo, soprattutto con lo sviluppo della tecnologia IoT, o Internet of Things. Di qui a 5 anni crescerà sensibilmente la cosiddetta categoria M2M, o Machine-to-Machine: dai device indossabili per monitorare lo stato di salute individuale agli apparecchi di domotica e smart home, come elettrodomestici, contatori e sistemi di sorveglianza smart. Cisco prevede che il numero di connessioni M2M passerà dai 4,9 miliardi del 2015 a 12,2 miliardi a fine 2020; di queste, ben 316 milioni solo in Italia. All’interno della categoria i wearable dedicati a salute e benessere la faranno da padrone: passeranno nel quinquennio da 144 a 729 milioni. Anche gli smart home device avranno una crescita discreta: raggiungeranno i 5,8 miliardi di connessioni, dai 2,4 iniziali.

Lo scenario italiano

Entro il 2020 in Italia il numero di individui connessi alla Rete supererà cifra 42 milioni, pari al 71% della popolazione, a partire dai 38 calcolati nel 2015. Nel periodo in esame, il traffico IP si attesterà su ritmi di crescita del +26% annuo: la media di gigabyte pro-capite passerà da 14 a 44. Quanto all’uso degli smartphone, questi arriveranno a produrre nel quinquennio considerato il 32% del traffico IP complessivo, contro il 28% di quello proveniente da PC: nel nostro Paese il divario tra smartphone e PC nell’accesso al Web è ancora più marcato che a livello mondiale.