Si sono aggiudicati la finale di Milano del campionato organizzato da Randstad Technical. La curiosità? Entrambi hanno dichiarato di aver imparato da soli sul posto di lavoro

I saldatori più bravi d'Italia sono Antonino Casablanca e a Giuseppe Laporta. Nella finale di Milano del Campionato Saldatori 2015 organizzato da Randstad, in partnership con 123certification e con il patrocinio dell’Istituto Italiano della Saldatura, hanno superato gli altri 20 finalisti nelle prove di saldatura a filo e a elettrodo.
Due storie curiose (ma belle) quelle di Antonino, disoccupato 42enne bergamasco e Giuseppe, 33enne mantovano che ha trovato lavoro poche settimane fa un’azienda vicino a casa proprio grazie al supporto della specialty Technical di Randstad.

Saldatura a filo: vince Antonino Casablanca

Ma com'è possibile che uno dei più bravi saldatori d'Italia sia disoccupato? Eppure Antonino Casablanca, residente ad Albano Sant’Alessandro (Bergamo) e numero uno d'Italia nella saldatura a filo GMAW, è attualmente in cerca di occupazione: «Mi sono iscritto in agenzia e mi hanno chiesto se volevo partecipare a questa competizione. Mi son detto "perché no?"… e alla fine ho vinto. Saldo da poco, da circa un anno: ho iniziato nei cantieri dove, si sa, bisogna imparare a fare un po' tutto e io non mi sono mai tirato indietro ottenendo anche risultati  soddisfacenti. Si può dire che ho imparato sul posto di lavoro, una prassi ormai frequente in numerose professioni. Impegno e concentrazione, questi sono i due segreti del mio successo. Anche in campo lavorativo». La prossima sfida che lo attende è quella di trovare un lavoro e i precedenti sono di buon auspicio: sono 150 i colleghi che hanno trovato lavoro nel corso delle quattro edizioni del Campionato Saldatori.

Saldatura a elettrodo: al primo posto Giuseppe Laporta

Giuseppe Laporta, invece, è il vincitore della prova di saldatura a elettrodo SMAW e la sua storia (con lieto fine) è simile a quella di Antonino. «Ero rimasto senza lavoro, così mi sono recato in agenzia e lì sono venuto a sapere di questo campionato. Quando sono ritornato per consegnare dei moduli erano in corso le qualificazioni: mi sono iscritto quasi per gioco cimentandomi subito con il simulatore; inizialmente sembrava quasi di giocare con la playstation, anche se, ovviamente, la simulazione ha delle differenze rispetto alla saldatura reale. Poi con l'esercizio mi sono accorto che lo strumento è molto realistico rispetto a diversi parametri che riscontro nella mia attività di saldatore quotidiana. Alla fine ho anche vinto: sinceramente, ci ho creduto solo quando ho letto il mio nome sui giornali…». Ma non è l'unica sfida vinta da Giuseppe: nel frattempo, infatti, ha trovato un impiego proprio da saldatore: «Continuo a fare quello che faccio da 15 anni. Ho iniziato a saldare dopo le scuole medie; mi piaceva ogni giorno imparare qualcosa di nuovo. Ho avuto la grande fortuna di incontrare nelle aziende in cui ho lavorato persone in gamba, che mi hanno insegnato tutti i trucchi del mestiere e tutti i tipi di saldature, non solo quella a elettrodo. Da ognuno di loro ho imparato qualcosa».
Ma in questo mestiere conta di più la pratica o la teoria? E ai giovani, che consiglio si sente di dare? «Sicuramente conta più la pratica. Ai giovani consiglierei vivamente di avvicinarsi a questa professione, soprattutto se sono animati da una certa passione: non è però un lavoro leggero e alla fine della giornata la stanchezza si sente». Un lavoro duro e non semplice, che si trova di fronte a un momento non facile: «Opportunità ce ne sono, ma non in tutti i settori. Ad esempio quello dell’edilizia attualmente è un po’ fermo e questa cosa si riflette anche sui saldatori specializzati in quel ramo. Recentemente ho lavorato anche nel navale e lì le cose vanno decisamente meglio».

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