allenare, allenarsi, guardare altrove.

01/06/2021          08:00:00

Il contesto in cui la società contemporanea è immersa impone una domanda: la resilienza è ancora un valore di riferimento? Accanto ad esso, si sta affermando, in realtà, con sempre maggiore insistenza il concetto di antifragilità. In che cosa consiste? Cosa lo accomuna con la resilienza e cosa lo rende, invece, diverso?

L’idea è quella di prepararsi alle condizioni di volatilità nelle quali si è chiamati ad esprimere la propria performance, che l'obiettivo sia vincere delle medaglie, conquistare quote di mercato o raggiungere determinati obiettivi aziendali, poco importa. 

L’antifragilità è caratteristica di quelle persone capaci di trarre vantaggio dalle condizioni mutevoli e imprevedibili dei rispettivi campi di gioco. Si tratta di un nuovo modo di esprimere eccellenze, prendere decisioni o agire sotto stress. 

Allenarsi all’instabilità o all’ingiustizia è un modo per allenare questa antifragilità. 

Il risultato sarà quello di costruire un senso di identità molto forte ed efficace.

Di questo e molto altro si è parlato nel webinar organizzato da Randstad, Official partner di Juventus dal titolo “allenare, allenarsi, guardare altrove”, con la partecipazione del calciatore Federico Chiesa e il coach, inspirational speaker e giornalista, nonché ex Ct della Nazionale italiana maschile di pallavolo, Mauro Berruto.

che cos’è il talento.

Nello sport come nel mondo del lavoro, le organizzazioni spendono gran parte delle proprie risorse alla ricerca del talento. Investire nei talenti e beneficiare delle migliori competenze presenti sul mercato, infatti, è un modo per crescere e acquisire, di conseguenza, vantaggio competitivo (leggi anche: cosa deve necessariamente includere un’ottima strategia di talent acquisition)

Ma che cos’è il talento? Per Federico Chiesa, giovane campione della Juventus e della Nazionale italiana di calcio, si tratta di una “predisposizione a fare qualcosa”. “Nel mondo chiunque è predisposto a fare qualcosa. La chiave è capire presto quale sia il proprio talento. Io ho avuto la fortuna di scoprirlo precocemente”.

Il talento, però, da solo non è sufficiente. Questo, infatti, va declinato in performance e, di conseguenza, in risultati. La chiave per riuscirci è il lavoro. Il desiderio di migliorarsi ogni giorno è la benzina che alimenta il motore della crescita personale.

È indubbio, spiega Chiesa, che la fortuna svolga un ruolo importante nel percorso di crescita. 

La fortuna conta nella trasformazione del talento in prestazione, “ma te la costruisci ogni giorno”. 

In psicologia, questo concetto viene sintetizzato con la cosiddetta profezia che si autoadempie. E vale sia per gli avvenimenti positivi, sia per quelli negativi. La differenza la fanno l’approccio alle cose, la reazione agli eventi avversi e la capacità di adattamento. “I pensieri positivi creano la fortuna”.

guardare alla soluzione e non al problema.

Per crearsi la fortuna, però, è determinante un passaggio chiave. Perché il talento e le competenze che ne derivano possano esprimersi a pieno, è necessario concentrarsi sulle soluzioni, piuttosto che sui problemi. 

Inoltre, fondamentale considerare che il talento del singolo, di per sé, non è sufficiente. Lo spirito di squadra e la collaborazione sono skills fondamentali al giorno d’oggi.

Serve, in primo luogo, farlo esprimere al meglio e, successivamente, metterlo al servizio della collettività. Perché dalla crescita individuale passa inevitabilmente la crescita di una organizzazione o della società in generale.

il concetto di antifragilità.

Spesso, per descrivere le caratteristiche necessarie ad affrontare il cambiamento si è anche abusato del concetto di resilienza. Accanto ad esso, però, è un altro il valore di riferimento che si sta affermando con sempre maggiore insistenza. Si tratta del concetto di antifragilità, ispirato dal lavoro del filosofo, saggista ed economista Nassim Nicholas Taleb (Giocati dal caso, Il cigno nero, Rischiare grosso e Antifragile).

È antifragile, infatti, chi emerge dalle difficoltà non uguale a se stesso, ma diverso, migliore per certi aspetti, perché forgiato dall’esperienza. La capacità di cambiare, in definitiva, è ciò che distingue l’antifragile dal resiliente.

la leadership in un contesto di instabilità.

In qualsiasi squadra, oltre al talento dei singoli, serve una figura che faccia da collante e che sia in grado di mettere insieme tutte le anime del team per farle esprimere al meglio al servizio del collettivo. Questa figura è sintetizzabile nel concetto di leader, componente chiave per la crescita di qualsiasi organizzazione.

La leadership si è evoluta nel tempo e nell’anno della pandemia, più che mai, si è dovuta adattare ad un nuovo contesto che ha stravolto tutte le dinamiche e i paradigmi del passato. 

Leadership e talento sono due facce della stessa medaglia. Dalla loro capacità di interagire e relazionarsi al meglio passa il successo di un’organizzazione. Nelle aziende, come nello sport, nessuna delle due può funzionare da sola.

Oltre al talento e alla costanza nel lavoro, infatti, è fondamentale incontrare le persone giuste. Con la consapevolezza che, nello sport, come nella vita, nessuno si salva da solo.

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