distacco estero ed espatriati. la situazione e i dati

30/12/2016 11:27:56

Lo scorso anno è entrata in vigore in Italia la nuova normativa che tratta il tema del distacco delle aziende presso sedi che si trovano all’interno dell’Unione Europea o in Paesi terzi. Sono quindi cambiate le regole per chi decide di entrare nel mondo del lavoro estero, verso o dall’Italia, ed il comportamento che devono assumere le imprese nei confronti di questi lavoratori “espatriati”.

Con il D.Igs n. 136/2016 sono stati definiti dal Ministero del Lavoro italiano le modalità tramite cui l’impresa distaccante ed il lavoratore che ha intenzione di intraprendere una carriera al di fuori dei confini nazionali devono procedere. L’impresa distaccante deve – ad esempio - dare comunicazione obbligatoria preventiva entro le 24 ore precedenti l’inizio del distacco dall’Italia al Ministero del Lavoro tramite un apposito modello telematico che sarà compilabile dopo la registrazione al sito. Tutte le informazioni saranno così sempre online sul portale ministeriale e visionabili in modo pratico anche dall’Ispettorato, dall’Inps e dall’Inail. La nuova procedura telematica sarà ufficialmente online il 26 dicembre, ossia dopo che saranno trascorsi sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale nella Gazzetta Ufficiale.

Sempre più spesso capita che un’azienda scelga di distaccare e quindi di far espatriare parte del suo personale all’estero presso sedi Ue o extra-Ue per vari motivi interni. Con la nuova normativa il Ministero sta cercando però di contrastare il fenomeno del distacco abusivo per tutelare i lavoratori italiani, prevenire i fenomeni di concorrenza sleale ed agevolare la cooperazione tra gli Stati membri nell’accertamento dell’autenticità dei distacchi e nel perseguimento e la repressione dei distacchi abusivi. Per quanto riguarda ad esempio il distacco dall’estero verso l’Italia il decreto legislativo entrato in vigore lo scorso 22 luglio stabilisce che i lavoratori Ue o provenienti da Paesi terzi che vengano a lavorare in Italia debbano essere equiparati in tutto e per tutto ai dipendenti italiani.

Standardizzazione quindi dei contratti lavorativi e introdotta una grande novità: le aziende che distaccheranno in Italia, ed anche le agenzie di somministrazione UE, dovranno equipararsi agli standard nazionali ed applicare lo stesso pacchetto retributivo italiano. Gli espatriati che vengono mandati all’estero dall’impresa per la quale operano avranno così la possibilità di fare carriera in un ambiente culturale differente, tutelati dalla nuova normativa comunitaria.

Per quanto riguarda invece il decreto sull’internazionalizzazione del 2015 sul lavoro dipendente è stata tangibile la volontà dei legislatori di rendere l’Italia più attrattiva agli occhi delle aziende estere che vorranno portare i propri lavoratori sul territorio nazionale.

Cina, Stati Uniti insieme a Brasile ed Emirati Arabi Uniti restano infatti destinazioni scelte per il personale espatriato nonostante in alcuni di questi Stati il costo della vita sta aumentando, rendendoli in questo modo meno appetibili rispetto al passato.