come capire se in ufficio si respira aria di "sana competizione" (e come viverla nel modo giusto)

16/08/2017 09:30:00

All’interno di un ambiente di lavoro è frequente che si venga a creare competizione tra i collaboratori. Questa competizione può essere negativa se crea un clima teso e opprimente, con ripercussioni negative sul lavoro dell’intera squadra; se vissuta in modo “sano”, invece, essa fa sì che si venga a creare un clima costruttivo, in cui i membri del team sono spronati a fare sempre meglio.

Ecco quando all’interno di un ambiente di lavoro c’è una competizione sana: 

  • Se il lavoro ben svolto viene riconosciuto e apprezzato reciprocamente, ma soprattutto se i riconoscimenti vengono dati a tutti e non sempre alle solite persone, mentre le altre continuano ad essere ignorate.
  • Se viene lasciato spazio ad un minimo di flessibilità e di margine di errore. Se il proprio lavoro viene svolto a ritmi sostenuti e porta a sentirsi più irritabili o a perdere il sonno a causa della pressione, molto probabilmente c’è qualche cosa che non va. 
  • Se i successi non vengono riconosciuti in modo scontato, esclusivamente con lodi. È importante, infatti, che la motivazione passi anche attraverso critiche costruttive e l’opportunità di accedere a strumenti per migliorare costantemente le proprie competenze e abilità. Questo, infatti, è ciò che spinge a fare sempre meglio, a differenza di una banale “pacca sulla spalla” o di semplici elogi.
  • Se i collaboratori sono disposti a condividere le proprie conoscenze e abilità con i colleghi, senza giudicare con sospetto le richieste di aiuto e di consiglio.
  • Se i membri del team riescono a collaborare serenamente, apportando ognuno il proprio contributo, senza risentimento o gelosie nei confronti degli altri membri del gruppo.

Una sana competizione all’interno di un ambiente di lavoro non consiste nel fare meglio degli altri per “vincere” su di loro, ma nell’incoraggiarsi a vicenda a perfezionare il proprio operato, spronandosi a migliorare e crescere professionalmente, per il successo personale e per quello dell’azienda.

Per far sì che ciò si realizzi è necessario partecipare in prima persona in modo costruttivo alla competizione. Ecco quindi alcuni suggerimenti per vivere la “concorrenza” in modo sano:

  • Essere consapevoli delle proprie capacità: occorre un po’ di autostima per affrontare la competizione nel modo giusto, altrimenti c’è il rischio di farsi sopraffare dalle insicurezze e da quei colleghi che, invece, sono più sicuri di se stessi.
  • Essere disposti a migliorarsi: non bisogna eccedere con la sicurezza, però. Siate consapevoli che c’è sempre margine per migliorarsi, e collaborare con i vostri colleghi può aiutarvi a farlo.
  • Trovare l’equilibrio: per vivere la competizione in modo sano è bene puntare al riconoscimento individuale, ma anche al successo di tutta la squadra. Trovando il giusto equilibrio tra questi obiettivi sarete portati sia a migliorare voi stessi, sia a spronare i vostri collaboratori a dare il meglio.
  • Essere corretti e maturi: lasciate da parte sabotaggi e colpi bassi. Per maturare individualmente e far crescere anche l’azienda è necessario stabilire un rapporto costruttivo, basato sul mutuo rispetto e sulla correttezza.

Osservando questi suggerimenti sarà possibile creare un ambiente competitivo in modo costruttivo, evitando di cadere in dinamiche nocive, che rischiano di minare la qualità sia del proprio lavoro, sia di quello dell’intero team.