hard skills vs soft skills? la verità sta nel mezzo.

15/06/2018 15:30:21

Hard skills vs soft skills La concorrenza nel mondo del lavoro è tanta: lo sanno bene i recruiter che ogni giorno devono fare i conti con i CV di moltissimi candidati. Emergere non è facile, per questo è importante che il curriculum vitae sia scritto in maniera efficace ed esaustiva, in modo da scatenare la curiosità dei selezionatori e spingerli a fissare un colloquio. A tale scopo non bisogna mai dimenticare di inserire nella presentazione personale - oltre alle esperienze lavorative pregresse e al percorso di studi effettuato - le hard skills e le soft skills. Ma come? E a quale delle due abilità dare più peso?

Quali sono le hard skills?

Quando si parla di hard skills, si fa riferimento a un set di competenze tecniche, acquisibili facilmente - a seconda delle attitudini - sui banchi di scuola o in qualche corso di perfezionamento, nonché sul posto di lavoro. Le hard skills sono facilmente quantificabili e nel curriculum vitae, in genere, vengono inserite dopo le esperienze formative. Fanno parte del core business aziendale e possono essere riassunte come segue:

  • conoscenza di una o più lingue straniere;
  • uso di programmi e pacchetti informatici;
  • attestati relativi ai corsi di formazione frequentati;
  • utilizzo di specifici macchinari e strumenti utili alla produzione.

Quali sono le soft skills?

Se definire le hard skills risulta semplice, le cose si complicano quando si parla di soft skills. Questo secondo tipo di competenze fa riferimento alla sfera interpersonale e alla comunicazione in generale. Sono abilità trasversali, che non si imparano a scuola o a lavoro, a meno che non sia richiesta una conoscenza prettamente teorica. Le soft skills dipendono dalla cultura, dalla personalità e dalle esperienze vissute dal singolo soggetto, e riguardano il modo in cui questo interagisce, comunica, coopera con il team. Fanno parte di questo set le seguenti attitudini:

  • grado di flessibilità e adattamento in un contesto nuovo;
  • capacità di problem solving;
  • motivazione e orientamento agli obiettivi;
  • resistenza allo stress;
  • gestione del tempo e del lavoro di squadra;
  • creatività e proattività;
  • attenzione ai dettagli.

Appare chiaro, già da questa breve analisi, quanto sia difficile misurare e osservare le soft skills e quanto sia complesso inserirle nel curriculum vitae in maniera efficace. 

Come evidenziare le soft skills in un cv?

Oggi le soft skills sono sempre più richieste, perché se appare più facile per un datore di lavoro addestrare un dipendente a specifiche abilità tecniche, è chiaramente più complicato farlo per le attitudini trasversali. È bene che queste siano enfatizzate al meglio nel CV, al pari delle hard skills. Oltre a menzionarle, infatti, bisogna fare attenzione ad esempio alla forma e alla struttura del curriculum: un italiano corretto e una impaginazione chiara e uniforme sono sinonimi di una persona affidabile, accurata e attenta al dettaglio. Anche le parole sono importanti: utilizzare la forma attiva dei verbi per descrivere competenze e studi, trasmette la sensazione di una persona dinamica e di iniziativa.

Un altro modo di far emergere le soft skills dal CV riguarda la trasformazione delle abilità trasversali in un discorso più strutturato. Ad esempio: invece di scrivere che si possiedono ottime capacità di  gestione del team, si potrà raccontare una esperienza lavorativa in cui questa attitudine è stata messa in risalto.

Infine, è bene personalizzare il curriculum. Sempre. Se la ricerca prevede una risorsa che interagisca costantemente con il mercato ispanico, potrebbe essere vincente proporre una doppia versione del CV, una italiana e una spagnola.

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