le bugie da non dire mai in fase di colloquio

20/08/2018 16:29:10

Bugie da non dire al colloquio Sarà l’emozione, e la voglia di fare bella figura, ma può capitare che il candidato non sia del tutto sincero durante un colloquio di lavoro. Ovviamente questo atteggiamento è da evitare, sempre e comunque: l’onestà ripaga in qualsiasi occasione, anche quando si è alla ricerca di un lavoro. È vero, ci sono alcuni aspetti per cui una piccola bugia non è un dramma - come ad esempio il voto alla maturità. Ce ne sono altri, invece, in cui è fondamentale dire la verità, altrimenti si verrebbe scoperti in un baleno. Con il rischio di fare una brutta impressione e giocarsi il posto di lavoro. Ecco 4 cose su cui è assolutamente vietato mentire.

Retribuzione mensile

La prima bugia che è meglio non raccontare perché scoprirlo sarebbe un gioco da ragazzi è quella relativa alla retribuzione che si percepisce. Tutti i recruiter, se interessati al profilo che stanno selezionando, fanno la domanda: “Qual è il suo stipendio mensile?” oppure "Qual è la sua retribuzione annua lorda?". E anche se non ci ricordiamo la RAL in maniera precisa, dobbiamo rispondere il più sinceramente possibile, indicando il salario netto che troviamo all’interno della busta paga. È bene, inoltre, fornire informazioni su tutti i benefit aziendali che abbiamo (buoni pasto, assicurazione, premi di produzione, macchina e telefono aziendale). Se mentiamo sulla retribuzione nella speranza di avere un margine di contrattazione maggiore, potremmo esser facilmente smascherati nel momento in cui, per formulare offerta economica, il selezionatore ci richieda la busta paga o il CU dell’anno precedente. 

Conoscenza di programmi/lingue straniere

Un’altra bugia da non dire mai durante un colloquio riguarda la conoscenza di programmi specifici o di una lingua straniera. Non è raro, infatti, che il recruiter possa proporci una prova tecnica, o un test, per valutare la competenza in questi campi. Mentire qui potrebbe mettere il candidato in cattiva luce e comprometterebbe tutte le fasi del colloquio di selezione. 

Esperienze pregresse 

Le esperienze lavorative pregresse sono scritte nel curriculum vitae e durante un colloquio verrà chiesto di esporle nel dettaglio. Verificarle da parte dell’azienda è molto semplice: basterà una telefonata alla vecchia società o la richiesta di una lettera di referenze. Se non abbiamo detto la verità, in questo modo saremmo subito scoperti. In riferimento alle esperienze pregresse, inoltre, c’è una domanda che può mettere il candidato in agitazione: “Perché ha lasciato il precedente lavoro?”. Se siamo stati licenziati o il nostro contratto non è stato rinnovato, non c’è niente di male a dirlo. Anzi, se avete difficoltà a comunicare una cosa del genere, un buon selezionatore potrà aiutarvi a capire qual è il modo migliore per dare questa informazione. 

Aspirazioni 

L’ultimo aspetta su cui non possiamo assolutamente mentire è relativo alle aspirazioni. Se il recruiter vi propone un lavoro che non è nelle vostre corde e che non rispecchia le vostre ambizioni, siete “obbligati” per il vostro bene a dirlo. Il modo migliore per affrontare questo aspetto è quello di spiegare il perché e raccontare quali sono i propri sogni lavorativi.

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