work life balance: come raggiungere il giusto equilibrio.

27/05/2021 13:00:00

Il work life balance, ovvero il buon equilibrio tra vita privata e lavoro, si conferma uno dei fattori maggiormente ricercati dai lavoratori italiani nella scelta di un’azienda anche nell’anno della pandemia. A confermarlo sono i risultati del Randstad Employer Brand Research 2021.

Questo aspetto è, infatti, ritenuto vitale per il 66% del campione coinvolto dall’indagine - 6581 intervistati tra la popolazione attiva del nostro Paese - ed è in vetta alla classifica degli elementi più ricercati in un’azienda.

Scopriamo allora di che cosa si tratta, perché è importante e come fare a raggiungerlo.

che cos’è il work life balance.

Con il termine work life balance, di origine inglese, si intende letteralmente l'equilibrio tra la vita privata e il lavoro. Si tratta, dunque, della capacità di far convivere in maniera pacifica la sfera professionale e quella privata. 

Il concetto in realtà è molto ampio: nato per la prima volta negli anni Settanta in Gran Bretagna, è divenuto di strettissima attualità soprattutto nell'ultimo periodo, in cui lo sviluppo tecnologico ha reso sempre più labile e sfocato il confine tra vita privata e sfera professionale, sia per quanto riguarda i tempi sia per gli spazi fisici del lavoro. 

work life balance al primo posto tra gli aspetti più apprezzati in un’azienda.

Per il 66% dei lavoratori italiani intervistati in occasione dell’indagine  2021 di Randstad sull’employer branding, il work life balance è l’aspetto prioritario nella scelta di un’azienda. La percentuale del nostro Paese è superiore anche alla media europea (60%). Nel Vecchio Continente, infatti, all’equilibrio tra lavoro e vita privata vengono preferiti una buona retribuzione e benefit interessanti (67%) e un’atmosfera piacevole sul posto di lavoro (64%).

L’indagine ha anche evidenziato, come era accaduto nella scorsa edizione, un significativo gap tra le aspettative dei dipendenti e quella che, secondo loro, è la realtà dei fatti. Il campione coinvolto nella ricerca, infatti, ritiene che l’equilibrio tra vita privata e professionale sia uno degli elementi non offerti (o non comunicati) a sufficienza dalle aziende. Queste, al contrario, sempre secondo la percezione dei lavoratori italiani, sarebbero maggiormente concentrate su aspetti quali:

  • solidità finanziaria
  • ottima reputazione aziendale
  • ambiente di lavoro covid-safe

Rispetto al work life balance, la ricerca ha evidenziato una leggera differenza di genere. Pur essendo un aspetto prioritario sia per gli uomini che per le donne, l’equilibrio vita/lavoro è cruciale soprattutto per il genere femminile (70% di preferenze contro il 62% degli uomini).

Analizzando, invece, i dati in base al livello di istruzione o alla fascia d’età degli intervistati emergono differenze significative.

Il 66% dei lavoratori con un livello di istruzione medio/basso ritiene prioritario il work life balance nella scelta di un’azienda. La percentuale sale di appena un punto per i dipendenti con un livello di istruzione alto (laurea o titoli superiori).

 

Nel 67% dei casi, poi, il buon equilibrio tra vita professionale e privata è prioritario per gli intervistati della fascia 18-24 anni, per i lavoratori compresi tra i 25 e 34 anni e per i dipendenti più anziani 55-64 anni
Leggermente inferiore (65%) la percentuale registrata dal campione 35-54 anni.
 

Differenze ancora più marcate emergono nel confronto tra gli stayers, ovvero i dipendenti che non hanno cambiato datore di lavoro nell’ultimo anno e gli switchers, quelli che al contrario lo hanno fatto. Se i primi hanno confermato il trend generale (il 66% ritiene prioritario il work life balance), gli switchers hanno messo al primo posto l’atmosfera di lavoro piacevole (60%) e solo in seconda posizione l’equilibrio tra vita privata e impiego (59%).

perché è importante l’equilibrio tra vita privata e lavoro.

La ricerca di un equilibrio tra vita privata e lavoro è anche e soprattutto una questione di salute, sia fisica che mentale. Diversi studi scientifici hanno evidenziato come i sovraccarichi di lavoro siano associati a un maggior rischio di incorrere in ictus e, in generale, in problemi cardiocircolatori. 

Uno studio pubblicato nel 2017 sull’European Heart Journal ha evidenziato che prolungati orari di lavoro sarebbero associati ad un più elevato rischio di fibrillazione atriale, la forma più comune di aritmia cardiaca. 

A conclusioni molto simili è giunta anche un’altra indagine più recente pubblicata sull’European Journal of Preventive Cardiology che avrebbe individuato una correlazione tra lo stress da lavoro e alcune patologie cardiache (leggi anche i nostri consigli: come sopravvivere allo stress da lavoro)

Dedicare del tempo ai propri interessi staccando dal lavoro può essere fondamentale anche a livello psichico. Alcuni segnali, più di altri, sono indicativi del fatto che bisognerebbe calibrare meglio le abitudini quotidiane, ritagliandosi il giusto spazio al di fuori della sfera professionale:

  • sensazione di forte stress
  • mancanza di tempo per fare
  • qualsiasi cosa
  • disturbi del sonno
  • irritabilità
  • difficoltà relazionali
  • difficoltà di concentrazione

come raggiungere l’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Come in tutte le cose, esistono delle strategie e degli accorgimenti per mantenere un sano equilibrio tra vita privata e lavoro. Ecco allora alcuni consigli per preservare il proprio tempo libero e la salute, rimanendo comunque produttivi ed efficienti sul lavoro:

  • ritagliarsi più tempo per le relazioni sociali: la chiave di tutto sta nella capacità organizzativa di ciascuno. Riuscire a conciliare i propri impegni sociali con il tempo dedicato al lavoro è solo una questione di corretta pianificazione.
  • non trasformare il tempo libero in stress: molto spesso il tempo libero rischia di trasformarsi in una corsa a tutte le attività che non abbiamo potuto fare nel corso della settimana lavorativa. Lo scopo principale deve invece essere il relax, utile a recuperare le energie in vista di una nuova settimana di impegni
  • imparare a saper dire qualche no per non essere subissati dal lavoro.
  • creare dei confini ben precisi: ad esempio, evitando di portare il computer a letto o di rispondere ad una telefonata di lavoro a tavola o durante il tempo trascorso in famiglia. È importante, soprattutto con il proprio datore di lavoro, definire dei confini ben precisi per chiarire in maniera assolutamente trasparente la propria disponibilità (leggi anche: diritto alla disconnessione).

scopri i risultati del randstad employer brand 2021

scarica il report