collocamento obbligatorio: nuove sanzioni per i datori di lavoro

24/10/2016 09:56:36

Collocamento obbligatorio: nuove sanzioni per il datore di lavoro inadempiente

La riunione del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2016 ha sancito l’entrata in vigore del decreto correttivo del Jobs Act, che ha modificato le disposizioni in materia di collocamento delle persone disabili contenute nei Decreti Legislativi nn. 148, 149 e 150 del 2015. Nello specifico, il decreto correttivo prevede nuove sanzioni amministrative per il datore di lavoro che non ottemperi alla copertura delle quote di assunzione obbligatorie, le cosiddette “quote di riserva”. Analizziamo nel dettaglio tutte le modifiche e integrazioni introdotte dal decreto.

Variazione della percentuale di capacità lavorativa

Secondo quanto stabilito dal precedente D. Lgs. n. 151/2015, i lavoratori disabili sono computati nella quota di riserva qualora presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria in materia di pensioni di guerra, oppure nel caso di disabilità intellettiva e psichica implicante una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento. Il decreto correttivo estende leggermente la prima percentuale, prevedendo l’inclusione dei lavoratori in oggetto nella quota di riserva anche qualora la riduzione della loro capacità lavorativa sia non solo superiore, ma anche pari al 60 per cento.

Aumento delle sanzioni a carico del datore di lavoro

Secondo la precedente normativa, oltre il limite di 60 giorni dalla data in cui interviene l’obbligo di assunzione, il datore di lavoro che non copre la quota di riserva è tenuto al pagamento di una sanzione amministrativa pari ad euro 62,77 per ciascun lavoratore disabile non occupato e per ciascun giorno di mancata copertura.
Il decreto correttivo aggancia tale sanzione all’importo del contributo esonerativo da versare al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, pari a 30,64 euro al giorno per ogni lavoratore disabile non assunto, modificando così il comma 4 dell’art. 15 della Legge n.68/1999. Alla luce di questa modifica, dunque, la sanzione amministrativa a carico del datore non ottemperante alla copertura delle quote risulta uguale a 5 volte il succitato importo relativo al contributo esonerativo, cioè pari ad euro 153,20 al giorno da versare per ciascun disabile non occupato.

Istituto della diffida obbligatoria

Con il richiamo al suddetto art. 15, però, la violazione diventa sanabile e ad essa si applica l’istituto della diffida obbligatoria, così come disciplinata dall’art. 13 del D. Lgs. 23 n. 124/2004. La diffida implica, per il datore di lavoro, il dovere di presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione del disabile e dunque, una volta assolto tale obbligo, la possibilità di pagare entro 15 giorni dalla scadenza del termine la sanzione in misura ridotta, ossia nella misura di un quarto dell’importo totale stabilito. Ottemperando all’istituto della diffida, il datore inadempiente potrà perciò pagare la sanzione ridotta di euro 38,30 per ciascun disabile e per ogni giorno di scopertura.
Ogni 5 anni il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvederà ad aggiornare con apposito decreto l’importo delle sanzioni amministrative in materia di mancato collocamento dei lavoratori con disabilità.

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