per quali ragioni i dipendenti restano in azienda?

06/05/2021 11:30:00

Nell’anno dell’emergenza sanitaria e dello smart working, gli italiani non cambiano le loro priorità sul luogo di lavoro. A rivelarlo sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo Randstad Employer Brand Research 2021,la ricerca più rappresentativa e completa al mondo sull’employer branding 

Nonostante la pandemia e il cambio di paradigma, i dipendenti confermano le proprie scelte  rispetto al 2020. Seppur con percentuali leggermente diverse, infatti, ai primi cinque posti della classifica vengono confermati gli stessi fattori dello scorso anno. 

Dalla conciliazione tra vita privata e professionale alla buona retribuzione, ecco - nel dettaglio - quali sono i principali motivi che spingono i lavoratori a legare il proprio percorso professionale ad un’azienda.

Per quali ragioni i dipendenti restano in azienda

1: work-life balance.

Il rispetto di un corretto equilibrio tra la vita professionale e quella privata è il principale motivo che spinge i dipendenti a restare nell’azienda per cui lavorano. A dichiararlo è il 66% degli intervistati (60% in Europa). La possibilità di coniugare gli impegni dell’ufficio e le incombenze casalinghe è infatti una delle possibilità maggiormente ricercate nella scelta del proprio percorso professionale. Merito anche del ruolo centrale svolto dallo smart working. Fino a poco fa considerato accessorio, il lavoro agile è infatti diventato, causa la pandemia, un passaggio imprescindibile, da cui difficilmente si potrà tornare indietro.

2: atmosfera lavorativa piacevole.

A poca distanza dal work-life balance, segue un clima positivo a lavoro (64%), sia in Italia che in Europa. In ufficio (o comunque da remoto),il lavoro occupa molte ore della propria vita, perciò stare bene è fondamentale. Di conseguenza, per essere produttivi e soddisfatti, l’ambiente di lavoro deve essere un luogo piacevole.

3: retribuzione e benefit interessanti.

Al terzo posto, subentrano i fattori economici. Una buona retribuzione è stata indicata dal 61% degli intervistati come uno dei fattori principali per rimanere nell’azienda presso cui lavorano. 

Si tratta ovviamente di un tema da non trascurare (che tra il lavoratori europei ottiene il 67% delle preferenze) soprattutto se allo stipendio si associano benefit aggiuntivi (monetari e non).

4: sicurezza del posto di lavoro.

Viviamo in un'epoca di incertezza. 

L’attuale contesto generato dalla pandemia, ovviamente, non fa altro che accentuare i dubbi sul futuro. La stabilità del posto del lavoro viene quindi indicata come uno degli elementi più ricercati dai dipendenti. La solidità di un’azienda e la tranquillità di poter pianificare il proprio futuro, sapendo di poter contare su un lavoro che poggi su basi solide, non ha prezzo per il 58% dei lavoratori (62% in Europa). 

5: visibilità del percorso di carriera.

Il quinto fattore che "fidelizza" un lavoratore alla sua impresa è legato al percorso di carriera e alla sua visibilità. Un’azienda che vuole crescere deve, infatti, avere anche la volontà di premiare chi, dall’interno, contribuisce al suo successo. Un percorso di carriera definito e visibile, in cui vengono riconosciuti meriti e promozioni, è il viatico per un rapporto duraturo con i propri dipendenti, che mostrano nel 54% dei casi di apprezzarlo (52% in Europa).

In quest'ottica, non stupisce che a poca distanza, al sesto posto, sia stata scelta una buona formazione (51%, a pari merito con la stabilità e la solidità finanziaria). Sempre più lavoratori, infatti, percepiscono come necessaria la possibilità di seguire corsi, seminari e approfondimenti, per stare al passo con gli sviluppi e le novità del mercato. Segnaliamo infine, con un 45% di preferenze, l’ambiente di lavoro covid-safe, una priorità che naturalmente nel report precedente non era stata rilevata.

fedeltà verso il datore di lavoro durante la pandemia.

Anche la gestione dell’emergenza Coronavirus ha influenzato la fedeltà dei dipendenti nei confronti del proprio datore di lavoro. Secondo i risultati emersi dall’indagine, quanto più le aziende hanno dimostrato di saper gestire in maniera adeguata la fase delicata dell’emergenza, tanto più i lavoratori hanno stretto il loro legame con l’impresa.

In particolar modo, il 54% dei dipendenti che lavorano esclusivamente da casa si sente più fedele verso il proprio datore di lavoro per il modo in cui ha gestito la pandemia. 

Il 52% dei lavoratori che hanno lavorato parzialmente da casa ha aumentato il livello di fiducia verso il proprio capo, percentuale simile - il 51% - per chi è invece stato obbligato a lavorare interamente da casa. 

La percentuale sale addirittura al 56% per tutti quei lavoratori a cui è stato permesso di decidere autonomamente di lavorare da remoto durante la fase di emergenza.

scopri i risultati del randstad employer brand 2021.

scarica il report.