distacco dei lavoratori: proposte di modifica della disciplina comunitaria e nazionale

02/05/2016 10:37:39

La Commissione Europea ha effettuato una proposta di revisione della direttiva Europea 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi. 

L’obiettivo della proposta è quello di contrastare le pratiche sleali e promuovere il principio della effettiva parità di trattamento economico e normativo tra lavoratori, contribuendo alla realizzazione degli investimenti in condizioni di concorrenza non distorta e di tutela dei diritti dei lavoratori.

L’intervento, tuttavia, non si pone in contrasto con la direttiva originaria del 1996, bensì si focalizza su questioni che non sono state affrontate dalla stessa e che interessano il quadro normativo dell'UE. Le due direttive sono, pertanto, complementari tra loro e si rafforzano reciprocamente. 

Le principali modifiche previste dalla proposta di revisione della Direttiva comunitaria sono le seguenti: 

  • nei casi in cui si prevede che la durata del distacco sia superiore a 24 mesi o quando la durata effettiva del distacco superi i 24 mesi, lo Stato membro ospitante è considerato il Paese in cui il lavoro è abitualmente svolto. Al contratto di lavoro dei lavoratori distaccati si applicherà, pertanto, il diritto del lavoro vigente nello Stato membro ospitante;
  • si prevede, inoltre, che i contratti collettivi applicabili ai lavoratori distaccati siano i contratti collettivi nazionali in tutti i settori dell'economia e non soltanto per alcuni di essi;
  • si stabilisce, inoltre, che le norme sulla retribuzione applicabili ai lavoratori locali, derivanti dalle disposizioni di legge o dai contratti collettivi di applicazione generale siano applicabili anche ai lavoratori distaccati;
  • nei casi di subcontratti a catena, si conferisce agli Stati membri la facoltà di imporre alle imprese di subappaltare solo a quelle che concedono ai lavoratori determinate condizioni in materia di retribuzione, applicabili al contraente, su base proporzionata e non discriminatoria;
  • le condizioni da applicare alle agenzie transfrontaliere che effettuano il distacco temporaneo di lavoratori devono essere quelle applicate alle agenzie nazionali che operano nello stesso ambito (tale norma costituisce, dunque, un obbligo giuridico imposto agli Stati membri).

Tale proposta di revisione della Direttiva comunitaria CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi seguirà l’ordinario iter legislativo previsto dalle procedure Europee, che richiedono l’approvazione da parte del Consiglio e del Parlamento Europeo. 

Tuttavia, la necessità di modificare la disciplina sul distacco dei lavoratori, limitando le pratiche di dumping, è da tempo avvertita anche in Italia. 

Il Consiglio dei Ministri ha di recente approvato uno schema di decreto legislativo, il quale stabilisce i criteri necessari all’accertamento dell’autenticità del distacco (tra cui il contenuto, la natura e le modalità di svolgimento dell’attività lavorativa e la retribuzione del lavoratore) e prevede, laddove lo stesso non risulti autentico, che: 

  • sia comminata una sanzione pecuniaria di ammontare non inferiore a 5.000 euro e non superiore a 50.000 euro;
  • il lavoratore sia considerato a tutti gli effetti alle dipendenze dell’utilizzatore.

Lo schema di decreto contiene, inoltre, le seguenti previsioni: 

  • ai lavoratori si applicano, durante tutto il periodo del distacco, le stesse condizioni di lavoro previste dalle disposizioni normative e dai contratti collettivi, per i lavoratori che effettuano prestazioni lavorative analoghe nel luogo in cui si svolge il distacco;
  • l’utilizzatore è responsabile in via solidale, in caso di inadempimento degli obblighi retributivi e contributivi da parte del distaccante, anche in caso di somministrazione transnazionale;
  • l’impresa che distacca lavoratori in Italia ha un obbligo di comunicazione preventiva (24 ore) al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, concernente specifiche informazioni tra cui: i dati identificativi dell’impresa distaccante; il numero e le generalità dei lavoratori distaccati; la data di inizio, di fine e di durata del distacco;
  • durante il periodo del distacco, e fino a due anni dalla sua cessazione, l’impresa distaccante ha un obbligo di tenuta di documentazione in italiano ed ha, inoltre, l’obbligo di nominare un referente in Italia, incaricato di inviare e ricevere i documenti. 

Tale schema di Decreto Legislativo seguirà il consueto iter parlamentare previsto, rispetto al quale pubblicheremo i relativi aggiornamenti.

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