si parla di quarta rivoluzione industriale

03/01/2017 11:46:45

Le imprese italiane sono conosciute in tutto il mondo per la qualità dei prodotti ideati e realizzati grazie alla grande maestria associata al Made in Italy. I clienti che comprano beni italiani sanno di aver scelto il meglio sotto ogni punto di vista. Oggi però una delle sfide cruciali per essere davvero competitivi sul mercato globale viene posta dalla capacità di innovare ed immettere in questo modo prodotti nel circuito economico, riuscendo a gestire i processi in modo nuovo.

Le statistiche dell’Osservatorio GeCo sulla gestione dei processi collaborativi di progettazione parlano chiaro: nel 2015 è stato intervistato un campione rappresentativo di 123 imprese ed i dati emersi ci dicono che il processo di innovazione delle industrie italiane spesso è lento e presenta lacune dal punto di vista della gestione. I risultati di questa indagine riscontrano che esiste un 95% di aziende in cui i processi sono intricati e le richieste di modifica e revisione nelle fasi di sviluppo continue. Il focus dovrebbe essere posto allora sulla capacità progettuale ed innovativa delle imprese che troppo spesso è rallentata dalla diffidenza a cambiare vecchie abitudini. Il 65% delle risorse, costituito da tempo, progetti e prototipi, viene sprecato in attività che non generano valore ed il 42% del tempo di un progettista non viene investito nella ricerca di nuovi prodotti; una azienda su tre afferma di realizzare prodotti vecchi che poi non riesce a vendere! Per essere davvero competitivi occorre sì acquistare nuovi macchinari più veloci, ma cruciale sarebbe progettare beni innovativi e farlo prima dei concorrenti esteri.

La Quarta Rivoluzione Industriale è già iniziata e non mancano le soluzioni per entrare a tutti gli effetti nell’era della produttività 4.0. L’innovazione richiede sistematicità ed apertura a nuovi approcci inventivi in grado di creare idee alternative con l’organizzazione di brainstorming – per fare un esempio – passando per la teoria dell’Innovazione Sistematica fino all’analisi dei requisiti e gli studi affidabilistici. Un esempio di approccio metodico con tecniche e strumenti precisi che aiuterebbe a ridurre tempi e costi di sviluppo nella progettazione integrata di un prodotto è offerto dal “Concurrent Engineering”, che prevede la creazione di gruppi multidisciplinari che operano in modo rapido e parallelo. Accanto ad un nuovo approccio progettuale non deve chiaramente mancare la componente della digitalizzazione di un’impresa.

Tecnologia come quella 3D permette ad esempio di creare prototipi virtuali anche all’interno di realtà molto piccole, grazie anche alla modellazione CAD che sta diventando sempre più accessibile. Per il futuro sembra proprio che produttività ed innovazione dovranno andare di pari in passo, pena l’esclusione dalla Rivoluzione industriale 4.0. Ammodernare le imprese non solo dal punto di vista dei macchinari quindi, mettere in pratica una rivoluzione interna che colleghi i vari processi produttivi, dalla progettazione alla logistica passando per il marketing ed arrivando alla produzione.

I clienti da soddisfare sono sempre più esigenti, vogliono prodotti belli, qualitativamente affidabili, innovativi ed unici. “L’Industria 4.0 – come affermato dal Presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca – è l’ultima chiamata per fermare la deindustrializzazione italiana”.