randstad award 2016: tra i vincitori c’è anche lo smartworking

20/04/2016 12:26:40

Il 5 aprile 2016, nella splendida cornice offerta da Palazzo Mezzanotte a Milano, si è svolta la serata di premiazione del Randstad Award 2016, che ha visto trionfare quest’anno Ferrero, Apple e Maserati come i potenziali datori di lavoro più attrattivi.  

Un risultato, questo, a cui si è giunti dopo uno studio condotto dall’Istituto belga ICMA su un campione di circa 200.000 persone provenienti da 25 paesi, di cui 7000 italiane, comprese nella fascia d’età 18-65 anni e suddivise in occupati, studenti e non occupati. 

La domanda iniziale era semplice: dove vorresti lavorare? Seguiva un elenco di 150 aziende con più di 1000 dipendenti appartenenti a 14 settori e con sede in Italia. Ma l’indagine  ha registrato anche i fattori che guidano i potenziali dipendenti  nella scelta di un datore di lavoro. E proprio analizzando questi dati è possibile scattare un’istantanea molto interessante sul mondo del lavoro odierno che testimonia le sue principali direttive di mutamento verso una maggiore flessibilità e verso nuove forme di smartworking.

Flessibilità e smartworking

Se è vero, infatti, che retribuzione e benefit occupano ancora una posizione privilegiata nell’elenco di ciò che gli italiani cercano in un datore di lavoro (con il 55% delle preferenze), seguiti a stretto giro da sicurezza sul posto di lavoro (53%) e atmosfera piacevole sul lavoro (49%), il 67% degli intervistati si è detto disponibile a un orario di lavoro più flessibile. Scomponendo il dato è apparso in particolare che: 

• il 44% dei lavoratori vorrebbe un orario giornaliero più flessibile;

• il 16% preferirebbe aumentare il carico di lavoro al giorno per godere di una settimana più corta;

• il 7% vorrebbe avere giornate lavorative flessibili. 

È interessante notare poi che la flessibilità è maggiormente apprezzata dalle donne, da chi svolge un lavoro di tipo impiegatizio, da lavoratori maturi e con alto titolo di studio. 

Anche per quanto riguarda lo smartworking, ovvero, la derivazione più aggiornata del cosiddetto telelavoro che prevede la possibilità di gestire parte del proprio lavoro da casa, i dati parlano chiaro: il 68% degli intervistati vorrebbe lavorare da casa anche solo occasionalmente. In particolare: 

• il 39% preferisce il telelavoro occasionale;

• il 19% è a favore di un numero fisso di giorni;

• il 10% vorrebbe lavorare in questo modo ogni giorno.

Colpisce, inoltre, il fatto che la vera discriminante di questi dati non sia il sesso degli intervistati, ma la loro età, con una preponderanza di lavoratori anziani più interessati a questa opzione dei giovani. 

Lo smartworking, in ogni caso, è visto sempre più come un’opportunità praticabile e ambita che contribuisce non poco alla percezione di un datore di lavoro come più attrattivo di un altro. E anche questo sarà un dato di cui le strategie di employer branding del futuro dovranno senza dubbio tenere conto, come ha sottolineato alla serata del Randstad Award la Dott.ssa Federica Fasoli, Head of Human Resources di Siemens. 

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