crescita digitale in italia: gli ultimi dati istat dal rapporto sulla conoscenza 2018

15/02/2018 15:32:23

Secondo i dati raccolti nell'ultimo Rapporto sulla Conoscenza 2018 a cura dell’Istat, si delinea un panorama del nostro Paese abbastanza impietoso: l'Italia sta crescendo digitalmente, ma con grandissimo ritardo rispetto al resto dell'Europa, non solo in relazione alla quantità di strumenti digitali messi a disposizione delle imprese, ma anche per quanto riguarda la formazione degli specialisti Ict. 

Giusto per dare un ordine di grandezza del problema, da noi appena il 72% delle imprese con più di 10 addetti è provvista di un proprio sito web, mentre la media dell'Unione Europea è del 77%; analogamente il 16% dei siti europei è in grado di vendere online, mentre noi ci fermiamo ad una percentuale pari al 10%. E questi sono i dati medi nazionali, che purtroppo diminuiscono ulteriormente nel Mezzogiorno. La differenza a monte che ci distingue dal resto del vecchio continente deve essere individuata non semplicemente nella presenza dell'Internet of Things nelle imprese, quanto piuttosto nel bacino di utenza di Internet stesso. 

A differenza di quanto si possa generalmente credere, l'Italia ancora si dedica alle attività online in modo parziale e decisamente inferiore rispetto agli altri paesi: l'uso che ne viene fatto è prevalentemente passivo e generalmente poco avanzato, limitato per lo più all’invio di email, alla lettura dei giornali,  alla visione di video in rete, alla partecipazione politica, alla documentazione sulla salute, alla raccolta di  informazioni su prodotti commerciali, ai servizi bancari e, in piccolissima percentuale, alla creazione di contenuti online e alle vendite. Il Rapporto sulla Conoscenza Istat distingue inoltre due grandi fasce d'età tra i fruitori del mondo digitale: quella compresa tra i 16 e i 24 anni e quella compresa tra i 55 e i 74. A tale macrodistinzione va poi aggiunto  un secondo parametro relativo all'istruzione universitaria che fa notevolmente alzare il grado di comprensione degli strumenti informatici e la capacità di padroneggiarne l'utilizzo.

Il dato positivo è che gli ultimi anni hanno segnato uno sviluppo progressivo dell'impiego delle tecnologie dell’informazione nelle attività di e-business in Italia e questo dato sembra essere in crescita anche nel prossimo futuro, con un incremento dell’uso delle tecnologie digitali e la realizzazione di attività per il miglioramento delle competenze informatiche dei dipendenti.  Un elemento significativo è che nel 2017 circa il 37% delle piccole e medie imprese ha utilizzato applicativi gestionali, laddove l'impiego di Erp per integrare i sistemi informativi all’interno di un'azienda è considerato ormai, per un numero crescente di realtà aziendali, un'acquisizione consolidata al fine di rendere i processi più efficienti. A piccoli passi anche il mondo dell'occupazione ha segnato qualche buon risultato: i professionisti Ict in Italia rappresentano oggi il 3,3% dei lavoratori. Si tratta di circa 750mila figure professionali che, anche se comunque nettamente inferiori rispetto agli standard della Comunita UE, denotano una forte volontà, da parte del mondo del lavoro italiano, di creare una nuova classe specializzata, innovativa e qualificata. 

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