“sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”: 10 best practice per evitarlo

27/05/2016 10:48:50

Non c’è niente di peggio – o quasi – per un manager che vedere i migliori dipendenti fare i bagagli e fuggire a gambe levate dopo che tante energie sono state profuse per attirare talenti e giovani promesse sul luogo di lavoro. E spesso, purtroppo, le motivazioni principali della fuga sono proprio attribuite a un’incompatibilità con il capo. 

Assistere impotenti all’esodo delle migliori risorse è l’unica soluzione possibile? Ovviamente no. 

Ecco 10 best practice da adottare per evitare gli errori più comuni quando si ricopre il ruolo di manager. 

  1. Evitare gli eccessivi carichi di lavoro: l’aumento spropositato del carico di lavoro non è consigliabile, specialmente senza la prospettiva di una giusta gratificazione economica. Inoltre, è dimostrato che cercare di stimolare i dipendenti con un eccessivo quantitativo di lavoro è in realtà controproducente. La produttività diminuisce anche quando la settimana lavorativa supera le 50 ore.
  2. Premiare e gratificare i dipendenti (quando lo meritano): chi pensa che gratificare un dipendente per un lavoro ben svolto significhi mostrare debolezza o perdere di autorità si sbaglia di grosso. Un “bravo” o un “ben fatto” è incoraggiante e stimolante di fronte a un risultato positivo, e aiuterà certamente i dipendenti a non sentirsi frustrati sul luogo di lavoro. 
  3. Essere autorevoli, non autoritari: c’è differenza tra autorità e autorevolezza, una differenza che può pesare molto sul luogo di lavoro specialmente se si finisce per scambiare un dipendente per una figura da comandare a bacchetta. Avere un atteggiamento autoritario porta spesso solo a farsi detestare dai propri dipendenti.
  4. Non sottovalutare o ignorare l’aspetto umano: è necessaria la giusta dose di professionalità e coinvolgimento umano per riuscire a instaurare un vero rapporto con i propri dipendenti, e per guadagnarsi la loro fiducia. Se sono insoddisfatti del loro lavoro, in questo modo, prima di pensare ad andarsene proveranno a trovare una soluzione rivolgendosi al proprio responsabile.
  5. Rispettare le promesse fatte: è una questione di onore, prima di tutto. Ma anche di motivazione e di fiducia. Molto meglio non fare promesse se poi non si è in grado di mantenerle. 
  6. Evitare di assumere (o promuovere!) le persone sbagliate: un buon manager deve essere il più possibile oggettivo e imparziale nelle sue valutazioni. E’ importante Evitare i favoritismi e avere sempre il polso della situazione per capire subito se tra i dipendenti c’è qualcuno che merita davvero una promozione. 
  7. Promuovere la crescita professionale: è necessario lavorare sodo per permettere ad ogni dipendente  di crescere professionalmente e di sentirsi parte di un percorso che lo porterà lontano. Senza un orizzonte o una prospettiva di crescita aumenteranno le probabilità che i dipendenti cerchino un nuovo lavoro. 
  8. Ascoltare e comunicare con i dipendenti: un atteggiamento di apertura nei confronti di idee, iniziative e suggerimenti provenienti dal team di dipendenti e collaboratori è senza dubbio positivo sia per mantenere il gruppo coeso sia per ottenere migliori risultati. 
  9. Dare sempre feedback (anche quando sono negativi): correggere gli errori e dare feedback anche quando non sono proprio positivi non significa affatto umiliare o allontanare un dipendente. Anzi, in questo modo lo si aiuta a crescere senza farlosentire abbandonato a se stesso. 
  10. Motivare il team con nuove sfide: la motivazione della squadra di lavoro è lo strumento più forte che si possa avere a disposizione. Anche (e soprattutto) le persone di talento hanno bisogno di essere motivate e di sentirsi parte di un progetto stimolante, di nuove sfide interessanti che si deve essere capaci di offrire per evitare che si stanchino del lavoro.