come sviluppare le competenze dei millennials al lavoro.

24/10/2018 09:58:13

Millennials al lavoro Per Millennials s’intende quella generazione di ragazzi nati tra la metà degli anni ’80 e il 2000, una bella fetta di mercato del lavoro se consideriamo che oggi hanno tutti tra i 18 e i 40 anni. Questa forbice di lavoratori è, infatti, cruciale nel momento storico in cui viviamo, perché rappresenta un numero molto alto di dipendenti che troviamo, o troveremo a breve, all’interno di ogni azienda.

I Millennials - detti anche Generazione Y - sono cresciuti in piena rivoluzione digitale e hanno visto la nascita e lo sviluppo di tutte quelle innovazioni tecnologiche che ci accompagnano nella quotidianità, in ufficio e a casa. È chiaro, quindi, il loro ruolo cruciale nello sviluppo di un’azienda in quanto giovanissimi manager, ma anche brillanti candidati pronti a portare il loro know-how nel mondo del lavoro. Lo stile di vita e il modo di pensare di questa generazione è molto differente rispetto a quella dei loro genitori. Per questo è obbligatorio pensare a una strategia creata ad hoc per la formazione e investire su di loro. 

Per sviluppare al meglio le loro competenze e farli diventare i manager del futuro è innanzitutto fondamentale prendersi cura di questi ragazzi al fine di creare le condizioni più favorevoli per una crescita professionale in base alle loro esigenze e stile di vita. Scopriamo allora insieme come sviluppare al meglio le competenze dei Millennials e delineare un piano formativo efficace. 

La formazione dei Millennials

La formazione della Generazione Y deve essere veloce, smart e digitale. L’ambiente di lavoro deve essere quanto più informale possibile. Diversi studi evidenziano, infatti, che i Millennials riescono a imparare meglio all’interno di realtà accessibili in cui possano interagire con facilità con i docenti e creare legami con gli altri studenti. Cercare quindi di favorire il confronto tra i partecipanti sarà decisivo per favorire l’apprendimento. Per lo stesso motivo è consigliabile organizzare i momenti di studio in aule non troppo grandi proprio per favorire il dibattito (social learning). I progetti formativi di queste figure, quindi, devono essere basati su attività di blended learning, ovvero: tecniche digitali e analogiche insieme. 

Il visual learning come strumento didattico

Il piano formativo dovrebbe tenere conto del concetto di visual learning, perfetto per i Millennials. Questo strumento didattico poggia infatti sui contenuti multimediali che, oltre a essere a basso costo, sono più efficaci dal punto di vista dell’apprendimento e sono più accessibili per la Generazione Y. Cresciuti in piena evoluzione tecnologica, i giovani tendono infatti ad imparare più velocemente e piacevolmente attraverso l’uso di video. 

L’insegnamento “vecchio stile” non fa per loro, perché tenderebbero ad annoiarsi senza apprendere tutti gli argomenti che il docente cercherà di illustrare. Sarà fondamentale strutturare il piano formativo su più livelli integrando la parte digitale alle lezioni frontali e stimolando così il loro interesse, con un alto livello di attenzione. Ad esempio, si potrebbe pensare di condividere la lezione sui canali social dell’azienda, sviluppare dei visual contest su Instagram o creare un gruppo di studenti su Facebook per favorire il confronto anche fuori dall’aula. 

Basta slides e corsi di aggiornamento polverosi, i Millennials chiedono velocità e partecipazione. Grazie agli aiuti che ci arrivano dalla tecnologia, per sviluppare davvero le loro competenze bisognerà puntare sul digitale e su una logica di apprendimento veloce che generi interesse in una generazione che rappresenta il futuro di tantissime aziende.