quali sono le esigenze dei millennials: la tua azienda è pronta?

13/05/2021 11:30:00

Guardare al futuro, perché il mondo è (o sarà presto) loro. La nuova generazione dei Millennials, quella formata dai nati tra gli anni Ottanta e Duemila, rappresenta oggi il cuore pulsante del mercato del lavoro. Una generazione che corrisponde a una forza lavoro per molti aspetti diversa dalle precedenti, cresciuta con i social network, interessata alla tutela della propria vita privata, affacciatasi sul mercato quando il lavoro flessibile era già una realtà e alla costante ricerca di una nuova opportunità.

Per tracciare un profilo di questa importante fascia di lavoratori, Randstad ha analizzato quali siano i loro bisogni e desideri. Dalle imprese che considerano più attrattive, ai motivi che suscitano maggiore interesse nella ricerca di un nuovo lavoro: ecco i dati relativi all’Employer Brand Research 2021.

millennials lavoro

chi sono i millennials. 

La chiamano anche Generazione Y. Ha visto la fine del secondo millennio, ha osservato le sorti della prima bolla di Internet e, soprattutto, è cresciuta insieme alla rivoluzione digitale, alla trasformazione della comunicazione e allo sviluppo dei nuovi media. Ma la sua diversità non si limita all'approccio verso la tecnologia.

I Millennials - definizione che nasce da un celebre libro di William Strauss e Neil Howe, intitolato “Generations” -  si distinguono dalle generazioni precedenti in quanto figli di un nuovo sistema educativo, molto più liberale che in passato. Queste peculiarità li spingono ad avere non solo una diversa visione del mondo, ma anche un approccio altamente personale al mondo del lavoro, così come al modo stesso di cercare lavoro.

Dagli orari di lavoro flessibili, alla ricerca di ambienti di lavoro positivi e dall’atmosfera amichevole, che rendono possibile una conciliazione serena tra vita e lavoro, le loro priorità si distanziano, per alcuni aspetti, da quelle delle altre generazioni. Emerge una forte attenzione alla collettività e ai valori condivisi, alla necessità di svolgere un impiego significativo per sé stessi e per il resto della società.

l’employer brand research 2021

L’Employer Brand Research 2021 ha provato a tracciare un profilo generazionale dei lavoratori, indagando quali siano i fattori ricorrenti che influenzano la ricerca e la scelta di un posto di lavoro a seconda delle diverse fasce d’età. La fotografia, scattata attraverso un’indagine che ha coinvolto circa 190mila persone in 34 Paesi del mondo, ha come obiettivo quello di fornire spunti importanti per le aziende. Ci concentriamo, per questa analisi, sul campione relativo all’Italia. Nel dettaglio per il nostro Paese sono state intervistate 6581 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni. 

Un’attenta lettura dei dati emersi dal report è il primo passo per la strutturazione di una strategia in grado di dare forma al proprio employer branding, migliorare l’employee retention e strutturare un efficace Employee Value Proposition.

cosa cercano i millennials sul lavoro?

I lavoratori di questa generazione, appartenenti alla fascia d’età 25-34 anni, ricercano soprattutto aziende con un buon equilibrio tra vita lavorativa e privata (67%), un’atmosfera di lavoro piacevole (66%), realtà che offrono possibilità di carriera e visibilità  (61%), una buona retribuzione (62%) e un’ottima formazione (56%).

La differenza generazionale emerge su diversi fronti. Abituati ad un mercato del lavoro più agile e meno vincolato al posto fisso, i millennials, insieme alla Generazione Z, mostrano minore attenzione alla stabilità finanziaria dell’azienda per cui lavorano (49%), ritenuta più importante dalle fasce d’età più avanzate (specialmente dai 55-64enni).

Interessante notare l’importante peso attribuito dai millennials alla possibilità di lavorare da casa (39%), all’ottima gestione (38%), all’attenzione dell’aziende per la diversità e l’inclusione (38%,solo la Generazione Z ha un dato nettamente superiore). È invece ritenuto meno importante rispetto alle altre generazioni l’utilizzo delle tecnologie più recenti (32%).

Emergono da questa analisi le caratteristiche distintive di una generazione impegnata nel sociale, preoccupata per le sorti del mondo in cui vive e vivrà in futuro e interessata ad attribuire un valore personale e collettivo al proprio impiego: il lavoro - per i millennials - non è solo uno strumento necessario per vivere, ma fonte di realizzazione e contributo concreto alla società.

millennials e propensione al cambiamento.

Com’è facile immaginare, i giovani sono maggiormente propensi al cambiamento rispetto alle fasce d’età più avanzate. Nella vita personale, così come sul lavoro. Nel corso di quest’anno, la pandemia,  ha fortemente penalizzato le generazioni dei giovani e dei giovanissimi privandoli di esperienze importanti e irripetibili, ma al contempo ha rafforzato ulteriormente la voglia di cambiare e di trovare nuove opportunità. Se quasi un italiano su dieci ha cambiato datore di lavoro nel recente passato - indipendentemente dall’età - ben uno di cinque (il 21%) lavoratori tra i 25-34 anni, con livello medio di istruzione,  ha in previsione di farlo entro i prossimi 6 mesi.

Il Covid ha inciso profondamente sulla situazione occupazionale anche per quanto riguarda la perdita del lavoro. Il 49% dei dipendenti ha visto la sua situazione lavorativa cambiare a causa della pandemia, in diversi modi. I millennials sono stati particolarmente colpiti, anche se la percentuale più alta di coloro che hanno perso il lavoro appartiene alla cosiddetta Generazione Z, corrispondente alla fascia di età 18-24 anni (30%).

scopri i risultati del randstad employer brand 2021.

scarica il report.