scopri tutti i dati dell'Employer Brand Research 2021

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Investire sui giovani non è solo uno slogan vuoto di contenuti, ma la strategia migliore che le aziende hanno per crescere, innovare e acquisire vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza. Per fare ciò occorre assicurarsi, prima di altri, i migliori talenti delle nuove generazioni che si affacciano sul mondo del lavoro.

Ma come deve agire un’azienda per rendere maggiormente attrattivo il proprio brand ai loro occhi? 

L’Employer Brand Research 2021 di Randstad ha provato a dare una risposta a questa domanda, analizzando gli aspetti che rendono un’organizzazione attrattiva e differenziandoli in base all’età dei potenziali candidati. In questo articolo, in particolare, ci concentreremo sulla cosiddetta generazione Z, quella che comprende i giovani post-millennials. Scopriamo qual è il profilo di questa categoria di lavoratori, le loro preferenze e gli aspetti dell’Employer value proposition (Evp) ai quali danno maggiore importanza. Ecco quanto emerso dall’indagine.

generazione Z, cos’è? la carta d’identità dei talenti più giovani.

Con generazione Z si intende la generazione che segue quella dei millennials. Vi rientrano i nati tra la seconda metà degli anni 90 e la fine degli anni 2000. L’uso massiccio della tecnologia e, in particolare, dei social media è uno degli aspetti più rilevanti in assoluto in questa fascia di popolazione. Per questa ragione, proprio la tecnologia e la digitalizzazione giocano un ruolo cruciale nei loro processi di socializzazione, a tutti i livelli: da quelli più informali, come le relazioni amicali, ai rapporti lavorativi. 

La generazione Z è per la maggior parte figlia della generazione X e, indicativamente, composta da giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Per questa ragione andrà, inevitabilmente, a costituire una fetta importante della forza lavoro dei prossimi anni, costringendo le aziende a rivedere tutte le proprie strategie di recruiting. Ecco perché è così importante conoscere questa generazione, investire sull’Employer branding e adattare le proprie strategie di reclutamento in base a questo preciso target.

gli aspetti che rendono un’azienda attrattiva per i giovani talenti.

Prima di addentrarci nell’analisi dei risultati relativi alla generazione Z, va chiarito un aspetto metodologico. Rispetto al 2020 è cambiata, infatti, la modalità di risposta al questionario relativo ai criteri che rendono attrattiva un’azienda. Nel precedente report i partecipanti potevano scegliere al massimo cinque dei 16 indicatori a disposizione. Quest’anno il vincolo è stato eliminato.
Fatta questa premessa, secondo quanto emerso dall’Employer Brand Research 2021, quando si tratta di scegliere una posizione lavorativa, l’aspetto tenuto maggiormente in considerazione dai giovani della generazione Z è l’atmosfera piacevole sul lavoro, indicata dal 70% del campione. Si tratta di una percentuale più alta rispetto a quelle di tutte le altre generazioni. Un ambiente di lavoro gradevole è stato ritenuto un criterio di scelta importante dal 66% dei millennials (25-34 anni), dal 63% dei dipendenti che appartengono alla generazione X (35-54) e dal 60% dei boomers (55-64). 

È un altro, però, il criterio che segna un marcato distacco rispetto alle generazioni precedenti, pur non essendo stato indicato dalla maggioranza del campione appartenente alla generazione Z. Si tratta della presenza di un datore di lavoro che dia importanza ai valori della diversità e dell’inclusione. Quasi un giovane della generazione Z su due (49%) ha indicato questo aspetto come importante nella scelta di un’azienda. Un dato marcatamente più alto rispetto ai millennials (38%), alla generazione X (33%) e ai boomers (34%).

La visibilità nel percorso di carriera, infine, accomuna generazione Z (per il 64% del campione è un aspetto importante) e millennials (61%) e marca una decisa differenza con la generazione X (50%) e i boomers (45%).

importanza dell’Evp driver in base all’età.

Anche se meno influenti rispetto all’inclusione e alla diversità, ci sono anche altri requisiti che rendono un’azienda attrattiva agli occhi della generazione Z. 

  • Ad esempio l’utilizzo delle tecnologie più recenti, importante per il 36% degli intervistati
  • Ma anche un’ottima gestione aziendale, ricercata dal 43% degli intervistati
  • Molto importante anche una buona formazione (57%)
  • E un contenuto di lavoro interessante (47%)

L’idealismo che secondo diverse ricerche sociologiche caratterizzerebbe la generazione Z, infine, sarebbe evidenziato dall’attenzione che i giovani prestano all’impegno sociale della propria azienda. La capacità di un’impresa di offrire un contributo diretto alla società è apprezzata dal 44% degli intervistati della generazione Z, a fronte del 37% dei millennials, del 34% della generazione X e del 38% dei boomers.

L’ubicazione del posto di lavoro, infine, è l’aspetto meno rilevante nella scelta di un’azienda, solo il 26% dei lavoratori appartenenti a questa fascia di età lo ha infatti indicato tra le proprie priorità. Un dato, anche questo, coerente con le caratteristiche di una generazione di nativi digitali, abituati alle nuove tecnologie e a proprio agio con lo smart working.

importanza dell’EVP driver in base all’età.

Anche se meno influenti rispetto all’inclusione e alla diversità, ci sono anche altri requisiti che rendono un’azienda attrattiva agli occhi della generazione Z. 

  • Ad esempio l’atmosfera di lavoro piacevole, importante per il 54% degli intervistati.
  • Ma anche la visibilità del percorso di carriera, particolarmente ricercata dal 41% degli intervistati
  • Molto importante è anche una buona formazione (36%)
  • E un’ottima gestione aziendale (19%)

L’idealismo che secondo diverse ricerche sociologiche caratterizzerebbe la generazione Z, infine, sarebbe evidenziato dall’attenzione che i giovani prestano all’impegno sociale della propria azienda. La capacità di un’impresa di implementare politiche di CSR e offrire un contributo diretto alla società è apprezzato dal 26% degli intervistati della generazione Z, a fronte del 20% dei millians, del 22% della generazione X e il 24% dei boomers.