rimani aggiornato.

iscriviti alla newsletter

Uno dei temi più controversi nell'ambito delle politiche occupazionali è quello volto a comprendere quali siano i requisiti affinché un posto di lavoro possa essere considerato ottimale. Controverso poiché, in una situazione di crisi lavorativa come quella attuale, nel nostro Paese è difficile poter compiere una scelta e il più delle volte è piuttosto inevitabile adattarsi.

Tuttavia, i numerosi segnali positivi di una ricrescita del mondo del lavoro incoraggiano a cercare posizioni sempre più confortevoli e adeguate alle proprie necessità. 

Randstad Employer Brand Research 2018

Per questo motivo Randstad ha commissionato all'istituto di ricerca Kantar TNS un’analisi su scala mondiale, denominata Randstad Employer Brand Research 2018, volta a evidenziare, tra i vari aspetti, anche i fattori che influiscono sulla permanenza dei lavoratori all'interno di un'impresa. 

30 nazioni, 5.700 aziende coinvolte e 175.000 soggetti intervistati, di cui 5.800 nel nostro Paese, per cercare di definire quale sia l'employer branding vincente. Quello che si evince dalla ricerca è che le aziende italiane sono ancora abbastanza distanti da quello che cercano i lavoratori, ad eccezione della garanzia economica, di una buona reputazione e dell'uso di tecnologie innovative.

Perché i dipendenti rimangono in un'azienda?

Durante questa ricerca è stato espressamente chiesto ai soggetti attualmente occupati, che nell’ultimo anno non solo non avevano cambiato impiego, ma nemmeno avevano intenzione di farlo, quali ne fossero i motivi. Ecco i risultati:

1. Il 45% dei dipendenti intervistati si è basato sul buon equilibrio tra vita professionale e privata permesso dal lavoro in corso.
2. Il 41% ha confidato nella sicurezza del proprio posto di lavoro. 
3. Il 38% è rimasto per l'atmosfera di lavoro piacevole.
4. Il 37% ha puntato sulla solidità finanziaria dell’azienda.
5. Infine, solo il 36% ha scelto di non cambiare occupazione perché considera interessanti e stimolanti i contenuti del proprio lavoro.

Perchè, invece, altri hanno cambiato lavoro o vogliono farlo?

Di contro, hanno cambiato lavoro nell’ultimo anno o intendono farlo prossimamente gli italiani che:

  • ritengono di avere uno stipendio troppo basso, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori fra i 25 e i 44 anni di età dotati di un titolo di studio elevato, e i lavoratori più anziani, ma meno istruiti; 
  • coloro che non sono soddisfatti del proprio work-life balance, motivo maggiormente sentito dalle donne e dai dipendenti più giovani; 
    - chi vede poche prospettive di carriera, soprattutto i lavoratori uomini;
  • chi trova il contenuto del proprio lavoro poco stimolante;
  • chi teme l'instabilità finanziaria. 

Appare inoltre abbastanza frequente che, più è basso il livello di istruzione, più i lavoratori tendono a non cambiare il proprio impiego, anche se non particolarmente soddisfacente.