aziende a caccia di profili digital: l'innovazione 4.0 muove il mercato del lavoro.

03/10/2017 15:26:31

Abbiamo già illustrato come l’avanzare dell’Industria 4.0 stia cambiando, grazie ai nuovi strumenti digitali, i processi produttivi e le relazioni con i consumatori. Un altro aspetto del settore che sta subendo una fase di rinnovamento è quello strettamente lavorativo. Ora, infatti, sul mercato del lavoro emergono sempre più opportunità per figure professionali legate al mondo digital e alle nuove esigenze di aziende e imprese che stanno partecipando alla trasformazione in atto.

La digitalizzazione del comparto industriale italiano, e soprattutto quella delle PMI, stimola infatti il mercato del lavoro, nel quale vengono cercate nuove figure in grado di assecondare e facilitare il cambiamento. In particolare, secondo una recente ricerca svolta da Confartigianato, tra luglio e settembre 2017 le imprese italiane hanno previsto di assumere circa 117.560 lavoratori con formazione e competenze in ambito tecnologico.

Nel dettaglio, le aziende sono alla ricerca di personale con diploma in meccanica, meccatronica ed energia (circa 32.570 richieste previste) e in elettronica ed elettrotecnica (circa 13.350 richieste). L’indagine fa emergere anche un’alta richiesta, ossia quella di candidati con la qualifica o il diploma professionalizzante a 4 anni in meccanica (circa 34.940 assunzioni previste). Le aziende cercano anche circa 9.840 ingegneri elettronici e 8.550 ingegneri industriali.

Quello che viene sottolineato già da alcuni anni, però, è il fatto che in realtà, nonostante la disoccupazione sia ancora piuttosto diffusa, i datori di lavoro fanno fatica a reperire le figure professionali di cui hanno bisogno. Tra i lavoratori più difficili da trovare ci sono gli addetti all’installazione delle macchine utensili e alla gestione di macchinari a controllo numerico - circa 14.990 operai per le industrie che operano nel settore metalmeccanico ed elettromeccanico - e i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, per i quali sono presenti circa 14.430 posti di lavoro, ma dei quali si riesce a ricoprirne solo il 39%.

Secondo quanto emerge dall’analisi effettuata da Confartigianato, uno dei modi per limitare il gap tra lavoratori richiesti e competenze disponibili è quello del contratto di apprendistato, che consente per l’appunto l’apprendimento sul campo. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, le assunzioni tramite questa tipologia di contratto sono aumentate del 27,2% tra maggio 2016 e lo stesso mese del 2017, raggiungendo i 258.631 contratti. Questa forte crescita è dovuta soprattutto alle piccole imprese italiane, che assumono tramite apprendistato nell’11,5% dei casi, mentre le medie e grandi imprese adottano questa modalità solo nel 5,5% delle assunzioni.

Il settore digital offre quindi grandi opportunità ai giovani che si stanno formando in questo ambito, e che saranno delle figure fondamentali per portare avanti il processo di innovazione.