progetto libellula, il nostro impegno contro la discriminazione di genere.

08/03/2020 10:00:00

In campo contro la disparità di genere per dire addio alle disuguaglianze. Anche noi di Randstad abbiamo deciso di aderire al Progetto libellula, realtà che raggruppa una rete di imprese impegnate a fronteggiare la violenza e la discriminazione sulle donne e promuovere la parità di genere sul posto di lavoro. Un impegno più che mai necessario, anche alla luce degli ultimi dati emersi dal rapporto sul gender gap del World Economic Forum, secondo il quale la strada per la piena uguaglianza tra uomo e donna in campo professionale sarebbe ancora lunga.

Nell'ambito di questa iniziativa, volta a valorizzare e a tutelare tutte le diversità, abbiamo intervistato la nostra Chief HR Officer Valentina Sangiorgi:

perchè Randstad ha deciso di aderire al progetto Libellula?

Tra le diverse iniziative, abbiamo scelto di entrare a far parte del network Libellula, perchè ci permetterà, con continuità, di creare occasioni di comunicazione e formazione interna. Non solo. Sarà anche un’occasione per dialogare con i nostri clienti e, più in generale con i nostri stakeholders su un tema che ci sta particolarmente a cuore, affinché la cultura della non violenza e del rispetto sia, sempre di più, una questione che riguarda tutti.

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cosa ha spinto Randstad ad avvicinarsi al tema della violenza contro le donne?

Crediamo che le aziende non siano solamente un luogo di lavoro ma un luogo di vita, dove ogni persona trascorre buona parte della giornata e porta con sé il proprio vissuto e la propria unicità. Nella nostra organizzazione, l'80% delle persone è donna: ci sentiamo in dovere di prevenire ogni forma di violenza, diffondendo una cultura del rispetto.

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parità di genere sul lavoro: i numeri di Randstad.

Nell’ultimo anno, le donne che hanno acquisito una posizione di leadership di Randstad sono passate dal 47 al 50% del totale dei dipendenti (leggi anche: la forza delle donne nel business, come potenziarla al meglio).

La nostra attenzione per il tema della parità di genere sul lavoro è stata certificata negli anni dai numeri. Un manager su due della nostra società è una donna e già nel 2011 siamo stati la prima agenzia per il lavoro a ricevere la certificazione GEES (Gender Equality European Standard). Si tratta di un documento europeo che attesta i risultati delle aziende in merito alle pari opportunità offerte all’interno dei processi decisionali a uomini e donne. Questa certificazione, che nel frattempo è diventata GEEIS – Diversity (Gender Equality European & International Standard), è stata rinnovata nel 2020 e ulteriormente ampliata, a conferma del nostro impegno nella tutela e valorizzazione di ogni tipo di diversità.

gender gap: la fotografia in Italia e nel mondo.

Il tema del gender gap sul lavoro continua ad essere di stretta attualità anche a livello globale. A tal proposito, l’ultimo rapporto stilato dal World Economic Forum non dà un quadro lusinghiero. L’indagine, infatti, evidenzia come la strada per la piena uguaglianza tra uomo e donna in ambito professionale sia ancora molto lunga. È sufficiente un numero a chiarire la situazione: secondo le stime dello studio, bisognerà aspettare ancora oltre 250 anni per avere una sostanziale parità retributiva a livello mondiale. Sui 153 Paesi presi in esame per quanto riguarda il gender gap, l’Italia si colloca al 76esimo posto, facendo registrare un peggioramento di sei posizioni rispetto alla precedente indagine del World Economic Forum. Il nostro Paese sprofonda ulteriormente in classifica scendendo al 125esimo posto se si analizzano solo alcune voci particolari come la parità salariale tra lavori simili. La situazione per le donne, secondo lo studio, sarebbe ulteriormente complicata dal fatto che su di loro gravano compiti non retribuiti in casa o in famiglia, che le costringono a stare più tempo fuori dal mercato del lavoro (leggi anche: rientro dalla maternità, tocca all’HR creare la giusta cultura aziendale). Alla luce di questi dati, quindi, assumono ancora più valore iniziative di sensibilizzazione, come il progetto Libellula, che mirino a ristabilire, anche nel mondo del lavoro, un maggiore equilibrio di genere.

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