come imparare a dire "no" sul lavoro in modo costruttivo

08/01/2018 14:46:21

Dare sempre la propria disponibilità al datore di lavoro o ai colleghi accettando ogni tipo di incarico e dimostrandosi sempre pronti a rimanere oltre il normale orario d'ufficio può essere un buon modo per fare carriera ed essere promossi, ma potrebbe anche rivelarsi un'arma a doppio taglio, col rischio di venire sopraffatti o sfruttati. 
La difficoltà maggiore è che per molte persone dire no non viene in modo naturale, ma è giusto riuscire a dosare le proprie energie lavorative e far valere i propri diritti. Si può pertanto imparare ad elargire qualche rifiuto senza rischiare di essere malvisti o dare l'impressione che non si abbia a cuore il gioco di squadra della propria azienda. 


Prima di dare una risposta ad una qualsiasi richiesta è fondamentale chiedersi quanto tempo ed energie tale richiesta comporti, quanto sia importante e quali ripercussioni potrebbe avere un eventuale rifiuto. È giusto prepararsi all'eventualità che il feedback potrebbe essere molto negativo e, nel caso di un superiore, potrebbe avere conseguenze importanti. 

Fatte tali valutazioni, se si decide di rifiutare, è importante farlo in modo fermo ed il più possibile chiaro. Non bisogna essere sgarbati, ma nemmeno troppo gentili, non bisogna far sentire l'altra persona dispiaciuta per aver chiesto l'aiuto, né lasciarla con la falsa speranza che il no si possa trasformare in un sì. Per mantenere buoni i rapporti è fondamentale dimostrare empatia mettendosi nei panni dell'interlocutore, chiedendo se c'è qualche altro modo in cui ci si può rendere utili: l'obiettivo deve essere quello di trasmettere il proprio spirito di team player pur dicendo che non si può accettare la richiesta. 

A tale scopo può essere molto utile avere a disposizione una serie di risposte pronte rispettose come: "Grazie per aver pensato a me, ma sono troppo occupato" oppure "Grazie per aver pensato a me, ma credo che ci sia qualcuno di più adatto per questo lavoro", "Temo di avere un impegno di famiglia che non riesco proprio a rimandare", "Come probabilmente sai, non sono uno dei più grandi sostenitori di questo progetto e perciò, pur tifando per il suo successo, credo di non essere la persona giusta". È ovvio che se si dice di essere troppo occupati è saggio non uscire prima della fine dell'orario di lavoro o fare pause troppo lunghe.

Non sempre però è possibile rifiutarsi: quando c'è una scadenza imminente e un aiuto è indispensabile oppure quando si è gli unici esperti in grado di risolvere quel determinato problema. In questi casi si può cercare per lo meno di negoziare.  "Vorrei dire di no, ma so che questo progetto è importante. Posso restare al massimo un'altra ora, ma dopo devo davvero scappare". Negoziando si mantiene un margine di controllo sulla situazione e si fa notare in modo educato all'altra persona il proprio sacrificio.

Importantissimo infine terminare la conversazione con una chiusura confidenziale: dopo aver declinato una richiesta è sempre necessario trovare un modo per mettere fine a qualsiasi ulteriore tentativo di replica pur mantenendosi cordiali ed empatici. Un "Grazie per la comprensione" è perfetto.