si diffonde l'industria 4.0 ma mancano le competenze: situazione e iniziative per la formazione.

08/02/2018 17:47:03

Industria 4.0 e competenze snippet unpublished Uno dei problemi principali delle aziende del nostro Paese è che, ad oggi, non sono ancora pronte del tutto a soddisfare le necessità dettate dallo sviluppo tecnologico, legato sempre più alla diffusione del digitale. Il ricambio tecnologico nell'ambito dell'Industria 4.0 non trova ancora abbastanza risorse umane e le imprese hanno bisogno di tecnici che, però, non riescono a trovare. Lo sviluppo crescente delle stesse società specializzate in corsi di formazione per i dipendenti dell’industria non riesce a smaltire la domanda e, dunque, ci si trova in una situazione di stallo, ove i finanziamenti attivati nel settore hanno permesso di adeguare le strumentazioni analogiche nella direzione della digitalizzazione, ma dove il personale non è ancora in grado di gestire in modo soddisfacente tale cambiamento con un gap domanda-offerta preoccupante.

Appare evidente come una delle priorità del settore industriale italiano sia pertanto la formazione dei dipendenti, ed in particolare secondo due canali che devono procedere di pari passo: parliamo cioè dell'adeguamento di competenze dei tecnici ultra cinquantenni già attivi nel mondo del lavoro e l'immissione di giovani tecnici neodiplomati. 

Quello di cui il mercato del lavoro industriale ha bisogno sono esperti di automazione, di cloud, di domini e di processi, come anche analisti dei dati, informatici, ingegneri, installatori e tecnici. Da una parte, quindi, si assiste ad un aumento dei corsi di formazione specifica - già incrementati del 10% nel 2017 rispetto all'anno precedente - incentrati su cybersecurity, integrazione di sistemi e realtà aumentata, mentre dall'altra parte si cerca di creare un sistema scolastico in grado di inserire sin da subito i giovani studenti nel mondo del lavoro mettendo a disposizione stage, tirocini e l’alternanza scuola-lavoro

Tuttavia, nonostante in Italia si formino ogni anno 8mila figure tecniche, purtroppo siamo ancora molto lontani dall'essere adeguati agli standard europei, soprattutto se si pensa che nella vicina Germania se ne formano annualmente ben 800mila.

Con l’ultima legge di bilancio è stata introdotta un’agevolazione fiscale per la formazione nelle tecnologie 4.0 con la nascita del cosiddetto bonus formazione. Tale bonus, da regolamentare attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali, consiste in un incentivo economico espresso come credito d'imposta pari al 40% a sostegno del costo aziendale del personale dipendente occupato in attività di formazione. L’obiettivo di questa spinta fiscale è quella di incentivare le imprese a formare le proprie risorse sulle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 come vendita e marketing, informatica e tecniche e tecnologie di produzione.

Nello specifico, servirà per far loro acquisire le conoscenze necessarie di analisi dei dati, big data, cloud, cybersecurity, fog computing, integrazione digitale dei processi aziendali, interfaccia uomo macchina, internet delle cose, manifattura additiva, prototipazione rapida, realtà aumentata, robotica collaborativa, sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione.

L'altra novità è che, nel 2018, verranno anche avviati dal Ministero dello Sviluppo i competence center, ossia dei poli occupazionali mirati all’orientamento e alla formazione delle piccole e medie imprese con progetti di innovazione, ricerca industriale, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico.